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Processo "Marina Bis": la Procura Generale della Corte di Appello di Venezia, impugna la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Padova

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Il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Bonanni: “sempre più determinato nella battaglia di legalità per assicurare giustizia ai familiari degli Ex Militari, vittime di uno Stato che non li ha tutelati

 

Venezia, 11 giugno 2019 -  Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia, Antonio Mura, a seguito dell'istanza presentata dall'Avvocato Ezio BonanniPresidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e difensore di tre parti civili, familiari di tre ex Militari deceduti per mesotelioma,  e dagli altri difensori di parte civile nello stesso processo (Marina Bis), ha impugnato la sentenza del Tribunale Penale di Padova, Giudice Dott. Chiara Ilaria Bitozzi, depositata il 15 aprile 2019, con la quale tutti gli imputati venivano assolti, da una parte con la formula "il fatto non sussiste", adducendo che non si fosse raggiunta la prova in ordine alla certezza della diagnosi di mesotelioma e, per tre casicon la formula "per non aver commesso il fatto"ritenendo inesistente la legge scientifica del c.d. effetto acceleratore, in base alla quale ogni esposizione rileva quantomeno per l'abbreviazione dei tempi di latenza e, quindi, per l'anticipazione del decesso. Si tratta degli Alti Ufficiali della Marina Militare a cui il P.M. Sergio Dini ha contestato, tra gli altri, il reato di omicidio colposo e lesioni colposeper la morte e/o le infermità di numerosi appartenenti alla Marina Militare Italianaesposti alle polveri di amianto, in assenza di cautele. Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia, unitamente alle parti civili, ha sostenuto l'erroneità del ragionamento e delle considerazioni contenute nella sentenza assolutoria di I grado. Sono state quindi accolte le tesi espresse da Bonanni “sempre più determinato nella battaglia di legalità per assicurare giustizia ai familiari degli Ex Militari, vittime di uno Stato che non li ha tutelati”. L'utilizzo di amianto in Marina Militare, nelle unità navali e negli arsenali, ha provocato non meno di 570 mesoteliomi, che costituiscono la punta dell'iceberg delle patologie asbesto correlate (tra le quali ricomprendere il tumore del polmone, della laringe, degli altri organi del tratto gastrointestinale, oltre che le placche pleuriche, l'asbestosi). In tutto alla Procura di Padova risultano segnalati 1101 casi di patologie asbesto correlate (dati confermati anche nella relazione finale della Commissione Parlamentare d'Inchiesta della scorsa Legislatura). Si attende, quindi, il processo di appello, “nella speranza che le vittime di questa strage trovino giustizia”

 

 


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