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LA DURA VERITA' SU CEFALONIA

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Con l'intento di contribuire a chiarire ulteriormente la vicenda di Cefalonia trasmetto la mia                        risposta alla domanda rivoltami da un lettore del sito www.cefalonia.it :


"Sig. Massimo,leggendo le motivazioni delle medaglie d' oro non si capisce perche' le perdite tedesche siano state solo di una quarantina di uomini ..
I nostri disponevano di artiglieria di grosso calibro , di cannoni someggiati , di mortai e mitragliere e cannoni antiaerei eppure i risultati furono scarsissimi . Mistero !"
(email firmata)
_______
 
RISPOSTA:
In proposito mi limito a riportare due stralci di Documenti in qualche modo collegati a tale circostanza da cui ciascuno è libero di trarre le conclusioni che crede.

Il primo è tratto dalla "Relazione sui fatti di Cefalonia" scritta dal t. col. Livio Picozzi membro relatore di una Missione Militare italiana recatasi a Cefalonia nel 1948 per cercare di chiarire i molti 'misteri' gravanti sull'accaduto.
Su detta Relazione preciso due cose:
-essa fu 'secretata' per cinquanta anni ad opera dello Stato Maggiore Esercito cui egli l'aveva presentata a novembre 1948 ed è questo il motivo per cui alcune sue affermazioni -essendo venute fuori da poco-  sembrano contrastare con la realtà -spesso di 'comodo'- fino ad oggi data per 'ufficiale'.
- detta Relazione è stata DA ME scoperta all'Ufficio Storico EI (dove stranamente tanti rinomati 'ricercatori' non l'avevano vista...) ed è riportata in appendice al mio libro 'LA TRAGEDIA DI CEFALONIA: UNA VERITA' SCOMODA" che tanti storici e/o studiosi farebbero bene a leggere per sapere qualcosa in più della lezioncina finora imparata e pappagallescamente ripetuta insultando -per di più- chi si permette di contraddire le loro sciocchezze.
 
Il secondo stralcio è tratto dalle 'Note, aggiunte e varianti all'opuscolo 'Cefalonia' edito nel 1947 dallo SME che le richiese al cap. art. Gennaro Tomasi uno dei Superstiti della vicenda il quale ebbe l'incarico -il giorno 22- di presentare la richiesta di resa al magg. Von Hirschfeld comandante delle truppe tedesche.

Ecco i relativi testi:
 
1° Stralcio dalla Relazione 'Picozzi':
 
Al paragrafo 'Perdite dei tedeschi' è scritto:
"I Tedeschi avevano al 22 settembre una forza di 8 battaglioni rinforzati da reparti di artiglieria e mortai pari a 11-12 mila uomini; i combattimenti sono durati dal 15 al 22 settembre e i loro morti in questo periodo sono poco più di 80.
Non si può affermare che le perdite tedesche sul fronte a terra durante tali azioni siano state percentualmente rilevanti poichè si riducono a un'ottantina di morti, pari a circa lo 0,7% in una settimana di operazioni contro forze numericamente quasi pari.
E' FORSE PREFERIBILE CHE QUESTE CIFRE NON VENGANO MAI PRECISATE".
____________
 
2° Stralcio dalle NOTE del cap. TOMASI:
 
A pag. 10 è scritto:
"Pag. 95 - 9° cpv (Offerta di Resa)
Partii assieme al cap. Saettone, verso mezzogiorno, in un'autovettura portando una bandiera bianca. Dopo circa mezz'ora di viagio arrivammo a lakitra dove fummo fermati dai tedeschi che ci accolsero senza alcuna dimostrazione ostile. A Lakitra trovammo pure gli ufficiali della batteria costiera di Minies prigionieri ma non trattati male. Un ufficiale tedesco, certo s. ten. Bergmann, parte ben tosto per annunciare il nostro arrivo al suo comando. Dopo più di in'ora ritorna e ci invita a seguirlo subito in Argostoli. Quivi giunti ci conduce nel prato attiguo al nostro ospedaletto da campo n. 527 dove ci presenta al magg. Klebe, comandante d'uno dei battaglioni cacciatori.
Costui ci accoglie con sprezzante freddezza e ci dice: " Il generale Gandin ha abusato della nostra pazienza. Ora la divisione Acqui è distrutta: ha avuto così il destino che ha voluto".
 Sentito del nostro incarico, ci ordina prima di tutto di consegnare le nostre pistole,quindi ci fa accompagnare dal solito Bbergmann, dal comandante la formazione da combattimento. maggiore Von Hirschfeld. Costui ci riceve con modi villani. Gli espongo il motivo della nostra venuta e, fattami consegnare da Saettone la lettera del generale (Gandin nda), la leggo e traduco.
Essa dice testualmente: " LA DIVISIONE 'ACQUI' E' STATA DISPERSA DALL'AZIONE DEGLI STUKAS. LA RESISTENZA E' DIVENUTA IMPOSSIBILE. DI CONSEGUENZA, AL FINE DI EVITARE UN'ULTERIORE INUTILE SPARGIMENTO DI SANGUE, OFFRO LA RESA".
Il tedesco ribatte freddamente: " NESSUNA CONDIZIONE. SE VOLETE RESISTERE, FATE PURE. I MIEI CACCIATORI SONO ARRABBIATI PER LA SCARSA RESISTENZA CHE HANNO INCONTRATA E COMBATTEREBBERO ANCORA BEN VOLENTIERI".
 
A lei il non arduo commento. Io mi limito a dire che, come dice il proverbio, 'carta canta e villan dorme'.
Saluti
Massimo Filippini
 
10 gennaio 2008
 
PS Copia originale dei DOCUMENTI CITATI è in mio possesso
Massimo Filippini
 
 

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