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No al nucleare. Sì all'efficienza e al risparmio energetico

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Tavola rotonda degli Ecologisti democratici. Bersani: “Dalla Green Economy può venire una risposta alla crisi”. Bonino: “No alla privatizzazione dell'acqua”
 Green economy per uscire dalla crisi

 

“No al nucleare e sì all'efficienza e al risparmio energetico”. Queste le parole del segretario Pier Luigi Bersani intervenuto alla tavola rotonda sulla Green Economy organizzata dagli ecologisti democratici nella sede nazionale del Pd di via Sant'Andrea delle Fratte.

Per il leader democratico le tematiche del lavoro, del sociale e dell'ambiente sono i tratti distintivi del Pd e le bandiere da impugnare da qui alle regionali. Ed è proprio la Green Economy la chiave per affrontare la crisi economica ed occupazionale che sta piegando le ginocchia al Paese. Un concetto diametralmente opposto alle politiche del governo ossessionati dal paradigma “più crisi, meno ambiente”. “Noi diciamo che dalla Green Economy può venire una risposta alla crisi” ha ribadito Bersani. “Dobbiamo dire al governo che così le cose non girano; abbiamo dimostrato di essere un partito che sente su di sé la responsabilità di una alternativa che ora dobbiamo portare al governo dei territori, perché è difficile che Berlusconi vada via da solo; abbiamo le nostre difficoltà ma non siamo messi così male». Infine, fare proprio dell'ambiente e della Green Economy la mission del centrosinistra che si candida a governare le Regioni in una stagione decisamente meno favorevole di quella che segnava gli anni Settanta e il dopo-tangentopoli.

Su come valorizzare l'ambiente ed eliminare gli sprechi di energia, la destra è sorda e in grande difficoltà. La risposta che ci viene data è semplicistica e di comodo. A partire dal ritorno al nucleare che nessuno vuole. “Noi la scelta del ritorno al nucleare non la diamo per fatta ma al governo nazionale e a chi si candida a governare le Regioni dobbiamo chiedere chiarezza: dicci sì o no e dove vuoi le centrali, e non dopo le elezioni, si pronuncino, gli impianti non li fa mica mandando i carabinieri”.

Una missione trasparenza a cui nessuno dei candidati del centrodestra ha dato la propria disponibilità. Troppo scomodo ed impopolare parlare di nucleare prima del voto. Sarebbe una sconfitta clamorosa.

Alla iniziativa degli Ecodem, oltre a Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd, i senatori Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e il deputato Ermete Realacci, ha partecipato anche Emma Bonino, candidata a governare la Regione Lazio per il Centrosinistra. La Bonino ha fatto del rispetto dell'ambiente ha fatto una questione di stile di campagna elettorale: “non imbrattiamo la città con i manifesti, inventiamoci altre forme di propaganda, addobbiamo finestre e finestrini delle auto”.

“Ero una bambina quando manifestavo contro la centrale di Montalto di Castro” ha dichiarato la Bonino. Sul fatto che la cittadina del viterbese potrebbe essere uno dei siti scelti dal governo per una nuova centrale nucleare, indica l'ambiguità di Renata Polverini, la sua avversaria: “Non basta dire che sentirai i cittadini. E ci manca pure che non li senti! I consulenti non le mancheranno, se la sarà fatta una idea del territorio e del nucleare, potrà dire se secondo lei mettere lì una centrale è sostenibili e quali sono i costi-benefici. Noi l'alternativa la forniamo”.

Un'alternativa legata “all'efficienza energetica, portatrice di posti di lavoro. Altro che le loro promesse. Quale è l'ultima? Centomila posti di lavoro a Roma in due anni? Può darsi che funzioni in campagna elettorale, io dubito, ma se ci fosse il contraddittorio mi piacerebbe chiedere ad Alemanno dove, in base a quale progetto e a quale visione del Lazio pensa di creare queste opportunità di lavoro».

Il sindaco di Roma viene ulteriormente ripreso dalla Bonino in merito alla possibile vendita di azioni del Comune all'azionista di minoranza Caltagirone. Si parla di Acea e di privatizzazione dell'acqua pubblica. Così come sul nucleare il NO è categorico.”Una ipotesi di privatizzazione dell'Acea in questa situazione di totale opacità è inaccettabile, non siamo Alice nel paese delle meraviglie e sappiamo gli interessi che ci sono in gioco, ma oggi privatizzare Acea soddisfarebbe solo qualche potente-prepotente ma non sarebbe una scelta per i cittadini”.

 

 

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