Privacy Policy politicamentecorretto.com - ACITREZZA/ACICASTELLO: IL GIARDINO BOTANICO DEI CICLOPI (LIDO DEI CICLOPI) - CONFISCATO ALLA MAFIA - NON VENGA AFFIDATO AL SINDACO DI ACICASTELLO MA ALLA FACOLTA’ DI BOTANICA DELL’UNIVERSITA’ E LA COSTA CEMENTIFICATA RITORNI ALLA GESTIONE DEL DEMANI

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ACITREZZA/ACICASTELLO: IL GIARDINO BOTANICO DEI CICLOPI (LIDO DEI CICLOPI) - CONFISCATO ALLA MAFIA - NON VENGA AFFIDATO AL SINDACO DI ACICASTELLO MA ALLA FACOLTA’ DI BOTANICA DELL’UNIVERSITA’ E LA COSTA CEMENTIFICATA RITORNI ALLA GESTIONE DEL DEMANI

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FREE GREEN SICILIA – SOS BENI CULTURALI

 

 

Come può il Sindaco di Acicastello chiedere al Governo nazionale l’affidamento del lido dei Ciclopi (in quanto bene confiscato alla mafia di cui forse per anni nessuno si sarebbe accorto) quando questo negli anni ha di fatto permesso, senza intervenire, la cementificazione di oltre 125 metri della costa lavica demaniale limitrofa utilizzata dallo stesso lido e trasformata in un eco-mostro orizzontale alto come un grattacielo di 50 piani (anche se il Sindaco attuale non avrebbe mai condiviso tale inequivocabile realtà!) e quando ha permesso il depauperamento costante ed infinito del prezioso giardino botanico dei Ciclopi sede fisica del Lido?

Come si può- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia - chiedere l’affidamento quando un bene naturale come la costa lavica limitrofa al lido, così come tutta quella di Acitrezza e Acicastello, di grande pregio naturalistico è stata seppellita da più colate di cemento, e sotto gli occhi di chi voleva vedere, in barba alle leggi e ai vincoli sul paesaggio e sulla costa ( oltre ad essere territorio demaniale e dunque da sempre di proprietà dello Stato) e quando il giardino botanico dei Ciclopi, riconosciuto come bene culturale, ha visto la devastazione di parte del suo patrimonio botanico, fatto di piante rare ed esotiche raccolte dall’emerito prof. Ernesto Guarnaccia, per fare spazio alle strutture abusive del lido? Il Giardino botanico nominato dei Ciclopi anche grazie alle nostre continue denunce è stato riconosciuto con grave e responsabile ritardo dall’Assessorato regionale bene di interesse culturale con D.D.G. n°1677 del 20 giugno 2013, ai sensi dell’articolo 12 del D.lgs. 42/2004 ovvero del Codice dei Beni Culturali e paesaggistici.

Dunque se vi è qualcuno a cui lo Stato dovrebbe concedere l’affidamento del bene confiscato alla mafia nel 2000, che non è la costa lavica, in quanto di appartenenza da sempre del Demanio marittimo (anche se questo avrebbe abdicato di fatto alle sue prerogative) ma la sede fisica del Lido dei Ciclopi ovvero il Giardino botanico dei Ciclopi oggi di proprietà dello Stato il quale ad oggi ha ignorato il vincolo imposto dall’Assessorato regionale ai Beni in quanto nulla è stato fatto per liberarlo da tutte quelle strutture abusive e deturpanti e per il restauro conservativo, quello sicuramente non è il Comune di Acicastello, rappresentato dai suoi Sindaci pro-tempore, vista la sua desolante e colpevole storia a riguardo. Infatti non basta la confisca di beni gestiti dalla mafia da parte dello Stato ma bisogna riportare la legalità estirpando tutti gli abusi, che non vengono sanati con la confisca, inflitti al territorio nel rispetto della normativa vigente.

Dunque Free Green Sicilia chiede che la costa da decementificare con la massima urgenza e a danno dei responsabili ritorni, se mai fosse stata di fatto usurpata, nella competente gestione del Demanio marittimo che dovrebbe permettere l’attraversamento pedonale ecocompatibile collegando Acicastello ad Acitrezza e che l’affidamento del Giardino botanico dei Ciclopi venga dato, come si dovrebbe secondo logica vista la sua peculiarità scientifica e pedagogica, alla Facoltà di Botanica dell’Università di Catania.

Alfio Lisi

Portavoce

Free Green Sicilia


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