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Le tasse occorre pagarle, ma certamente non due volte
Le tasse occorre pagarle, ma certamente non due volte
“È possibile che una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali, di fatto, produca una doppia imposizione? I fatti dimostrano che non solo è possibile ma, secondo l’INPS e l’agenzia delle entrate è anche plausibile, accettabile e perpetrabile ai danni, spesso, di pensionati e lavoratori residenti all’estero” – ha dichiarato Marco Fedi, eletto per il Partito Democratico nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
“La questione torna ad essere sollevata in una interrogazione, presentata per la situazione in Thailandia nella seduta della Camera del 17 giugno, ma che purtroppo riguarda anche altri Paesi come il Lussemburgo, la Francia, la Svezia e, anche se in termini diversi, il Canada” – ha ricordato Fedi. “Nell’interrogazione si chiede quali iniziative il Governo intenda adottare per dare risposta al problema della doppia imposizione in Thailandia anche in presenza di una definitiva interpretazione da parte dell’agenzia delle entrate”. “Cominciamo a dare soluzione ai casi in cui vi è un evidente errore nell’applicazione delle norme e quindi consentire unicamente la tassazione nel paese di residenza per le pensioni corrisposte in Thailandia. Sarà necessario poi definire anche il regime dell’imposizione fiscale per gli altri Paesi partendo dal presupposto che le tasse occorre pagarle ma certamente non due volte” – ha concluso l’On. Marco Fedi.
Ecco il testo dell’interrogazione sulla questione Thailandia.
18 giugno 2008
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00372
presentata da
MARCO FEDI
martedì 17 giugno 2008 nella seduta n.018
FEDI e BUCCHINO. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro degli affari esteri, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
- Per sapere - premesso che:
l'Italia ha stipulato una serie di Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni fiscali;
tali Convenzioni stabiliscono quale dei due Stati contraenti debba esercitare la propria potestà impositiva nei confronti di soggetti residenti in uno di essi che abbiano maturato redditi nell'altro;
tali Convenzioni si applicano anche alle pensioni e di norma stabiliscono che le pensioni debbano essere tassate una sola volta e, se pensioni private, dallo Stato di residenza - sono pensioni private quelle corrisposte da enti, istituti od organismi previdenziali italiani (ad esempio Inps) preposti all'erogazione del trattamento pensionistico;
la Convenzione con il Thailandia contro le doppie imposizioni fiscali è in vigore dal 31 maggio 1980;
tale Convenzione, all'articolo 18, stabilisce che:
«Articolo 18 - Pensioni.
1. Salve le disposizioni del paragrafo 1 dell'articolo 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego sono imponibili soltanto in questo Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1 le pensioni e le altre remunerazioni analoghe percepite da un residente di uno Stato contraente sono imponibili nell'altro Stato contraente se l'onere di tali pagamenti è sostenuto da un'impresa di detto altro Stato o da una stabile organizzazione ivi situata».
dal comma 1 dell'articolo 18 si evince in maniera palese il principio di tassazione esclusiva delle pensioni dell'Inps nel Paese di residenza sono tassate invece alla fonte le pensioni «pubbliche» (dello Stato o di Enti locali) e quelle aziendali;
tale interpretazione è stata suffragata dal parere espresso il 9 novembre 2005 dall'Agenzia entrate, Direzione centrale normativa e contenzioso, Ufficio fiscalità internazionale, Prot. 2005/160021, ove ad uno specifico quesito risponde che nel caso delle pensioni dell'Inps «non può revocarsi in dubbio l'applicazione dell'articolo 18, paragrafo 1, della Convenzione, in cui si stabilisce il principio di tassazione esclusiva nel Paese di residenza»;
nonostante la chiarezza della normativa ed il parere dell'Agenzia delle Entrate, l'Inps continua impropriamente, secondo gli interroganti in maniera difforme dalla normativa, a tassare alla fonte le pensioni dei pensionati italiani residenti in Thailandia;
siamo di fronte ad una evidente ingiustizia ed inosservanza della Convenzione che si protraggono da quasi dieci anni e che hanno generato così una assurda situazione di doppia tassazione delle pensioni degli italiani che vivono in Thailandia -:
quale urgente misura od iniziativa si intenda adottare per chiarire in maniera inequivocabile e definitiva, a 28 anni dalla entrata in vigore della Convenzione italo-thailandese contro le doppie imposizioni fiscali, il significato dell'articolo 18 di tale Convenzione e prescrivere all'Inps il rispetto della normativa che prevede la detassazione delle pensioni dell'Istituto pagate in Thailandia e la tassazione solo dal Paese di residenza.
