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Sospensione delle compensazioni su modello F24 considerate a rischio

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L’Agenzia delle Entrate, secondo il disposto dall'art. 37 del D.L. 223/2006, può sospendere fino a 30 giorni, l’esecuzione dei modelli F24 relativi a compensazioni che presentano profili di rischio.

In particolare:

- quando il credito è correttamente utilizzato, oppure sono decorsi 30 giorni dalla data di presentazione del modello F24, senza aver subito contestazioni, il pagamento è considerato eseguito alla data dell'effettuazione;

- diversamente, la compensazione non è riconosciuta ed il versamento si considera non effettuato.

L'Agenzia ha precisato che in applicazione delle disposizioni della Legge di Bilancio 2018 “la ripetizione del pagamento, se successiva alla scadenza prevista, debba essere sanzionata, se non accompagnata dal ravvedimento operoso”.

Pertanto, se il modello F24 con compensazioni viene scartato, il pagamento è considerato non eseguito, ed il contribuente può effettuare un nuovo pagamento dopo la scadenza, mediante il ravvedimento operoso.

In verità, al fine di contrastare le indebite compensazioni, l’Agenzia delle Entrate opera già controlli preventivi sia sui modelli F24 che presentino compensazioni di crediti IVA per importi superiori a 5.000 euro annui, sia  sui crediti d’imposta di natura agevolativa riconosciuti alle imprese (quadro RU dei Redditi).

Quindi, il quadro normativo previsto dall’art. 1, comma 990, della Legge di Bilancio 2018, amplia la platea dei controlli per indebite compensazioni, consentendo “in via generale” una verifica preventiva di tutte le ipotesi che presentino profili di rischio.

Con il Provvedimento n. 195385 del 28 agosto 2018, l'Agenzia delle Entrate ha definito i criteri e le modalità per la sospensione dell’esecuzione dei modelli F24 contenenti compensazioni che presentano profili di rischio. La procedura, nel rispetto dei 60 giorni previsti dello Statuto del Contribuente ha avuto effetto dal 29 Ottobre 2018.

Sembra però che la norma, eccessivamente generica, abbia concesso all’Agenzia delle Entrate, un potere che travalica le intenzioni del Legislatore. Il provvedimento, infatti, non individua precise situazioni di rischio, ma riconduce tutti i modelli F24 in cui sia presente una qualsiasi compensazione, nell’alveo della sospensione.

Ciò è quanto si riscontra nell’interrogazione parlamentare n. 5-00537 presentata il 27.09.2018 dall’On. Sestino Giacomoni ed altri, che sottolinea“l’estrema genericità dei criteri selettivi… potrebbe provocare il blocco di tutte le operazioni di compensazione, anziché limitarsi solo a quelle indebite, scoraggiando l’utilizzo di tale istituto da parte dei contribuenti”.

La risposta del MEF precisa che “saranno selezionate solo quelle operazioni che in base ai dati indicati nel modello F24 e delle altre informazioni in possesso

dell’Agenzia, presentano indizi e anomalie meritevoli di approfondimento. I criteri elencati nel provvedimento hanno lo scopo di consentire di applicare, in concreto, parametri analitici di selezione per individuare le operazioni più rischiose, da esaminare durante il periodo di sospensione.”

Praticamente una non risposta che lascia lacune nella procedura, e mantiene i contenuti generici che permettono di bloccare le compensazioni considerate a rischio.

In verità, l'individuazione delle fattispecie di rischio era contenuta nella Relazione accompagnatoria al DDL della Legge di Bilancio 2018 dove si legge che, a titolo esemplificativo, avrebbero dovuto essere oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate le seguenti fattispecie:

- l’utilizzo del credito in compensazione da parte di un soggetto diverso dal titolare dello stesso;

- la compensazione di crediti che, in base a quanto indicato nel modello F24, sono riferiti ad anni molto anteriori rispetto all’anno in cui è stata effettuata l’operazione;

- i crediti utilizzati in compensazione ai fini del pagamento di debiti iscritti a ruolo.

Tre casi precisi che non sono stati inseriti nella Legge.

Poiché l’Agenzia delle Entrate dopo il provvedimento attuativo, non ha fornito alcuna indicazione atta ad individuare le principali casistiche che interessano il blocco delle compensazioni a rischio, si ritiene necessario un nuovo intervento normativo interpretativo che confermi il contenuto nella Relazione accompagnatoria al DDL della Legge di Bilancio 2018.

Ancona, 08.05.2019

 

 

                                                                                       FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI

                                                                                  Raffaella Crescentini

 


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