Privacy Policy politicamentecorretto.com - GIARDINO BELLINI: 25 AGOSTO 2001 - 25 AGOSTO 2019 DOPO 18 ANNI DALL’INCENERIMENTO DOLOSO DELLA CASINA CINESE SI SCONOSCONO ANCORA I MOTIVI E I RESPONSABILI COSI’ COME LE VUOTE PROMESSE DELLA SUA RICOSTRUZIONE DA PARTE DEI SINDACI I QUALI NON HANNO

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GIARDINO BELLINI: 25 AGOSTO 2001 - 25 AGOSTO 2019 DOPO 18 ANNI DALL’INCENERIMENTO DOLOSO DELLA CASINA CINESE SI SCONOSCONO ANCORA I MOTIVI E I RESPONSABILI COSI’ COME LE VUOTE PROMESSE DELLA SUA RICOSTRUZIONE DA PARTE DEI SINDACI I QUALI NON HANNO

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FREE GREEN SICILIA  - SOS BENI CULTURALI

 

 

 

 

Dopo ben diciotto anni dall’incendio doloso che ha devastato la Casina cinese ottocentesca che per oltre cento anni è stata il simbolo riconosciuto del monumentale Giardino Bellini nessuno ha voluto cercare non solo i colpevoli del criminale atto e la verità dello svolgimento dei fatti ovvero è mancata del tutto da parte di quelle Autorità coinvolte nel rispetto dei loro compiti istituzionali. E’ mancata del tutto, per quanto abbiamo potuto osservare, anche perché abbiamo presentato diversi esposti - sostiene deluso il portavoce di Free Green Sicilia Alfio Lisi - la volontà politica e istituzionale solo di voler ricercare la verità dei fatti accaduti prima e dopo l’incendio nel rispetto della città e dei suoi beni culturali irrinunciabili.

 

Quello che rivolgiamo con fermezza, ma inascoltati,  da ben 18 anni nel giorno del triste anniversario dello scempio del Giardino Bellini riconosciuto Bene Culturale dalla Regione (che non è rimasto isolato vista la devastante pseudo riqualificazione, costata quasi venti milioni di euro, che ha trasfigurato la ‘Villa’)  anche per questo colpevole assenso e/o silenzio da parte delle Istituzioni coinvolte, e  perché non si è fatto nulla per cercare i responsabili o comunque un’assodata verità sui motivi che portarono alla cancellazione del simbolo stesso della ‘Villa’ unico esempio di architettura liberty lignea orientale  della nostra città?

 

A nostra memoria – afferma Lisi - nessun organo istituzionale cittadino né tanto meno  alcun politico catanese ha chiesto a gran voce la ricerca dei colpevoli o delle responsabilità a qualsiasi livello come a voler dimenticare consapevolmente e velocemente l’accaduto. Allora sarebbe lecito chiedersi per l’ennesima volta: ma cosa si è voluto, se si è voluto, nascondere dietro tale tragedia che ha incenerito uno dei beni culturali  ottocenteschi più belli della città?

 

Dal 2001 l’area sommitale della collina nord del Giardino Bellini dove sorgeva il Chiosco cinese è irriconoscibile abbandonata a se stessa e trasformata come deposito di rifiuti da giardinaggio rinsecchiti (alla faccia della prevenzione incendi e dall’incendio che ha devastato il Boschetto della Plaia!) e di contenitori di metallo, di cemento e tanto altro se tale luogo non appartenesse più a quello che è stato considerato uno dei più bei giardini storici d’Europa purtroppo da qualche tempo depauperato a causa dell’uso improprio e illegittimo decennale distruttivo e commerciale, con la su trasformazione in stadio e in fiera,  che ha stravolto in gran parte la struttura storica botanica e architettonica del monumento vivente.

 

All’assenza di verità e di responsabilità sull’incendio da parte di tutte le Istituzioni coinvolte si sommano le promesse non rispettate dei sindaci pro-tempore sulla ricostruzione del Casina cinese così com’era nella sua prima installazione.

 

Nota storica: Il Chiosco o Casina Cinese, esempio dei neostili dell'800, forse dono dall’Imperatore della Cina, venne installato sulla collina nord del Giardino Bellini  intorno al 1869, utilizzato come caffè concerto, tipico di quei tempi  all’interno dei giardini ottocenteschi europei.

ECCO LE 15 DOMANDE  CHE RIPROPONIAMO ALLE ISTITUZIONI COINVOLTE A CUI NESSUNA AUTORITA’ DOPO 18 ANNI  HA MAI   RISPOSTO:

1) L'incendio è stato di origine dolosa?
2) La Villa nella notte dell’incendio era sorvegliata dai vigili urbani?
3) E' stata presentata dal Sindaco pro-tempore e dalla Sovrintendenza denuncia alla Procura?
4) Sono state svolte indagini dagli organi giudiziari preposti e quali gli esiti?
5) La ditta che si occupava del restauro doveva garantire l'integrità del manufatto?
6) I lavori di restauro dovevano avere termine il mese successivo?
7) La Commissione Consiliare alla Cultura aveva programmato prima dell'incendio un sopralluogo?
8) E' vero che i lavori di restauro erano fermi per una tardiva e forse non giustificata variante?
9) E' vero che secondo contratto la ditta che svolgeva i lavori avrebbe dovuto risarcire i danni, così come dichiarato al Consiglio comunale da un Assessore (verbale docet) con risposta a un consigliere d'opposizione?
10) E’ vero che l'Assessorato Regionale alla Cultura rifiutò l'inserimento del rifacimento della Casina cinese all'interno del progetto di riqualificazione della Villa Bellini, altro enigma irrisolto della città,
 altra verità nascosta?

 

  Alfio Lisi  - Portavoce -  Free Green Sicilia  - SOS Beni Culturali

 

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