Segretario III Commissione Affari Esteri e Comunitari
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Commenti (2 inviato)
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Inviato in data Giovanni Tebano, 07 Luglio, 2008 16:12:13Buongiorno a tutti, Sono molto contento che la politica italiana si interessi anche a noi italiani residenti in Tailandia e a questo proposito un grazie all’ on. Fedi per la sua iniziativa esposta in questo articolo. Personalmente non sono in eta’ pensionabile, ma il fatto stesso che il parlamento si interessi a noi e’ un grande passo in avanti. Vorrei fare dei chiarimenti sul commento fatto dal sig.r Pasinetti,che ritengo impreciso su alcuni aspetti. Prima di tutto voglio precisare che la residenza in questione e’ quella secondo la legge italiana, la sudetta proposta e’ fatta per gli iscritti AIRE in Tailandia, a prescindere dello stato che hanno detti cittadini in Tailandia, per l’Italia sono residenti all’estero iscritti al consolato di Bangkok. La residenza in Tailandia esiste e come, non mi ritengo un ospite piu’ o meno gradito a secondo di quanto ho in banca, queste sono allusoni che non dovrebbero trovare posto in un commento su un progetto di legge. Personalmente vivo in Tailandia stabilmente dal 1994, iscritto AIRE dal 1996. Sin dal 1998 ho ottenuto un permesso lavorativo con supporto di visto “B” business e da allora ho sempre rinnovato i miei visti alla locale immigrazione senza aver bisogno di lasciare il Paese. Mi e’ capitato di stera anche 4 anni senza mai uscire dalla Tailandia. Certo e’ che per fare questi rinnovi bisogna avere le carte in regola con tutta la documentazione necessaria alla sociata’ che ci assume e alle tasse pagate sia dalla societa’ che da noi personalmente in Tailandia. Da due anni usufruisco invece di un visto famigliare, “O” anche questo fatto in loco presentando solo la documentazione delle tasse da me pagate nell’anno precedente a prova del mio guadagno, non ho dovuto mettere nessun denaro in garanzia ne tanto meno lasciare il Paese anche se ho cambiato tipologia di visto. A conferma della nostra residenza per lo stato Tailandese, ci dobbiamo presentare ogni 90 giorni ad un ufficio dell’immigrazione per aggiornare il nostro indirizzo di residenza, anche se non e’ cambiato. Con il certificato di residenza rilasciato dall’ufficio dell’immigrazione e la dovuta certificazione bancaria. e’ possibile avere un mutuo bancario personale anche per l’acquisto di un appartamento o di una vettura. Mutuo che io ho sia per un’appartamento sia per un’ automobile, mutuo a nome mio personale e senza garanti.Se fossi stato un’ospite penzate che mi avrebbero rilasciato un mutuo a 10 anni??? Questa e’ quindi la conferma che la residenza n Tailandia e’ piu’ che esistente. E’ legata ai visti di permanenza nel caso specifico, ma si puo’ anche fare domanda per la residenza permanente. Per quest’ultima la documentazione da preparare e’ piuttosto complessa ed e’ richiesta la conoscenza della lingua Thai sia parlata che scritta e pr molti e’ tabu’... Ci sono vari cittadini anche italiani che posseggono la residenza permanente. Tutto cio’ pero’ ripeto non e’ pertinente allo stato sociale di residente all’estero per il governo italiano, queste sono leggi locali, per cui non sono cose inerenti alla detassazione della pensione. O meglio a non far pagare le tasse sulla pensione due volte, perche’ ripeto per ottenere i visti con rinnovo annuo bisogna pagare le tasse in Tailandia! Allora come giustamente detto dall’on. Fedi perche’ i pensionati devono pagare le tasse due volte??? Anche il discorso sulla sanita’ in Tailandia e’ molto approssimato e voglio dare dei chiarimenti in merito per onor del vero. Esistono ospedali pubblici ed ospedali privati. Se in Italia mi presento ad una struttura privata di lusso la prima cosa che mi chiedono e’ se posso pagare altrimenti fuori, dov’e’ quindi la differenza? In Tailandia funziona piu’ o meno allo stesso modo, gli ospedali privati sono generalmente molto lussuosi, sembrano piu’ alberghi a 5 stele che non ospedali, hanno un servizio ottimo e molti stranieri vengono qui in Tailandia per cure mediche e dentali, si perche’ i dentisti qui oltre ad essere bravi costano meno di un terzo rispetto all’Europa, generalmente parlando. Ci sono poi gli ospedali pubblici con strutture molto piu’ povere, ma i medici che ci lavorano dentro sono gli stessi che lavorano anche negli ospedali privati perche’ per legge locale devono prestare un tot di ore settimanali negli ospedali pubblici. Per noi stranieri gli ospedali publici sono pure a pagamento, ma le cifre sono molto piu’ basse rispetto a quelli privati, meno di 1/10 in media. Esiste pero’ per tutti i lavoratori dipendenti la mutua che copre fino ad un certo limite sia per incidenti che per malattia