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SECONDA INTERVISTA A LAMBROS MIXOS candidato alle elezioni greche per il Pasok

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ATENE


Nella circoscrizione elettorale  B Athinon
DOPO LE ELEZIONI DEL 4 ottobre 2009-09-17

In questa seconda  intervista  esclusiva,Mixos Lambros, ci rivela i programmi di Giorgio Papandreou.
IL PROBLEMA DELL’IMMIGRAZIONE.
 UN NUOVO RUOLO DELLA GRECIA NEI BALCANI,e i RAPPORTI CON L’ALBANIA
Il nuovo Governo del Pasok nel quale e’ candidato Lambros Mixos nella circoscrizione  B di Atene,portera’ un miglioramento sostanziale nei rapporti con i popoli dei Balcani,e contribuira’ ad un maggiore sviluppo e collaborazione in questo difficile momento económico per l’Europa  e i Balcani.
Questo afferma Lambros Mixos ,candidato per il Pasok,e Presidente della Commissione per i diritti umani e l’inserimento sociale,dello stesso partito.
IL PROBLEMA DELL’IMMIGRAZIONE.
Sig.Mixos,lei e’ un esponente di spicco del Pasok,ed há partecipato ai futuri programmi governativi  di Giorgio Papandreou ,e in particolare a quelli che riguardano i diritti umani  e il grosso  problema degli immigrati in Grecia,sia quelli provenienti da  regioni europee  sia  quelli provenienti  da paesi extracomunitari.
Ci puo’ descrivere la posizione del Pasok,e soprattutto quali saranno le iniziative che prenderete.
La posizione del Pasok e’ innanzitutto quella di rispettare i diritti umani di tutti i popoli,indistintamente.
In particolare abbiamo delle proposte pronte che possono essere applicate alle comunita’ di immigrati in genere,distinguendo la loro provenienza,la consistenza dei nuclei familiari,  e il tempo di residenza in Grecia.
Veranno semplificate le pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno a quanti ne hanno diritto,e provvederemo ad una distribuzione geográfica sul território ellenico con accordi con le amministrazioni comunali.
Si attueranno delle riforme legislative anche per il diritto di cittadinanza che dovra’ essere dato ,in particolare,a quegli immigrati nati in Grecia al compimento del 18mo anno di eta’.
Particolare attenzione verra’ data ai profughi con diritto di asilo politico secondo le direttive internazionali.
Per quanto riguarda i clandestini e in particolare gli sbarchi sulle isole greche come potrete rimediare?
Questo e’ uno dei problemi piu’ grandi e non facili da gestire e in particolare per i profughi provenienti dalle coste turche.
L’immigrazione purtroppo non puo’ essere fermata se non si cerca di risolvere il problema alle origini.
E’ complicato gestire migliaia di immigrati che per disperazione affrontano qualsiasi rischio,con  viaggi organizzati da mercenari e scafisti  pagati oltretutto con  alti ricompensi economici e che poi li imbarcano come animali su fattispecie carrette della morte.
Si intercettano  spesso nelle acque greche migranti e richiedenti asilo, africani,afghani,irakeni,indiani,pakistani ecc  ,provenienti  spesso anche dalla Turchia, sui barconi .
E’ intollerabile e disumano continuare ad assistere inerti a tragedie umane di naufragi nelle acque del Mediterraneo.
L’Europa ,se vuole fare la sua parte,deve essere piu’ vicina alle nazioni europee del Mediterraneo,come la Grecia e L’italia ,e incentivare e coordinare  con efficienti mezzi di intervento sui territori i dove avvengono gli sbarchi,e poi provvedere alla loro accoglienza e assistenza umanitaria.
E’ di questi giorni il rapporto  presentato dall’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw), intitolato «Scacciati e schiacciati» e dedicato ai respingimenti italiani in Libia.
Le autorità libiche commettono abusi e l’Unione europea non fa rispettare le leggi.
 Altri Stati membri dell’Ue dovrebbero rifiutare di prendere parte ad operazioni di Frontex (l’Agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne, ndr) che sfociano in rinvii di migranti ed abusi».
Si tratta di «un’aperta violazione dell’obbligo di non commettere refoulement», il respingimento indiscriminato.
Piuttosto bisognerebbe aumentare la cooperazione con l’Agenzia Onu per i rifugiati,
È questo il quadro che emerge dal rapporto Hrw.
Il documento è stato diffuso in coincidenza dell’ultima  riunione dei ministri degli Interni europei.
UN NUOVO RUOLO DELLA GRECIA NEI BALCANI
Come há affermato piu’ volte il Presidente Papandreou ,negli ultimi anni abbiamo trascurato  le popolazioni dei Balcani, con  un conseguente allontanamento dall’Unione Europea  e con una differenziazione di trattamento tra gli  Stati dei Balcani e l’Europa.
Nella trascorsa  Presidenza greca del 2003, avevamo assicurato un  percorso europeo della regione.
Oggi c’e’  ancora troppa  inerzia diplomática, paura e mancanza di strategia nei Balcani
Noi nel prossimo Governo cercheremo di aumenatre  la solidarietà tra i popoli della regione su un percorso comune di sviluppo, democrazia  e  rispetto per le minoranze e i diritti umani. In questa maniera otteremo un miglior rapporto di buon vicinato,promuovendo iniziative che portino le regioni balcaniche e le forze politiche che le governano verso valori comuni.
Anche Il nostro protomartire del Risorgimento greco Rigas Feraiou fu il precursore di questa politica nei Balcani che porti ad una vera prospettiva di pace e di sviluppo per i popoli  con un progetto costituzionale per la stabilizzazione  politica balcânica .
In chiave balcanica e cosmopolita la  proposta di Rigas costituisce, nella logica dei diritti, la garanzia della libertà d’espressione effettiva in ogni campo dell’agire umano, così che la confessione religiosa e le differenze etniche non possano, almeno idealmente, configurarsi come fonte di discriminazione o sottomissione.

