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Stupri, liberta' di cura, diritti degli imputati e dittatura della maggioranza. Stato di diritto a go-go

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Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico

 

 

"Scarcerare gli autori e' da considerarsi un errore". Cosi' il presidente Silvio Berlusconi in una intervista oggi ad una delle sue televisioni in merito ai fatti sugli stupri di cui si parla in questi giorni. Quei medesimi fatti per i quali l'on. Rita Bernardini, che ha denunciato i maltrattamenti subiti in carcere dai giovani fermati, e' oggi lo zimbello dell'informazione di Stato e non solo.
Fatti che seguono le minacce del ministro Maurizio Sacconi di alcune settimane fa: nonostante una sentenza giudiziale precisa sul caso Englaro, il nostro aveva presagito conseguenze su chi avesse avuto l'ardire di eseguire questa sentenza. E un analogo tentativo parlamentare era stato sonoramente respinto dalla Corte Costituzionale.
E' evidente che la separazione dei poteri, cardine del funzionamento del nostro Stato democratico, e' diventata dottrina e non ordinamento su cui modellare ognuno il proprio potere, nella fattispecie giudiziario da una parte ed esecutivo dall'altro.
L'intervento dell'on. Berlusconi, poi, proprio per la sua posizione di presidente dell'Esecutivo e' ancora piu' grave e pericoloso. Esprime una tendenza sempre piu' diffusa e sfascista: da governo della maggioranza si e' passati a dittatura della maggioranza (maggioranza, ma pur sempre dittatura). Il rigore di questi punti di riferimento del nostro sistema deve, invece, esser tale anche nei momenti piu' difficili e nelle situazioni piu' scomode, come sicuramente lo sono quelle degli stupri: il livello di civilta' e democrazia di un Paese si misura proprio andando a verificare la loro applicazione nei luoghi piu' difficili, le carceri tra questi. E va da se' che il mancato rispetto in questi contesti, cosi' come denunciato dall'on. Bernardini, non e' un merito per le nostre istituzioni e il nostro sistema. E', invece, la conferma di una barbarie, di una incivilta' giuridica ed istituzionale che, per l'appunto, viene giustificata usando la maggioranza che da' il consenso in mod
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improprio e distorto, non per governare ma per esercitare una dittatura.
Contro questo scempio e' evidente che sono in prima linea nel denunciarlo, pronta anche a prendermi gli sputi delle tv di Stato e di regime.

 

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