anche a noi stranieri. Le assicurazioni private sono disponibili a tutti, anche agli stranieri e sono divise in due categorie, infortunistica e malattia. L’infortunistica non ha limiti di eta’ si puo’ iniziare a qualsiasi eta’ ed e’ generalemente economica. Per una discreta copertura si parte dai 100 Euro annui in su. Per la malattia il discorso e’ diverso, si deve iniziae prima dei 61 anni non compiuti e si puo’ rinnovare fino agli 80 anni, varia lievemente a secondo delle compagnie assicurative. I prezzi oviamente variano a seconda delle opzioni scelte e dalle coperture. Tutto questo per dire e far capire che chi vive in Tailandia non e’ un ospite piu’ o meno gradito, ma ha dei diritti che vengono corrisposti a dei doveri... Pagando le tasse e avendo tutte le carte in regola allora acquisiami anche noi RESIDENTI dei diritti, compresa la detrazione dalle tasse della poliza assicurativa, del mutuo sulla casa e una riduzione per i primi due figli. Il problema maggiore della comunita’ italiana almeno qui, e’ l’integrazione e la disinformazione, la maggioranza degli italiani va per sentito dire da un’amico al quale e’ capitato questo o quello, ma pochi sono coloro che prendono la briga di studiare il sistema legislativo e burocratico tailandese. Cordialmente Giovanni Tebano
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Inviato in data Ivan Pasinetti, 19 Giugno, 2008 13:12:08Lettura interessante, peccato che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, direte voi, invece no, c'è di mezzo la logica e la buona volontà di costrure una reciprocità tra i due Stato e Regno. La definizione di RESIDENTE, in Thailandia non calza, eh si perchè non basta iscriversi all''AIRE (anagrafe italiani residenti estero) dell'Ambasciata Italiana in quel di Bangkok, per quanto riguarda il Regno di Thailandia, il signore che raggiunta l'età della pensione decida di trasferirsi e spendere i suo soldi li, non è un RESIDENTE ma bensì un ospite più o meno gradito a seconda di quanto disponga. I requisiti per l'ottenimento di una estensione annuale in Thailandia sono quelli di possedere un conto di 800000 baht (16000 euro circa) su un libretto di risparmio Thai, oppure di percepire una pensione documentabile di 65000 baht al mese (1300 euro circa), oppure per quelli che non arrivano a 1300 euro possono fare l'uno e l'altro (es 1000 euro più 3600 euro su un libretto di risparmio). Molti "pensionati", che per i Thai sono definibili così dai 50 anni in su, purchè posseggano il reddito specificato, non si preoccupano di fare neanche questo, pur di non iscriversi all'AIRE, che ricordiamo riduce ai nminimi livelli l'assistenza sanitaria Italiana, si procurano visti alternativi "Non Immigrant O" multi-entrata, che gli permettono di fare dentro e fuori ogni tre mesi per essere legittimati a rimanere nel regno. Ricordiamo che le strutture ospedaliere in Thailandia o vedono il grano o fuori! Le assicurazioni i vecchi non li vogliono neanche vedere, o le coperture fanno ridere i polli! La mancanza assoluta di reciprocità ed accordi bi-laterali tra Italia e Thailandia è a dir poco imbarazzante, io stesso dopo 8 anni di permanenza qui, sposato con cittadina Thai e padre di cittadina Thai, sono attualmente costretto a effettuare costosi viaggi, l'ultimo in Australia, per procurami Visti degni di essere chiamati tali, quello che ho in questo momento è lo stesso che citavo sopra, un Non Immigrant O Multiplo che mi consente di rimanere 90 gg. dopodichè devo uscire per lo stao confinante più vicino e rientrare... questo è semplicemente RIDICOLO!!! Io ogni 90gg devo andare in Birmania percorrendo tra andata e ritorno oltre 600 km, mettendo a rischio la mia incolumità personale, visto come guidano in questo paese, patenti comprate o comunque regalate, altar vergogna è che fino a pochi anni fa le patenti Thai venivano convertite in quelle Italiane... pensate un po' chi avete messo sulla strada, invece gli Italiani sempre tartassati... con scuole guida che chiedono cifre vergognose e senza controlli. Concludo dicendo che mia moglie è diventata cittadina Italiana dopo meno di 2 anni sul territorio italiano, siamo sposati da 16 e viviamo in Thailandia da 8... io non posso nemmeno avere la residenza, ed anche se ne avessi i requisiti impossibili da raggiungere per me in questo momento, dovrei anche 200000 baht (4000 euro circa), buttati nel gabinetto, ma che pagherei volentieri se non fosse per il fatto che bisogna avere avuto un estensione annuale per 3 anni consecutivi (non li ho perchè non rientro nei parametri) e poi passare l'esame di una commissione che decide in base a questo o quello di dare o non dare la residenza... e ripeto RESIDENZA, non CITTADINANZA. Meditate gente, meditate! Ad Majora, Ivan




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