Tutto questo  dara’ un senso allo slogan "I Balcani nei Balcani", e "I Greci in Grecia.
E la Grecia ha un ruolo di primo piano nella realizzazione di questa visione.

La ri-balcanizzazione significa che dobbiamo e possiamo riavere un ruolo nell’Europa istituzionale ,senza ritornare a logiche clientelari,come per esempio,i Russi protettori dei Serbi ,e gli Americani  protettori degli Albanesi .
La Grecia ,poi,non puo’restare semplice spettatore di fronte alle decisioni dei poteri forti,implicati in scambi da bazar senza  chiare finalita’.( -29-2-2008.dal discorso di Giorgio Papandreou
nel 2º Incontro della Commissione organizzativa centrale del Congresso }
RAPPORTI CON L’ALBANIA ,minoranze greco-albanesi del nord Epiro.
Negli  ultimi anni i rapporti tra l’Albania e la Grecia sono molto migliorati,e volonta’ di Giorgio Papandreou e’ di continuare a migliorali con accordi bilaterali nei settori commerciali,turistici e culturali.
E’ indubbio ormai che gli Albanesi che vivono in Grecia hanno contribuito all’arricchimento dell’economia greca.
Secondo un recente studio di Istituti greci per le Politiche dell’emigrazione in Grecia vivono piu’ di 700 mila albanesi,dei quali circa 600 mila legalizzati.
Il Pasok e’ stato l’artefice di questi miglioramenti gia’ dai primi anni del 1990 e oggi sosteniamo la candidatura  per l’adesione dell’Albania all’Europa.
Nei nostri programmi di Governo,dopo le elezioni del 4 ottobre,ci impegneremo formalmenteper una semplificazione delle procedure  per il rilascio della cittadinanza  a quanti ne hanno diritto e in particolare alle popolazioni del  Nord Epiro.
Inoltre per una migliore integrazione sociale e cuturale di queste popolazioni sui territori di residenza sono previsti  interventi strutturali  come  l’edificazione di Scuole,Chiese,Ospedali e servizi sociali .

Angelo Saracini
Atene 28 sett.2009

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