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LA FAMOSA NOCE FELTRINA

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L’amico Valerio Giusti, già assessore al Comune di Feltre ed attuale Presidente del Consorzio Noce Feltrina,  ha ragioni da vendere quando afferma (sue testuali parole sui quotidiani di oggi di oggi  10/2) che “sono crollati un centinaio di noci e, fra questi, due piante madri della noce feltrina”, realtà che purtroppo sembra essere passata in secondo piano rispetto a tutti gli altri alberi caduti a seguito del recente tornado nella nostra provincia.

La constatazione è pertanto quanto mai pertinente anche se, questa pianta, forse di origine ignota ed assimilata  botanicamente alla (?) famiglia delle piante decidue angiosperme dicotiledoni,  sembra, salvo mia disinformazione,  essere quasi scomparsa  commercialmente nel feltrino, nel bellunese e nelle realtà limitrofe.

Infatti, mi si corregga se sbaglio, ormai da alcuni anni, quando vado al supermercato, nei negozi all’ingrosso della frutta, nonché in altre realtà commerciali,  non riesco mai a trovare questo frutto che, almeno per tradizione, connotava lodevolmente una specificità della nostra terra; al contrario, in tutte le confezioni o negli scafali di qualunque negozio preposto alla vendita di questo meraviglioso frutto, ci sono sempre scritte come quelle che seguono:  noce proveniente dalla Spagna, noce proveniente dal Brasile e persino dall’Australia…quando addirittura non si trovino già sgusciate in sacchettini di plastica…al costo di 1 euro.

Detto questo, Valerio Giusti fa sì molto bene a porre il problema che, secondo me, dovrebbe essere però maggiormente sollevato da chi dovrebbe tutelare i prodotti della nostra terra.

Che ne dice, per esempio,  il prof. Cesare Lasen, personaggio  fra i più esperti e scientificamente profondi in materia ?

 

 

Arnaldo De Porti, Zermen.


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