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BASTA BLOCCHI POLITICO-ECONOMICI AMERICANI, CINESI, RUSSI ECC., MA SI FAVORISCA UNA COMUNITA’ MONDIALE

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IL MIO PENSIERO PRIMA DI ANDAR A VOTARE.

 

 

 

Negli anni ’50 circa, grazie al patrocinio della nascitura C.E.E - ricordo come se fosse ora pur essendo passati 70 anni – sono stato coinvolto da una passione che, confortata da spirito civico, realtà quest’ultima di cui mi pare di essere sempre stato portatore fin dai primi anni di scuola, mi ha letteralmente distolto da tante cose che, in giovane età,  non fossero state  quelle del lavoro e degli affetti.

 

Per qualche anno infatti, frequentai un centro studi sulle comunità europee, il C.I.S.C.E.,  nella bellissima isola di San Giorgio a Venezia, praticamente vis à vis, a Piazza San Marco, ultimato il quale, con una mia relazione sul tema che, grazie a Dio, ebbe un qualche successo, cambiò completamente il mio modo di pensare: capii subito che le relazioni da  “orti sociali” erano da bandire in funzione di una grande comunità, capace di allontanare le varie società da qualsiasi tipo di contenzioso, in primis dalle guerre.

 

Seguii tutti i passaggi con immutato interesse fino ad arrivare alla coniazione dell’euro, evento che non fu indolore e che, fra sconfitte e parziali vittorie, alla fine si materializzò più o meno bene in quanto, come sappiamo, non fu facile non solo stabilire le parità monetarie, ma anche soprattutto controllarne i valori nazionali stabiliti  nelle contrattazioni: il dimezzamento del valore della lira rispetto all’Euro, docet !  Ma ormai è acqua passata anche se non posso fare di ricordare che la “fregatura” più grande è stata comminata nei confronti dei portatori di reddito fisso, a tutto vantaggio dei commercianti, degli industriali ecc. che, sin qui, avevano potuto “giostrare in casa” con le parità monetarie, tanto da aprire una forbice di colossali dimensioni fra le diverse classe sociali.

 

Detto questo, che è agli occhi di tutti,  vorrei fare una riflessione sull’Europa che oggi andiamo a votare. Atteso che ancor oggi non esiste ancora integrazione politica, fiscale, ma anche economica per certi versi, e che, a 70-80 anni di distanza da allora,  lo spirito per il  quale De Gasperi, Schumann Adenauer ecc.ecc., ora, più che mai, fatica a trovare concretezza soprattutto in chiave politica,  io penso, anzi ne sono sicuramente convinto, che detta problematica dipenda da una politica italiana, europea e mondiale che ha messo in campo personaggi che di Europa, ma anche di Russia, Cina, America ecc..,,  non ne sanno assolutamente nulla.

Infatti, si continua ad assistere al fatto che sono i mercati ad indirizzare la politica. Con a capo personaggi conniventi con quella stessa economia che li fa emergere in politica, a danno della democratica convivenza. Si sa infatti che deve essere la politica a dare l’indirizzo alle economie e non viceversa.

 

Purtroppo, se ci sono voluti 70-80 anni per arrivare fin qui e, chissà quanti ce ne vorranno ancora per ottemperare a quello spirito fondante dell’Unione Europea, non c’è da stare molto allegri.  Se poi, come io auspico con la fantasia che si arrivi ad una unione mondiale, molto verosimilmente staremo già  costruendo appartamenti sulla luna o su qualche altro pianeta…

 

E pensare che la pace potrebbe esserci se chi ci governa puntasse a questo unico e serio obiettivo: un pezzo di pane per tutti. Il discorso sarebbe lungo, ma fintantoché avremo ex capi del Kgb, ex immobiliaristi, rivoluzionari-guerrafondai e, da ultimo, guardando le cose di casa nostra, delle mezze tacche… forse nel 3000 assisteremo a qualcosa di diverso. Non so se a favore o contro !

 

Arnaldo De Porti


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