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Un Altro Colpo Alla Dittatura Religiosa Dell’Iran

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Di Mahmoud Hakamian
 
Di recente si sono svolti tre vertici dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) alla Mecca, che hanno riguardato Golfo, Paesi arabi e islam. L’ultimo vertice si è concluso il 31 maggio 2019. Decine di leader musulmani sono stati presenti in tutti e tre, compreso il re dell’Arabia Saudita. Sono stati discussi diversi argomenti, tra cui le recenti azioni dell’Iran.
Preparativi iniziali
Molti ipotizzano che l’Arabia Saudita abbia usato questi vertici come passaggio per espandere la propria capacità di alleanza con i Paesi della regione contro l’Iran. Erano stati originariamente programmati per lo svolgimento in Gambia, ma l’Arabia Saudita ha invece ottenuto che si svolgessero alla Mecca.
Il fatto che l’Arabia Saudita è riuscita a riunire tutti i leader musulmani arabi e non arabi nello stesso luogo e nello stesso tempo è di per sé un grande segno di successo politico per l’Arabia Saudita. Questo è ancora più evidente dato il sostegno ricevuto da parte di tutti nel condannare i recenti attacchi terroristici alle petroliere degli Emirati e gli attacchi missilistici alle strutture petrolifere saudite.
Il risultato
Come ha affermato il ministro di Stato per degli Affari esteri saudita, Adel Al-Jubeir, “il messaggio dell’OIC è forte e chiaro; l’OIC si oppone all’influenza iraniana negli affari regionali”.
Il regime fraudolento dei mullah
Nonostante un messaggio così chiaro da parte dell’OIC, il regime iraniano insiste nell’etichettare i recenti vertici come un “fallimento”. Ma non siamo d’accordo per i seguenti motivi:
- L’Arabia è riuscita a tenere tutti i vertici nello stesso luogo; ha persino convinto il Qatar (che è stato sempre più vicino all’Iran che all’Arabia Saudita) a partecipare.
- I Paesi che l’Iran ha costantemente influenzato sono stati tutti menzionati nei colloqui: Palestina, Siria, Yemen e Iraq – cosa che ha chiaramente rivelato preoccupazioni riguardo alle attività dell’Iran in quelle regioni.
- Quasi tutti i leader (ad eccezione di quelli dell’Iraq) hanno indirettamente criticato il ruolo dell’Iran negli attacchi recenti.
Le reazioni del regime
Il regime iraniano ha reagito in modo interessante ai vertici.
Rouhani, ad esempio, ha espresso il suo disappunto per non essere stato in grado di partecipare a un tale “nobile raduno”.
D’altra parte, Zarif ha dichiarato: “Noi guardiamo sempre con favore agli Stati del Golfo, ma alcuni hanno purtroppo scelto un percorso ostile; un percorso che pensiamo sia non solo inefficace ma anche potenzialmente pericoloso, soprattutto per loro. Non ci siamo mai scontrati con loro e speriamo di non doverlo mai fare. Dopo tutto siamo tutti vicini, che ci piaccia o no. Se vi state chiedendo perché il signor Araghchi [viceministro degli Esteri del regime iraniano] non abbia visitato quei Paesi vicini, non è perché non voleva, è perché quegli Stati hanno scelto di non incontrarlo”. Questo è il modo in cui Zarif chiarisce che l’Arabia Saudita rifiuta le relazioni amichevoli che il regime dell’Iran brama.
Uno sguardo alle affermazioni del regime sull’Arabia Saudita
Dopo i vertici della Mecca, un giornale statale in Iran ha pubblicato un pezzo intitolato “La coalizione saudita fallita alla Mecca”:
“L’abile intelligente dell’Iran è stata la ragione principale per cui Riyadh ha fallito nei recenti vertici; alcuni fattori hanno giocato un ruolo importante in questo fallimento, come le recenti visite del signor Zarif in Iraq, il suo incontro con i ministri degli Esteri del Qatar e dell’Oman, nonché le visite di Araghchi in tre Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo”.
In altre parole, il regime crede che la proposta di Zarif per il Golfo Persico di firmare un patto di non-aggressione abbia in qualche modo contribuito al cosiddetto “fallimento” dell’Arabia Saudita. Ma come ci si può fidare di un accordo di non-aggressione dello stesso regime che si insinua continuamente in altri Paesi, come è evidente dai suoi recenti attacchi missilistici?
L’articolo aggiunge: “il manifesto del vertice, 9 parti del quale erano relative all’Iran, non rifletteva la posizione di alcuno dei leader presenti”. Ma la cosa divertente di questa affermazione è che quasi tutti i leader hanno firmato il manifesto, in cui hanno preso posizione contro l’Iran!
L’impatto di questi vertici
L’impatto deve ancora essere chiarito. Ciò che ne è più evidente ora è l’alleanza rafforzata contro l’Iran. Non dimentichiamo il ruolo anche degli Stati Uniti in tutto questo: il recente viaggio di Bolton negli Emirati, ad esempio, mostra l’enfasi degli Stati Uniti sulla questione degli attacchi alle navi petroliere, il che significa che gli Stati Uniti potrebbero eventualmente aggravare le azioni sull’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; e questo potrebbe facilmente mettere a rischio di caduta il regime iraniano.
Il rimodellamento regionale e globale della politica anti-Iran è direttamente correlato con le conseguenze delle sanzioni in corso, che nel tempo isoleranno e indeboliranno ulteriormente il regime.

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