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ARRIGONI: LETTERA DI GIULIETTO CHIESA AL MINISTRO FRATTINI

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Egregio Signor Ministro,

 


mi viene segnalato da più parti che un cittadino italiano, Vittorio Arrigoni, si trova a Gaza, sottoposto a gravi minacce di morte.

La sua "colpa", a quanto pare, consiste nell'aver aiutato, come infermiere, la popolazione civile di Gaza durante i bombardamenti e gli assalti a opera delle forze armate occupanti di Israele.

Un sito Internet in lingua inglese, successivamente oscurato non so da quale autorità, indicava ai militari israeliani Vittorio Arrigoni (e numerosi altri attivisti pacifisti di diverse nazionalità), come uno dei target (obiettivi) "da uccidere".

Poiché, come lei sa, la guerra non è finita; poiché le truppe israeliane stazionano ancora sul territorio di Gaza; poiché è noto che Israele ha il controllo totale su ogni comunicazione elettronica (ed è quindi in grado, come ha già fatto in molte occasioni, di puntare missili ad alta precisione, individualmente, sui nemici selezionati in precedenza), mi pare evidente che Vittorio Arrigoni è in serio pericolo.

Lei, Signor Ministro ha ottimi rapporti con il Governo israeliano, anche come effetto del suo appoggio incondizionato alla guerra. Pertanto la invito a esercitare la sua influenza facendo presente al Governo israeliano che è suo dovere tutelare la vita dei connazionali.

Mi permetto di suggerirle - anche se non ho dubbi che lei vi abbia già pensato per conto proprio - di esternare al Governo israeliano che il Governo italiano non accetterebbe in silenzio l'eventualità che l'incolumità fisica di Vittorio Arrigoni venisse messa a repentaglio.

Sono altresì certo, Signor Ministro, che lei comprende la grande responsabilità politica, istituzionale e morale che grava sulle sue spalle e che si farà sollecitamente interprete delle mie, e nostre, inquietudini.

Giulietto Chiesa
Parlamentare europeo

 

 

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