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Napoli: nuovo allarme criminalità dal Vomero. Rabbia e proteste dopo il grave episodio in via Tino di Camaino

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         Dopo il grave episodio in via Tino di Camaino, dove una signora che stava rientrando a casa con il marito, è stata aggredita per scipparle la borsa, riportando nella caduta seguente al tentativo di scippo la frattura dell’omero, nell’area collinare del capoluogo partenopeo torna la rabbia e l’indignazione per la grave situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini. Portavoce della protesta ancora una volta è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo chiede un’intensificazione della prevenzione, con gli adeguati strumenti, in un’area, quella della municipalità collinare, che ospita circa 120mila napoletani, facile preda ogni giorno di delinquenti e malfattori, come testimoniano le quotidiane cronache rilanciate solo in parte dai mass media.

“ Nell’area del Vomero e dell’Arenella sono presenti decine di telecamere del sistema di videosorveglianza, installato con i fondi per la sicurezza – ricorda Capodanno – Due postazioni, ciascuna con due telecamere sono collocate proprio ai capisaldi di via Tino di Camaino, la strada teatro dell’ultimo grave episodio delinquenziale “.

“ Ma queste telecamere con relativa registrazione sono regolarmente in funzione – chiede Capodanno – ? E dunque possibile risalire da esse all’individuazione dei responsabili degli episodi criminosi che avvengono in detta strada come in altre dove si trovano apparecchiature analoghe? In caso contrario, chi di dovere vuole spiegare alla cittadinanza a cosa è servito spendere tanto danaro pubblico per dotare la Città di un sistema di videosorveglianza equiparabile a poco più di un giocattolo, suscitando il sorriso sarcastico di criminali e delinquenti che possono continuare ad agire indisturbati a danno degli onesti cittadini? “.

“ Ed ancora – rincara la dose Capodanno – la pubblica amministrazione e, segnatamente il Comune di Napoli, perché non provvede a far installare in strade principali, come appunto via Tino di Camaino, un sistema di pubblica illuminazione al passo con i tempi, che garantisca efficienza e sicurezza agli automobilisti ed ai pedoni, al posto di quello attuale, che risale alla prima metà del secolo scorso, obsoleto e palesemente insufficiente costituito com’è da pochi punti luminosi posti in mezzeria? “.

“ Vero è che, dopo lustri di inascoltate petizioni e proteste, nei mesi scorsi sono stati adeguati i sottoservizi per un nuovo impianto di pubblica illuminazione – puntualizza Capodanno -. Ma quanto tempo occorrerà ancora perché vengano posizionati anche i pali con le relative lampade e l’impianto venga messo in funzione? E quante persone, facili ed inermi prede, dovranno essere ancora aggredite nella penombra da delinquenti in agguato prima che ciò accada? “.

“ Ed inoltre – incalza Capodanno - che fine ha fatto il “ Comitato per la legalità, solidarietà e sicurezza”, istituito a seguito del protocollo d'intesa per la sicurezza urbana sottoscritto in data 5 agosto 2009 tra la Prefettura e il Comune di Napoli, per continuare, anche alla luce della legge 125 del 2008, in tema di sicurezza urbana, le attività connesse alla realizzazione degli obiettivi strategici del progetto per l'analisi delle esigenze del cittadino, al fine della prevenzione del crimine e del risanamento delle aree urbane a Napoli, come si legge negli intenti? “.

 “ Comitato – precisa Capodanno - costituito da 14 persone, tra le quali i rappresentanti dei vigili urbani, della guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia di Stato, il presidente della municipalità ed un funzionario della prefettura, ma del cui operato non si ha da tempo notizia alcuna “.

 

                Domande tutte che aspettano immediate risposte operative prima che altre potenziali vittime innocenti di una delinquenza sempre più scatenata debbano ricorrere alle cure dei sanitari, rischiando anche la vita, con non trascurabili danni pure per quel che riguarda la sfera emotiva, in quello che un tempo era indicato tra i cosiddetti quartieri “bene” della Città ma che oggi, in balia di una delinquenza sempre più efferata e violenta, che non trova un adeguato e necessario contrasto, appare sempre più abbandonato a se stesso, in condizioni di continuo ed inarrestabile degrado, pure per gli aspetti legati alla sicurezza dei cittadini, al punto da indurre molti residenti a valutare seriamente la possibilità di abbandonare definitivamente la collina vomerese e la Città.

 

 

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