Privacy Policy politicamentecorretto.com - EX PISTA DI BORGO MEZZANONE: LO SGOMBERO DEI DIRITTI

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

EX PISTA DI BORGO MEZZANONE: LO SGOMBERO DEI DIRITTI

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

La posizione della rete delle associazioni della provincia di Foggia:

 

L’assenza di alternative perpetua lo stato di sfruttamento

 

La rete delle associazioni della provincia di Foggia, istituitasi nel Marzo 2019, esprime preoccupazione e contrarietà alle azioni di sgombero intraprese a Borgo Mezzanone.

Come già anticipato in occasione della convocazione del Consiglio Territoriale per l’immigrazione dello scorso 18 giugno, riteniamo che azioni di sgombero senza alternative razionali, condivise e consolidate aggravino la condizione delle persone esponendole ulteriormente a situazioni di marginalità sociale, discriminazione, sfruttamento e precarietà. Queste azioni non incidono in alcun modo sulla presenza dei ghetti ed anzi, rafforzano la catena dello sfruttamento e acuiscono le fragilità di cui questo territorio già strutturalmente soffre.

Queste azioni di forza, rappresentano solo una soluzione fittizia che non argina lo sfruttamento dei lavoratori nei campi, né offre soluzioni concrete per l’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali e per il diritto all’abitare della popolazione stanziale.

Da diversi decenni, sul territorio della provincia di Foggia vivono, ormai stabilmente, alcune migliaia di uomini e donne, principalmente negli insediamenti informali diffusi in tutta la provincia. Le soluzioni finora attuate dalle istituzioni, sono risultate del tutto inefficaci perché estemporanee, rispondenti ad una logica meramente emergenziale e prive di qualunque soluzione alternativa di lungo termine.

Per tali ragioni ci opponiamo ad operazioni che agiscono semplicemente sulla rimozione degli aspetti più visibili dello sfruttamento agricolo, senza agire sulle cause che attengono l’intero sistema produttivo e non risolvono la problematica abitativa.

Le istituzioni si sono mostrate poco disponibili alla costruzione di percorsi partecipati sia con l’associazionismo che con le comunità migranti, si sono mostrate poco attente ai bisogni e alle problematiche del territorio, nonostante le associazioni scriventi abbiano chiaramente espresso perplessità e dubbi sulla concreta efficacia delle azioni frammentarie ed emergenziali finora proposte dalle istituzioni.

Pur nella consapevolezza dell’insostenibilità delle condizioni di vita all’interno degli insediamenti informali e senza sottovalutare il rischio di incendi e nuovi morti, manifestiamo la nostra ferma opposizione ad azioni di sgombero che non tengano assolutamente conto dei diritti delle persone e dei lavoratori e non agiscano sulle cause del fenomeno. A tal proposito la rete provinciale delle associazioni, come già espresso durante il Consiglio Territoriale per l’immigrazione, ha elaborato un documento di proposte multidisciplinari che sarà reso pubblico e discusso durante il prossimo consiglio. Le soluzioni sul piano abitativo esistono: ristrutturazione di alloggi su beni pubblici o in disponibilità pubblica, recupero ed autorecupero di immobili abbandonati e di aree a rischio di spopolamento, promozione di azioni finalizzate a favorire gli affitti e il cohousing.

Solo un’adeguata pianificazione di un’azione complessiva su diversi piani interconnessi, finalizzata all’inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei migranti può tutelare la dignità e i diritti delle persone e dei lavoratori, nonché favorire lo sviluppo dell’economia locale.

Le azioni da intraprendere non sono sgomberi o trasferimenti delle persone come fossero merce, senza alcuna considerazione delle situazioni di vulnerabilità, ma il contrasto al sistema di sfruttamento sul quale si regge l’intera filiera del lavoro agricolo e non solo.

Di questo siamo fortemente convinti: le azioni di forza senza alternative reali, amplificano lo stato di sfruttamento.

Foggia, 11/07/2019

Africa United

AIIMS

ARCI Comitato Provinciale Foggia

Arcidiocesi Foggia Bovino

ASGI

Caritas Borgo Mezzanone

Caritas diocesi Cerignola-Ascoli Satriano

Caritas diocesi Foggia Bovino

Caritas diocesi Manfredonia

Caritas diocesi San Severo

Centro interculturale Baobab- sotto la stessa ombra

Coop. Soc. Arcobaleno

FLAI CGIL Foggia

Fratelli della stazione

Idorenin

INTERSOS

Coop. sociale Iris

MEDU Medici per i Diritti Umani

Coop. sociale Medtraining

Comunità Oasi 2 San Francesco

Presidio Caritas Regione Puglia

Solidaunia

Ufficio Migrantes diocesi Foggia

SINTESI DEI DATI

 

Progetto Capitanata, servizio socio-sanitario di prossimità negli assembramenti informali della provincia di Foggia

 

Dati dal progetto in corso: 7 Giugno 2018 – 30 Aprile 2019

 

 

 

 

 

*Nota1: Il totale di servizi erogati al 30 Aprile, con visite mediche, orientamento socio-sanitario ed orientamento lavorativo individuali, e Focus Group con le stesse tematiche, conta 587 sessioni, con 4895 accessi totali di cui 2978 beneficiari alla prima utenza. Tutti i dati di questo report fanno riferimento alle sole prime visite e primi colloqui.

 

Da Giugno 2018 sono state effettuate 282 sessioni di visite mediche, con 2795 accessi totali di cui 1860 prime visite. Per quanto riguarda le attività di orientamento socio-sanitario ed orientamento lavorativo individuale o attraverso attività di  Focus Group sono state effettuate 301 sessioni di informativa socio-sanitaria con 1642 accessi totali di cui 834 primi accessi; 164 sessioni di informativa su lavoro e diritti (lavoro/legal) con 458 accessi totali di cui 284 primi accessi.

 

 

 

** Nota2: Da notare la distinzione tra Beneficiari: chi accede ad un servizio umanitario; e gli Intervistati: chi si sottopone alla survey, senza essere per forza aver fruito dei servizi umanitari; gli intervistati non rientrano nel computo dei beneficiari.

TOTALE PROGETTO

Sessioni

Tot.

Nuovi

 

 

 

 

Visite medicina generale

282

2795

1860

 

Informative socio-sanitarie

301

1642

834

 

Informative protection-labour

164

458

284

 

 

1.    Dati anagrafici

§  Il 93% dei beneficiari è di genere maschile.

 

§  Il 56% dei beneficiari si trova nella fascia d’età 18-29 anni, il 29% 30-39, ed il 12% 40-64 anni.
Solo il 2% è risultato in presenza del proprio nucleo familiare.

 

§  Non sono stati individuati Minori Stranieri Non Accompagnati, ma nella fascia dei giovani adulti è comunque molto rilevante la quota di neo-maggiorenni (18-21 anni), ben il 34% relativo, dei quali il 70% giunto in Italia alla minore età, dato che risulta una sconfitta per i percorsi destinati alla tutela ed inserimento dei minori.

 


Invia commento comment Commenti (0 inviato)