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Margherita Corrado (M5S Senato)

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Respingo ai mittenti le critiche pretestuose di queste ore per la distribuzione dei 4 milioni di euro che il Ministero Beni Culturali spenderà in Calabria nei prossimi due anni senza coinvolgere Crotone e il Crotonese. Prima di stracciarsi le vesti per la ‘solita’ maledizione pitagorica, infatti, sarebbe il caso di porsi due domande: qual è la ratio degli interventi finanziati e da chi sono stati sollecitati. Ebbene, le scelte non premiano la ricerca archeologica (neppure all’interno dei parchi statali) ma mirano principalmente alla conservazione e messa in sicurezza dell’esistente, privilegiando gli uffici e gli istituti del MiBAC a partire dagli immobili che li ospitano. Quanto al secondo quesito, le richieste sono giunte al Collegio Romano, attraverso i Segretariati Regionali, proprio dagli uffici territoriali di ciascuna regione, cioè Soprintendenze ABAP, Poli Museali, Archivi e Biblioteche.

È così che, per la Calabria, il completamento di interventi di restauro già in corso accomuna il minuscolo teatro romano di Gioiosa Ionica, la Chiesa di S. Maria della Neve di Tropea, il Convento dei Cappuccini di Roccella Ionica, la Matrice di Stilo, la Chiesa degli Ottimati di Reggio. Da avviare, invece, il restauro dell’ex Collegio dello Spirito Santo di Vibo. Per il Museo di Mileto saranno sostenuti progetti di miglioramento della fruizione e valorizzazione; a Rosarno si interviene, invece, per la messa in sicurezza e l’adeguamento dei depositi. Al Museo Archeologico di Sibari, ‘perso’ in mezzo alle risaie della piana omonima, sarà assicurato un nuovo impianto di illuminazione esterna, mentre nel Parco archeologico di Locri al miglioramento dei percorsi per i visitatori (anche disabili) si accompagna il recupero di alcuni immobili funzionali al parco stesso. Gli Archivi di Catanzaro e soprattutto di Cosenza, insieme alla Biblioteca della città bruzia, assorbiranno altre risorse per le loro necessità. Questo è tutto.

Mancano all’appello, dunque, non solo Crotone e Marchesato ma, se escludiamo gli istituti preposti al patrimonio documentale e librario, anche Cosenza e l’intera provincia di Cosenza (salvo Sibari), Catanzaro e l’intera provincia di Catanzaro. Per Crotone e circondario, assenti l’Archivio di Stato e la Biblioteca Nazionale, solo il Polo Museale della Calabria e la Soprintendenza ABAP per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone avrebbero potuto avanzare richieste. Il titolare di quest’ultima, avendo preso servizio lunedì 11 luglio 2016, ha esaurito il suo mandato triennale proprio in queste ore, tant’è che la sua poltrona è disponibile a far data da oggi, 10 luglio, e l’interpello per sostituirlo è già stato bandito. Non ha lasciato traccia di sé, evidentemente, neppure assicurando risorse per il ‘dopo’. Lo stesso dicasi a proposito del Polo Museale, che tuttavia ha in corso ed eseguirà lavori nel Parco di Capo Colonna.

Il convitato di pietra, però, se ce n’è uno, è il progetto “Antica Kroton”: a fronte di oltre 60 milioni di euro da spendere interamente intervenendo sul patrimonio culturale pubblico, chi avrebbe assegnato a Crotone altre risorse?! Chi, soprattutto, lontano dalle rive dello Ionio, potrebbe mai supporre che con una cifra simile l’amministrazione comunale di Crotone, investita del compito con il favore della Regione, non abbia progettato di mettere in valore tutti i suoi beni culturali, a cominciare da Capo Colonna?!

 

 


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