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Il guaio d’ignorare una pessima legge

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La legge non ammette ignoranza. Ma il povero Egidio Tiraborrelli non ebbe neppure la possibilità di riferire al giudice, che ignorava la legge che lo avrebbe mandato in carcere. Il povero Egidio Tiraborrelli ignorava persino d’avere subito un processo in contumacia. Aveva aiutato, tramite un passaggio in macchina, una persona dell'est ad entrare in Italia. Non sapeva d’aver commesso il reato di  "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Non lo sapeva. Ed è stato condannato e carcerato, con i suoi ottantadue anni e il suo tumore ai polmoni. “Diritti in casa”,  il collettivo di Parma che lotta per il diritto alla casa, era riuscito a fargli ottenere i domiciliari tramite il ricovero ospedaliero. Ci ha passato una settimana in ospedale, Egidio Tiraborrelli, e venerdì scorso è morto. Una notizia senza importanza. Solo un giornale ne ha parlato. Chi conosceva, infatti, l’operaio saldatore, Egidio Tiraborrelli, emigrato in giovane età in Argentina? Era un uomo buono, mite. Rientrato in Italia, povero, viveva in una roulotte, sistemata nel cortile di una casa occupata. Coltivava un orto e condivideva gli ortaggi con gli abitanti della casa. Mite e povero. Qualche anno fa, grazie all’interessamento del collettivo, gli era stata assegnata una casa popolare. Ma Egidio Tiraborrelli non ha potuto godersela a lungo la casa popolare, giacché nel mese di dicembre dell’anno scorso, lo hanno arrestato e portato nel carcere di Parma. Nel carcere c'era solo un impianto della bombola d’ossigeno per tutti i detenuti malati. Se la scambiavano a turno. Notizie senza importanza.

Renato Pierri

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