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L’Europa Deve Supportare La Resistenza Iraniana, Non Il Regime

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L’appoggio al gruppo di resistenza iraniano, i Mojahedin del Popolo, ed il sostegno ad una campagna di “massima pressione” sul regime iraniano, non devono essere limitati ad un singolo paese o ad un singolo partito. Di fatti, come è stato detto dal legislatore irlandese Jim Higgins, l’opposizione iraniana gode di un supporto internazionale e transpartitico. 

Coloro che esprimono il proprio sostegno comprendono che quando si ha a che fare con il regime iraniano esiste una terza opzione, che non richiede né una politica accondiscendente né la guerra: la terza opzione è supportare il diritto della Resistenza Iraniana a rovesciare il regime.
Diversi tra i sostenitori dei Mojahedin hanno partecipato alla conferenza internazionale tenutasi lo scorso mese in Albania, nel quartier generale della Resistenza, col fine di esprimere il proprio appoggio, celebrare la strada fatta fino ad ora e parlare delle mosse successive.

Jim Higgins, ex politico irlandese del Fine Gael ed ex Membro del Parlamento Europeo che ha preso parte alla conferenza, ha scritto: “Senza dubbio, tutti i presenti sono d’accordo con la descrizione che la leader dell’opposizione Maryam Rajavi dà dell’attuale governo iraniano, che definisce come “criminale tirannia religiosa, banchiere centrale del terrorismo e detentore del record mondiale di esecuzioni”, e nei circoli politici dei propri paesi si saranno sicuramente chiesti, come me, per quale ragione i poteri democratici del mondo vogliano mantenere un approccio conciliante nel trattare con un simile regime.”

La ragione per la quale l’Occidente fa il tifo per l’accondiscendenza è che in troppi non credono all’esistenza di una forza organizzata che possa portare ad un cambio di regime o non pensano che il regime possa causare disordini nella regione. Il Sig. Higgins, nel suo articolo per il sito web EU Reporter, afferma che non potrebbero sbagliarsi di più.

Egli sottolinea come, se i mullah dovessero cadere domani, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, la coalizione a cui appartengono i Mojahedin del Popolo Iraniano, che da decenni opera come parlamento in esilio, prenderebbe il potere per un periodo transitorio di sei mesi, fino alle primissime libere e giuste elezioni. Inoltre, la piattaforma in 10 punti per un Iran libero della Sig.ra Rajavi indica passo per passo il cammino che la Resistenza seguirebbe per realizzare questo progetto.

Il Parlamento Europeo deve quindi optare per una strategia di massima pressione, imponendo sanzioni economiche, chiudendo le ambasciate iraniane, ed isolando diplomaticamente il regime, non solo per sostenere la Resistenza, ma anche per punire il regime per la sua aggressione nel Golfo Persico. Non dimentichiamo che il regime rappresenta una seria minaccia per l’Europa. L’anno scorso i mullah cercarono di posizionare una bomba in un raduno del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a cui erano presenti 100.000 partecipanti, ed un diplomatico iraniano di alto rango venne arrestato per il suo coinvolgimento nel complotto.

È dalla fine del 2017 che il popolo iraniano protesta riversandosi nelle strade e chiedendo un cambio di regime: è quindi chiaro che anch’esso supporta questa causa.

Higgins ha scritto: “In tali circostanze, dovrebbe essere chiaro a tutti i politici occidentali che è possibile, in Iran, un cambio di regime guidato dall’interno, e che non è invece in alcun modo possibile che dopo un tale cambiamento vi sia un’instabilità maggiore di quella attuale. Perché questo risultato sia raggiunto, non è necessario l’intervento di nessuna altra nazione. I poteri occidentali devono solo esercitare pressioni economiche, indebolire il regime, e rendere chiaro che nonostante gli errori del passato la comunità internazionale è ora della parte del popolo iraniano e della sua legittima e democratica Resistenza.”

 

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