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Stormo di uccelli costringe l'aereo all'emergenza. Un volo Iraqi Airways rientra nello scalo di Erbil subito dopo il decollo per Al Najaf

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Paura subito dopo il decollo e precipitosa inversione della rotta con il rientro a terra domenica. E' successo all'aeroporto internazionale di Erbil, in Iraq. Il volo IA916 della Iraqi Airways delle 07:07 diretto a Najaf, una città irachena a sud di Baghdad subito dopo essersi staccato dalla pista dell'aeroporto Ober ha impattato contro uno stormo di uccelli, è stato costretto a rientrare. I volatili sono finiti dentro un motore e sul bordo dell'ala sinistra e il velivolo ha immediatamente attivato la procedura di emergenza. Nessun problema tuttavia per equipaggio e passeggeri del Boeing 737-800 a parte qualche disagio provocato dal collegamento saltato. Un atterraggio sicuro è stato effettuato sulla pista 18 alle 07:20 UTC. Le foto dell'incidente mostrano che il bordo anteriore dell'ala sinistra è stato colpito, vicino alla fusoliera. Uno dei motori mostrava anche schizzi di sangue. L’urto tra uccelli e aerei non è affatto un evento raro, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, mentre i casi drammatici come quelli del volo 1549 raccontato nel film sono più unici che rari. Gli aerei sono progettati per resistere all’impatto anche di grossi uccelli: ali, motori, finestrini sono testati con un cannone pneumatico che “spara” polli congelati nelle parti più delicate dell’aeroplano per verificare che l’aereo non abbia danni. Altrimenti sarebbe una vera strage, e non solo di sfortunati pennuti. In Italia, su quasi 1300 “bird strike”, 933 sono avvenute a quote “da drone”, 300 piedi (circa 100 metri di quota) e l’aereo ha registrato qualche danno solo in 37 occasioni, anche se 92 incidenti sono stati impatti multipli con uno stormo. Inutile dire che a farne le spese è sempre stato il povero uccello, non ci sono stati feriti e mai. L’apparato più resistente è il finestrino, che non è mai stato danneggiato, tutt’al più lo si è dovuto ripulire. I più delicati i motori, che hanno riportato qualche danno in dieci incidenti (su 42), e il muso, che si è ammaccato 12 volte su 111 incidenti.

Lecce, 5 novembre 2018

Giovanni D’AGATA


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