Privacy Policy politicamentecorretto.com - SOS privacy: App registrano lo schermo di nascosto. Alcune applicazioni per iPhone spiano i nostri comportamenti senza aver ricevuto alcun consenso

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

SOS privacy: App registrano lo schermo di nascosto. Alcune applicazioni per iPhone spiano i nostri comportamenti senza aver ricevuto alcun consenso

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

L'allarme è stato lanciato dal sito TechCrunch, autorità in campo tecnologico. Il blog statunitense che si occupa di tecnologia e informatica, ha recentemente stilato un rapporto preoccupante. Alcune delle app per iPhone più popolari si servono di uno strumento di analisi capace di registrare lo schermo senza il consenso dell’utente. Questa tecnologia intrusiva dell’azienda israeliana Glassbox consente agli sviluppatori di esaminare, tramite screenshot o video, come gli utenti interagiscono con le loro applicazioni. In gergo informatico è conosciuta come «replay session». L’obiettivo è come sempre quello di migliorare le prestazioni dei loro servizi. Ma siamo disposti a farci spiare senza il nostro consenso, per tenere tra le mani un dispositivo che rispetta sempre più le nostre esigenze? L’elenco delle applicazioni incriminate, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” riguarda i settori più disparati e, tra le molte, comprende le seguenti applicazioni: Abercrombie & Fitch, Air Canada, Expedia, Hollister, Hotels.com e Singapore Airlines. Ma il peggio deve ancora venire: alcune di queste grandi società non cela correttamente i dati sensibili che gli utenti inseriscono nelle loro applicazioni, come i dati sulla carta di credito o le informazioni sul documento d'identità inviate al server Glassbox o ai suoi clienti.

Lecce, 9 febbraio 2019                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA


Invia commento comment Commenti (0 inviato)