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Le “carezze” di Dio e le “carezze” del diavolo

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Papa Francesco nel Madagascar ha detto: "Guardiamoci intorno, quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto. Questo non fa parte del piano di Dio". Che la sofferenza di milioni di esseri umani, ma anche di animali, la cui responsabilità è da attribuire alla cattiveria e all’indifferenza degli uomini, non faccia parte del piano di Dio, dovrebbe essere un’ovvietà. Ma l’altra sofferenza? Quella la cui responsabilità non può essere attribuita agli uomini, fa parte del piano di Dio? Fa parte del piano di Dio la sofferenza derivante dalle malattie, dalle avversità della vita, dalle calamità naturali?

Giovanni Paolo II ebbe a scrivere: “Dio non ha creato la morte e non gode per al rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza... Il Vangelo della vita, risuonato a principio con la creazione dell’uomo a immagine di Dio per un destino di vita piena e perfetta, viene contradetto dall’esperienza lacerante della morte che entra nel mondo e getta l’ombra del non senso sull’intera esistenza dell’uomo. La morte vi entra a causa dell’invidia del diavolo e del peccato dei progenitori” (Evangelium vitae, n. 7).

Giovanni Paolo II affermava, dunque, che anche l’altra sofferenza cui accennavo non fa parte del piano di Dio. Giovanni Paolo II credeva nell’esistenza del diavolo, giacché del diavolo parlano le Scritture, credeva nel peccato dei progenitori, giacché ne parlano le Scritture, e quindi è accettabile la credenza che il diavolo possa influire sull’uomo e spingerlo alla cattiveria, e all’indifferenza verso il dolore altrui. Mi sembra, invece, che si lavori di fantasia quando s’immagina che a causa dell’invidia del diavolo e del peccato dei progenitori, sulla terra siano comparsi vulcani, terremoti, uragani, bestie feroci, batteri, insetti nocivi, tutto ciò, insomma, che ha arrecato e arreca sofferenza agli uomini. Nuova creazione di Dio, oppure creazione del potentissimo diavolo? Ancora più assurda mi sembra la credenza di alcuni cristiani, in realtà non veri cristiani, che la sofferenza non attribuibile alla cattiveria e all'indifferenza degli uomini (malattie, calamità naturali, ecc.) sia un regalo di Dio. Ne era persuaso, ad esempio, Padre Pio, il quale diceva tranquillamente "Ringrazia e bacia dolcemente la mano di Dio che ti percuote". Oppure: "Conviene addomesticarsi con i patimenti che piacerà a Gesù mandarvi". Madre Teresa di Calcutta parlava di “carezze gentili di Dio”, non rendendosi conto che in qualche modo metteva sullo stesso piano Dio e il diavolo, ritenendoli entrambi esperti nell’arte di “accarezzare” gli uomini.  

Renato Pierri 

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