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Corrado (M5S Senato - Commissione Cultura) - Soprintendenza speciale ABAP di Roma

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Scaduto l’interpello per la direzione della Soprintendenza speciale ABAP di Roma pubblicato il 23 settembre, nelle ore che hanno preceduto l’improvvida nomina, ieri, della dott.ssa Porro, per quell’incarico si facevano pure altri nomi, anch’essi di ‘franceschiniani’ di provata fede, com’è gran parte dell’attuale dirigenza MiBAC(T). Tutti costoro erano pronti a raccogliere i frutti della fedeltà dimostrata durante l’interregno bonisoliano e a garantire continuità di gestione per il futuro allo “shar Parsu” redivivo, che al Collegio Romano ha immediatamente richiamato tutta la sua corte, non trascurando di risuscitare persino coloro che dopo il 4 marzo 2018 erano andati in pensione. Continuità, appunto. L’esatto contrario di ciò di cui Roma ha bisogno!

Battute a parte, ho scritto molto nelle ultime settimane sulle condizioni della Soprintendenza speciale ABAP di Roma, vittima due volte: della ‘riforma Franceschini’ e della gestione Prosperetti. Aggiungo un dato a mio avviso dirimente, che avrebbe dovuto far riflettere Re Dario e magari (magari!) dissuaderlo dal ratificare, di fatto, con perfetto tempismo, l’interim estivo della Porro, stigmatizzato come illegittimo anche dalla Corte dei Conti, come si leggeva proprio ieri su Repubblica. E dovrebbe far riflettere altrettanto la Sindaca della Capitale, poiché l’azione della Sovrintendenza di Roma Capitale ne sarà inevitabilmente condizionata.

Il bilancio annuale della SSABAP si aggira, oggi, intorno ai 10 milioni di euro, cifra irrisoria se spalmata su tutta Roma, perché non basta neppure a garantire le manutenzioni dell’immenso patrimonio (statale) capitolino. Corrisponde, peraltro, a meno di un terzo di quanto disponibile per il solo Colosseo, e anzi è proprio dalla bigliettazione milionaria dell’Anfiteatro flavio che arrivano parte dei 10 milioni, assicurati tuttavia per il triennio che si chiude con il 2019.

Si va dunque a grandi passi verso un annus horribilis per la SSABAP dal punto di vista finanziario, problematica che dovrebbe essere gestita dalla tutt’altro che autorevole e credibile, quale garante della tutela della città eterna, dott.ssa Porro.

Un dubbio sorge spontaneo: quali garanzie di rigore professionale potrà dare la citata dirigente alla cittadinanza capitolina e al Paese, quando per mancanza di denaro si rinnoverà lo scandalo (accuratamente insabbiato) del “Divo Nerone”, voluto a tutti i costi da Franceschini e autorizzato su suo mandato morale dall’arch. Prosperetti, spettacolo che ha causato danni erariali e patrimoniali gravissimi di cui né il bis-ministro né alcuno degli immortali dirigenti-pretoriani ha ancora pagato lo scotto?! Roma non può essere sacrificata a così meschine ‘logiche ferraresi’.  

 

Margherita Corrado (M5S Senato - Commissione Cultura) 

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