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FABIO PORTA: LA NOSTRA ASSOCIAZIONE APRE LE PORTE DEL BRASILE

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di Rainero Schembri

 


La sua ultima iniziativa è stata la nascita dell’Associazione di Amicizia Italia Brasile nella quale ricopre la carica di Presidente. Il deputato Fabio Porta, classe 1963, eletto nella Circoscrizione Estero per l’America Latina, fa il pendolare tra il Brasile (risiede a San Paolo) e Roma. Nato in Sicilia, sposato con due figlie, laureato in Sociologia Economica all’Università di Roma, ha iniziato la sua militanza politica e sindacale nella UIL, occupandosi di accordi internazionali nel campo della sicurezza sociale. I suoi primi contatti con l’America Latina sono avvenuti nel1994 come capo-progetto di un programma di formazione sindacale. Nel 1998 si è trasferito in Brasile per dirigere una serie di organismi rappresentativi degli italiani all’estero. Nel 1999 viene nominato Consigliere tecnico della Camera di Commercio Italiana di San Paolo e nel marzo del 2008 eletto deputato al Parlamento Italiano per la circoscrizione America Meridionale nelle liste del Partito Democratico, con quasi 17.000 voti. Attualmente è anche membro della III Commissione permanente ‘Affari Esteri e Comunitari’ e Vice Presidente del Comitato Permanente sugli Italiani all’Estero. Ma andiamo per ordine cominciando dalla sua ultima iniziativa. (Cliccare sotto su Leggi Tutto).

 


Lei è uno dei 12 deputati eletti all’estero insieme ai 6 senatori. Oggi sono in molti a ritenere la Circoscrizione estero un esperimento fallimentare. Lei cosa ne pensa?

Come spesso accade, l’Italia è capace di immaginare delle realtà molto avanzate ma poi fa di tutto per renderle inattuabili. Sicuramente cercare di far rappresentare gli italiani all’estero è una cosa giusta, garantita da una legge Costituzionale. Tuttavia non possiamo negare che l’intero meccanismo va rivisto se vuole essere realmente incisivo. Inoltre vanno modificate alcune regole come la questione del sistema elettorale, rendendole molto più trasparenti ed efficaci.

 

Lei viene dal Brasile dove da anni esiste il voto elettronico. Perché non applicarlo anche in Italia o, almeno, per gli italiani all’estero?

Non sono contrario per principio e anzi sono sicuro che prima o poi si arriverà al voto elettronico o addirittura al voto via Internet come già fanno in altri Paesi. Non è una cosa al momento praticabile considerando le caratteristiche del nostro elettorato all’estero, ancora impreparato a tale meccanismo. Il vero problema è quello di garantire la correttezza del voto.  E forse non sarebbe male pensare all’introduzione questo sistema anche in Italia.

 

Cosa pensa dell’idea di consentire agli italiani all’estero di votare anche per i candidati residenti in Italia?

Anche in questo caso non ho una posizione pregiudizialmente contraria. Bisogna tuttavia individuare un sistema per garantire che la rappresentanza all’estero sia esercitata da chi abbia realmente vissuto una simile esperienza, così come era nelle intenzioni di chi ha voluto questa condizione nella legge di revisione costituzionale che ha permesso il voto agli espatriati: il candidato degli italiani all’estero dovrebbe, cioè, in ogni caso aver maturato una particolare esperienza all’estero o intrapreso specifiche iniziative in materia.

 

Come si sta vivendo in Brasile l’anno dell’Italia?

Mi verrebbe una battuta: male, grazie. E non per colpa della nostra volenterosa rappresentanza diplomatica; semmai per colpa di un governo che ha destinato solo alcune briciole del bilancio del Ministero degli Esteri a questo importante evento. L’Italia ha investito pochissimo in questa iniziativa a differenza di quanto ha fatto, ad esempio, nel 2009 la Francia. Nel 2013 si prevede una presenza massiccia dei nostri cugini tedeschi con l’anno della Germania in Brasile. Per quanto ci riguarda, se escludiamo un’iniziativa culturale sponsorizzata dalla Fiat e riguardante la valorizzazione dell’antica Roma e poche altre iniziative di rilievo, non è stato fatto molto; non a caso l’anno dell’Italia in Brasile è stato anche formalmente rinominato il “Momento Italia-Brasile”.

 

Quali saranno i vostri prossimi obiettivi?

Ho in mente la creazione all’estero di una specie di difensore civico al quale tutti gli italiani potranno rivolgersi se si ritengono danneggiati dalle nostre rappresentanze pubbliche all’estero. Inoltre, cercheremo di introdurre nelle scuole pubbliche l’insegnamento della storia dell’emigrazione italiana. Sono del parere, infatti, che quello che gli italiani hanno fatto all’estero faccia parte integrante della storia d’Italia. E poi conoscere la realtà della nostra emigrazione servirà anche a comprendere meglio l’attuale e drammatico problema dell’immigrazione in Italia.

Segnalazione Euronews: Nell'ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia è in corso di pubblicazione il libro del giornalista brasiliano Paulo Markun Anita Garibaldi un'eroina del Risorgimento edito dalla casa editrice Armando. Per informazioni: 065894525      
 
 
http://www.euronews.org/modules.php?name=News&file=article&sid=323

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