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MARGINALMENTE N. 190 del 4.ago.2018

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DEI DUE NE RIMARRA’ SOLO…NESSUNO

Sembra un incidente da poco, invece pare che si tratti della classica goccia. Lo sfregio berlusconiano al cameraten di centrodestra Salvini sulla nomina alla presidenza Rai di Foa è abbastanza grave, specie se si considera che, proprio su questioni di televisioni, Nonno Silvio dovrebbe essere un po’ meno…”sprudente” (termine dialettale pugliese che a me piace più dell’italico “imprudente”).

 Ma ciò che ha fatto girare le maschie eliche a tanti centrodestrorsi – e, pare, principalmente proprio ai residuati forzisti – è stato tutto quel giubilo, quelle risa sguaiate dei capetti alla Gasparri (fu Msi) già colonnello del fallito gen. Fini, oggi ancora colonnello ma del gen. Berlusconi che sta facendo strage delle proprie truppe più che degli avversari.   Così com’è anche irritante il cipiglio da Lady Morte della donzelletta Gelmini, orgoglio delle donne in carriera che a 33 anni era già deputata, a 35 ministro dell’Istruzione, e che a 38 anni s’inventò un tunnel (di 730 km.!!!) tra i laboratori del Cern, in Svizzera, e quelli del Gran Sasso in Abruzzo: potenza dell’istruzione!

Ma neanche le grasse risate e i cupi cipigli fanno decollare le parti intime dei centrodestrorsi in Spe (Servizio permanente effettivo) quanto il fatto che godimenti e reprimende siano perfettamente coincidenti con quelli di orridi personaggi (per i destrorsi, s’intende) come Mortimer-Martina, il tanto mite Orlando, il Presidentissimo Piddissimo Matteo Orfini (ma al Pd lo sanno che è il presidente?) rispolverando finanche la fatina turchina di Pinocchio, Elena Boschi. Il tutto lasciando intendere, insomma, che l’antica attrazione i due più funambolici personaggi politici della Seconda Repubblica, Renzi e Berlusconi, ancora si tengono per mano, e che dal famigerato Patto del Nazareno in poi, mai hanno sciolto l’intreccio delle tenere manine.

Non comprendendo, l’uno per l’altro, che simili incroci non hanno portato mai bene a nessuno dei due coniugandi, essendo gli elettori di centrodestra allergici ai nipotini del Pci e al bullo fiorentino in particolare; e gli elettori di sinistra intolleranti al vecchio Caimano.

Ma loro due (e i loro piccoli cerchietti magici) sorridono, pensando di fregare coloro i quali (gli elettori) li hanno già fregati in cuor loro e aspettano le prossime urne per completare la litania del “requiem aeternam”.

E se Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”,  afferma sicuro che “Berlusconi e Renzi la politica la sanno fare”; un altro direttore (che io preferisco) Maurizio Belpietro de “La Verità”, recentemente ha argomentato che per FI e Pd non ci sarà più futuro perché entrambi i leader hanno tanto promesso e tanto deluso.

I mille disagi degli italiani d’oggi (disoccupazione, miseria, precariato, disordine, insicurezza, criminalità, tasse) non saranno condonati, così come insegna la prima indicazione venuta il 4 marzo scorso.

Antonio Biella


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