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EGOARCA AZZURRO

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    È uscito dalla Camera dei Deputati per entrare in anticamera: un percorso a ritroso che misura con esattezza lo spessore del personaggio. L’egoarca Massimo Romagnoli ha infatti presentato la sua lista “azzurra” per l’elezione del Comites Grecia, che, al momento, è “congelata”, nel senso che, come per le elezioni del 2004, la sua partecipazione dipende dal parere del MAE che deve rispondere circa la validità della firma di un sottoscrittore. Senza quella firma, la lista dell’egoarca si ferma a 99 adesioni (ne servono 100). Proprio pochine per uno «da sempre presente dove batte un cuore italiano».
       Ha una bella faccia tosta forse perché ha maturato un senso improprio dello “spirito di servizio”. Eppure, il molto “onorevole” Romagnoli -  - trombato alle recenti elezioni legislative, ma forse “fulminato” in Terra Santa  - «perché andare sul monte Sinai dove Mosè ci dette i 10 comandamenti, visitare la casa di Maria e Giuseppe dove è nato Gesù, visitare il cenacolo, sono stati momenti bellissimi», ha confessato alle agenzie – sembra pronto a ricominciare, come il buon samaritano, da dove era partito quattro anni fa, quando, grazie alla sua elezioni al Comites, iniziò per la sua resistibile ascesa politica. E non tanto in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria e una imbarazzante capacità di intrallazzo riuscì a varcare le porte di Montecitorio. Ma i due anni trascorsi al servizio dei «cuori italiani» hanno dimostrato che il suo bagaglio politico e culturale è quello di una figura mediocrissima, un peone d’altri tempi, ma alla quale dobbiamo una lezione esemplare sui mali della politica nazionale, perché Romagnoli è fedele all’unica istituzione che i politici come lui riconoscono per tale: se stesso.
     E così l’egolatra, è ritornato tra noi quale tronfio brancaleone di una lista che comprende anche i  nomi della vezzosa ragazza che si fregia del titolo di  «rappresentante dei giovani italiani di Grecia» e del bravo cuoco che, nel 2004, si è scottato con alcune firme false. La contraffazione venne denunciata, ma qualcuno a Roma ci mise molto più di una pezza, ripulendo dalla “scorie” legali la lista “azzurra”. Quella copertura politica fu un grave atto di violenza e della legge e della comunità italiana, e un  vantaggio per la sua strategia di avvicinamento al potere.
      Se c’è una morale per l’egoarca, la possiamo sintetizzare con le parole del Cardinal Martini: «Con l’onestà non si risolvono tutti i problemi, ma senza di essa non si è ammessi a risolverli».

 

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