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MARGINALMENTE N. 193 dell’8.set.2018

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MAGISTRATURA BATTE OGNI REPUBBLICA

C’era una volta la Prima Repubblica. Ricordate? La Prima Repubblica era fatta da democristiani, socialisti, eccetera: alcuni erano gran magnoni, altri erano statisti per bene. Ma arrivò un giorno la magistratura con “Mani Pulite” e fece piazza pulita di tutti i partiti tranne quello comunista che, poverino, era ancora sotto shock per la caduta del muro di Berlino e di tutto l’impero sovietico. “E adesso chi ci darà i rubli”, piangevano i compagni. E così si fecero portare a Botteghe Oscure una bella borsa di centinaia di milioni dal solito imprenditore-corruttore. I terribili magistrati del cosiddetto “Pool”, seguendo la pista dei soldi, fecero strage di tutti i partiti e dei loro uomini ma, arrivati a Botteghe oscure, rimasero nell’androne e non andarono oltre. Chissà, forse pensarono che qualcuno avrebbe pur dovuto governare questo povero Paese e magari poteva avverarsi il sogno di tanti combattenti per il comunismo che erano rimasti a bocca (quasi) asciutta per ben cinquant’anni. Sapete bene come andarono le cose: quel diavolaccio di Berlusca si inventò un partito in tre mesi e soffiò il governo a Occhetto da sotto i baffi. “Minchia! – si dissero i solerti magistrati – abbiamo fatto tutto ‘sto casino per dare il governo ai compagnucci nostri, e mo ci ritroviamo ‘sto “cummenda”  fascistoide a Palazzo Chigi?”. Allora ai magistrati incavolati del “Pool” se ne unirono altri mille che si impegnarono strenuamente, tutti insieme, senza dormire né giorno né notte; e contemporaneamente nasceva la professione dei girotondini che girotondeggiavano mane e sera, e le femministe del “Se non ora quando” (che non ho mai capito esattamente cosa volessero con quel motto ambiguo), mentre tutt’Italia discettava di bunga-bunga attaccata - triste epilogo di un Paese che fu grande - a una barzelletta per giunta vecchia. Alla fine, i magistrati l’ebbero vinta anche nell’abbattere il simbolo della Seconda Repubblica, l’odiato Silvio Berlusconi, e finalmente, passato il testimone del governo al gelido Monti, all’opportunista Letta, al Pinocchio fiorentino e al grigio Conte Gentiloni, la magistratura…si riposò. Ma prima o poi gli italiani  - che vivevano nelle proprie città come  i loro nonni colonizzatori vivevano a Bengasi e Tripoli – ovvero in minoranza fra gente di colore (United Colors Of Benetton!), dovevano essere chiamati a votare. E votarono! Ma, sorpresa (per chi da decenni non è più a contatto col popolo)  milioni di elettori incazzati, incarogniti, abbrutiti da tasse e mancati servizi, senza lavoro (manco un posto da pusher, porca pupazza! Tutto occupato da nigeriani), senza neanche un posto davanti a un supermercato per chiedere l’elemosina (tutti spartiti tra magrebini), neanche un gradino davanti a una chiesa (tutti occupati da famiglie rom); insomma questi milioni di italiani con gli attributi sanguinanti in una mano e la matita copiativa nell’altra diedero milioni di voti  - per disperazione – agli ultimi arrivati: la Lega di Salvini e persino il M5s. Nasceva, così, la Terza Repubblica.

A questo punto, sdegnati  per la cocciuta insistenza di ‘sti bburini  di italiani, i magistrati di sempre hanno dovuto indossare nuovamente  la toga e sono scesi nuovamente in campo per abbattere, dopo la Prima e la Seconda, anche la Terza Repubblica, soffocandola nella culla. Il resto non è storia, ma è la solita cronaca italiana tragicomica.

Antonio Biella


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