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MARGINALMENTE N. 141 del 11.Nov.2019 di Antonio Biella

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VIGLIACCHERIA SOTTO IL PONTE

Ho letto con gran dispiacere la notizia del progetto di restauro del celebre Ponte di Bassano. Il famoso Ponte degli Alpini, simbolo della prima Guerra Mondiale (nella adiacente chiesa-ossario ci sono i resti di 5400 Caduti) in realtà fu costruito la prima volta nel 1200 e più volte ricostruito, ma sempre in legno. Nel 1500 fu bruciato da Monsieur de La Palisse (quello da cui deriva l’aggettivo “lapalissiano”); a fine ‘700 Napoleone sconfisse gli austriaci (e per questo fu caro ai nostri soldati della I^ GM); ed anche il canto d’amore  del fante che parte (…”Lì ci darem la mano e un bacin d’amor…”) ha radici nel primo grande conflitto. Tutto questo per dire che condivido la contrarietà di storici e tecnici verso il progetto di restauro che vedrebbe una travatura d’acciaio a sorreggere il ponte da una sponda all’altra  del Brenta. Benchè nascosta dalle altre travi di legno, la struttura d’acciaio “non è compatibile – scrivono quelli del comitato Amici del Ponte – con la natura storico-architettonica”. Già, perché un ponte di legno ha un valore  architettonico ben diverso da un ponte in muratura o in acciaio; e nel nostro caso – come ho sintetizzato – ha un preciso valore storico.

Ecco, questo chinare il capo alla modernità e alla tecnologia mi sembra un modo sbrigativo e superficiale di risolvere un problema di restauro, e un modo persino ingiurioso verso la nostra storia patria. Personalmente, anche se nato a mille chilometri di distanza, quando ho potuto calcare le tavole di quel ponte ho provato una forte emozione. Se quella della sbrigativa trave d’acciaio vigliaccamente nascosta dal legno è la risposta di “questa” Italia alle esigenze restaurative di un nostro importante monumento storico, mi scema l’orgoglio di essere italiano.

FLAT TAX ALLA RUMENA

I soliti italiani giocano a promettere flat tax, scontato termine anglosassone per dire italianamente: tassa piazza, ovvero uguale per tutti. Di certo non vogliono farla uguale per tutti per aliquota; e di certo l’aliquota non dovrebbe essere al di sotto del 15 per cento. Non poteva non suscitare stupore, quindi, apprendere da una trasmissione televisiva di approfondimento che in Romania la tassa piatta esiste ed è…dell’1(uno!) per cento. Capite? Romania, Unione Europea: tasse per tutti all’uno per cento. Alcuni operatori economici italiani, che lì si sono trasferiti per questo motivo, sono stati intervistati e hanno dichiarato – tra l’altro – che mai e poi mai cercherebbero di evadere perché, per l’uno per cento, non varrebbe la pena rischiare. Evviva l’Europa (dei fessi) Unita!

Antonio Biella

 


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