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Mediterranean Hope porta le esperienze delle Ong al Sinodo Incontro con Open Arms, Sea-Watch e un “pastore di frontiera” lunedì 26 agosto a Torre Pellice

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Roma (NEV/CS41), 22 agosto 2019 – La voce delle Ong al prossimo Sinodo valdese e metodista. Il soccorso dei migranti e le testimonianze delle organizzazioni non governative che salvano vite in mare saranno infatti al centro di un confronto in programma per lunedì 26 agosto, nell’ambito dell’importante appuntamento annuale nelle valli valdesi.

Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, e la Commissione sinodale per la Diaconia organizzano per lunedì 26 agosto, presso la galleria Scroppo, in via Roberto D’Azeglio 10, a Torre Pellice (To), dalle 12.30 alle 14.45, l’incontro dal titolo “Invece un samaritano lo vide e ne ebbe compassione”.

All’appuntamento interverranno Riccardo Gatti, capomissione della Open Arms, Giorgia Linardi, portavoce Italia della Sea-Watch, il pastore Randy Mayer della United Church of Christ, impegnato sulla frontiera tra Usa e Messico.

“Come cristiani non possiamo voltarci dall’altra parte, di fronte a quanto accade purtroppo quotidianamente nel Mediterraneo – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – . Per questo siamo a fianco di chi continua a praticare accoglienza e solidarietà. Continuiamo quindi a sostenere i nuovi samaritani che, di fronte a persone ferite e perseguitate, non proseguono sulla loro strada ma, evangelicamente, le soccorrono e se ne fanno carico. Siamo dunque felici ed orgogliosi di poter proporre al Sinodo un confronto a partire dalle esperienze concrete di tre realtà che ogni giorno praticano la compassione, l’aiuto umanitario e la solidarietà”.

“E' un'occasione per ringraziare tutte le persone che si stanno impegnando nel soccorso in mare, nell’accoglienza e nell’integrazione – aggiunge Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese - Non è un ringraziamento di circostanza o formale, ma un segno di fraternità in un momento in cui chi si impegna per il prossimo è attaccato spesso con ferocia. Confidiamo che, chiunque assuma responsabilità nel nostro paese possa rendersi conto dei danni che si stanno arrecando alle persone e ai principi di democrazia. Per il secondo anno quindi siamo lieti di poter accompagnare i lavori del Sinodo con iniziative che si propongono come ponte con la società civile".

 

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