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Grande Manifestazione Di Protesta Degli Iraniani A Bruxelles, Maryam Rajavi: L’UE Deve Adottare Sanzioni Complete Contro Il Regime Dei Mullah

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La nazione iraniana vuole il cambio di regime, il riconoscimento del diritto di resistere
Migliaia di iraniani si sono radunati per una grande manifestazione di protesta a Bruxelles sabato 15 giugno 2019. I manifestanti hanno condannato la brutale violazione dei diritti umani da parte del regime al potere e la sua istigazione al terrorismo e alla guerra nella regione.
Hanno espresso sostegno per il movimento di resistenza iraniano guidato da Maryam Rajavi, presidente eletta della Resistenza.
I manifestanti hanno gridato il proprio sostegno all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) e alle unità di resistenza all’interno del Paese marciando fino al Rondò Schuman.
La signora Maryam Rajavi si è rivolta ai dimostranti in un messaggio video, dicendo: “Il vacillante regime iraniano è assediato da una nazione che si è risvegliata e ha perso ogni pazienza. Come negli ultimi giorni del regime dello shah, i membri del ‘parlamento’ del regime stanno dando l’allarme in discorsi dopo discorsi e avvertimenti su un destino infausto che attende l’intero regime... Rouhani e i suoi ministri insistono sul fatto che negli ultimi 40 anni il regime non ha mai affrontato circostanze così critiche”.
La signora Rajavi ha aggiunto che il popolo iraniano “vuole la caduta del regime nella sua interezza, chiedendo a gran voce il cambiamento. Se qualcuno può cambiare il comportamento dei fascisti religiosi e dei dittatori clericali iraniani senza calpestare i diritti umani degli iraniani e il loro diritto di determinare il proprio destino, allora certamente siamo favorevoli e diciamo Andate avanti e cambiate il comportamento di questo regime tanto quanto potete”.
Ha aggiunto nel suo messaggio: “Gli apologeti di questo regime e quelli che traggono beneficio dal suo restare al potere fingono preoccupazione per la guerra e spingono per fornire benefici al regime e placare gli assassini al governo in Iran”.
La signora Rajavi ha evidenziato che “la strategia del regime per la sopravvivenza, nella crisi mortale dei suoi ultimi giorni, è quella di demonizzare il MEK e la Resistenza iraniana come la principale minaccia e porre le basi per ulteriori atti terroristici contro di loro. Questo razionale porta al ritornello che il diavolo che conosciamo è migliore, che la nazione iraniana sta meglio con questo regime e tutti dovrebbero sottomettersi al suo potere”.
La signora Rajavi ha concluso nel suo messaggio: “Le trame dei terroristi scoperte nei Paesi europei durante l’anno scorso, come i tentati attacchi con esplosivi in Albania e Francia, l’arresto di agenti del regime iraniano e del suo diplomatico-terrorista Assadollah Assadi e l’espulsione di quattro diplomatici-terroristi dall’Europa hanno fornito ampie prove dell’accuratezza dei ripetuti avvertimenti della Resistenza iraniana secondo cui le ambasciate del regime in Europa sono centri di trame criminali. Pertanto, chiediamo all’Unione Europea di imporre sanzioni globali sulla dittatura religiosa al potere in Iran e di vietare l’IRGC [Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica] e il MOIS [Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza] come entità terroristiche. I suoi agenti devono essere perseguiti, puniti ed espulsi. I capi del regime devono rendere conto dei loro crimini contro il popolo iraniano, in particolare del massacro dei prigionieri politici, in un tribunale internazionale”.
Hanno pronunciato discorsi durante il raduno: Amb. Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri italiano; Ingrid Betancourt, ex ostaggio e candidata presidenziale in Colombia; il professore Alejo Vidal Quadras, ex vicepresidente del Parlamento Europeo e direttore della Fondazione In Search of Justice; Struan Stevenson, coordinatore della Campagna per il cambiamento in Iran; e Mark Demesmaeker, membro del Parlamento Europeo.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
15 giugno 2019

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