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Assotir: l’aumento delle accise sul gasolio sarebbe drammatico per l’autotrasporto, quello dell’Iva avrebbe effetti negativi per i consumi

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L’appello del mondo dell’autotrasporto al Ministro che verrà. Lo stallo politico preoccupa il settore strategico per l'economia italiana

 

L’autotrasporto rappresenta un settore fondamentale per l’economia italiana (vale il 4% del PIL): “In Italia le imposte sul carburante ammontano già al 62%, cifra record nell’UE. Serve invece un costo del trasporto definito da un’autorità terza” dichiara Claudio Donati, Segretario generale di Assotir

Lo stallo politico preoccupa il mondo dell’autotrasporto. Tra i primi provvedimenti del nuovo governo potrebbe esserci un aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti per far quadrare i conti dello Stato. “Sarebbe una sciagura” dichiara Claudio Donati, Segretario generale di Assotir. “Attualmente, sul costo di un litro di gasolio l’incidenza delle tasse (IVA e accise) è di oltre il 62%: su 1 euro pagato alla pompa, 62 centesimi vanno allo Stato. Se consideriamo i veicoli a cui viene consentita la compensazione delle accise (veicoli da Euro 3 a Euro 6), questi, comunque, versano allo Stato circa il 56% di ogni euro speso in gasolio. Sono cifre esagerate: l’Italia, tra tutti i Paesi dell’Unione Europea, è quello che impone il più alto livello di accise”. In nessun altro Paese il costo dell’energia è così caro come in Italia.

In 10 mesi, da luglio 2017 ad aprile scorso, il prezzo del gasolio è aumentato di oltre l’8%. Gli effetti probabili di un ulteriore rincaro dovuto a nuove imposte sarebbero devastanti secondo Donati. “Anzitutto, molte piccole imprese non reggerebbero l’urto e fallirebbero. In secondo luogo, per chi ha la possibilità, questa decisione sarebbe un incentivo a fare rifornimento all’estero, dove il gasolio costa meno proprio grazie al minor carico fiscale. Inoltre, a trarne vantaggio sarebbe anche la malavita organizzata, poiché già oggi oltre il 10% del gasolio che circola in Italia è di provenienza illegale, con inevitabili conseguenze sull’ambiente”.

Da sottolineare come gli aumenti dei costi non vengano assorbiti dal mercato: le tariffe di trasporto sono ferme, se non addirittura in lieve calo, e  diventano semplicemente un aumento di costi a carico del trasportatore. Sono comunque molteplici i problemi su cui il prossimo governo dovrà intervenire per rinvigorire il settore dell’autotrasporto. “Ci sono problemi  annosi da cui siamo afflitti” specifica Donati “come l’impossibilità di vedersi riconosciuta una equa remunerazione dell’attività svolta. Per Assotir è fondamentale la battaglia per avere un costo del trasporto definito da un’autorità terza; ciò consentirebbe di avere un punto di riferimento sia per il vettore che per il suo committente, al fine di salvaguardare la sicurezza del mercato e soprattutto la sua trasparenza, come ha recentemente stabilito anche la Corte Costituzionale”.

L’IMPORTANZA DELL’AUTOTRASPORTO – Un settore che vale circa 40 miliardi di euro (quasi  il 4% del PIL) ed assicura il trasporto di oltre l’80% delle merci. Circa 90mila imprese, per oltre 300mila addetti ai lavori. Questi sono i numeri dell’autotrasporto in Italia, il settore che assicura quotidianamente la distribuzione della merce consumata da ogni cittadino. Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, anche per effetto della crisi, il settore si è profondamento trasformato. Innanzitutto, per le dimensioni: rispetto al 2010, ci sono circa 17mila imprese in meno. Inoltre, le trasformazioni e le ristrutturazioni aziendali di questi anni stanno producendo i loro effetti: da un lato si verifica la notevole riduzione del numero delle microimprese; dall'altro, si sta realizzando il rafforzamento della piccola e media impresa, che comincia ad avvicinarsi, per dimensioni, agli standard europei. Questo difficile percorso di selezione del mercato non deve essere accompagnato da provvedimenti “punitivi” che potrebbero mettere in difficoltà il faticoso processo in atto.

 

 

 

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