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Taglio del numero dei parlamentari. Avanti con la rottamazione della rappresentanza democratica

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Dopo il passaggio al Senato anche alla Camera è iniziata la discussione (il 7 ottobre u.s.)  per  l'approvazione della riforma costituzionale per il taglio del numero dei parlamentari,  che ridurrà il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. La riforma è  fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e la sua approvazione ha costituito uno dei requisiti per la formazione del secondo governo Conte insieme al PD. Si prevede che la riforma passi con una larga maggioranza. Infatti insieme a PD e Movimento 5 Stelle anche Forza Italia e Lega hanno già annunciato il voto a favore.

 

E, come dice l'amico Giuseppe Moscatello, sì procede in linea con i  precetti del Piano di rinascita nazionale (più noto come P2), diminuendo la rappresentanza popolare di Camera e Senato. Risparmio ventilato dai 100 ai 500 milioni l'anno. Bruscolini rispetto a quanto viene sottratto alle casse dello stato, 85 i miliardi pagati nel 2018 quali interessi sul debito pubblico, diviso 365 giorni fanno 220 milioni di euro al giorno. Questo per chiarire quanto i proprietari della moneta tengano per la gola i loro USURATI e di che pochezza siano i nostri governati, compresa la sedicente "opposizione". Già la P2 prevedeva la diminuzione del numero dei deputati ed anche l'abolizione del senato e lì Renzi ci è andato vicino.

 

Risultato immagini per renzi taglio deputati

La riduzione del numero dei parlamentari non può che ridurre ulteriormente la possibilità di rappresentanza, conoscenza e scelta. II progetto è chiaro: sprangare il Parlamento per farne un bivacco di manipoli, superare la democrazia rappresentativa e lasciare tutto in mano a oscuri esperti “tecnici”.

La riforma del taglio dei parlamentari può comunque essere sottoposta a referendum.

Paolo D'Arpini


Risultato immagini per paolo d'arpini

Fonte:  https://paolodarpini.blogspot.com/2019/10/taglio-del-numero-dei-parlamentari.html  

 



Nota di Massimo Villone del Coordinamento per la democrazia costituzionale: 

 

"La riduzione del numero dei parlamentari rende palesemente incostituzionale la legge elettorale vigente, comprimendo il pluralismo e provocando una inaccettabile distorsione fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in termini di seggi. Per mantenere viva la rappresentanza “assicurando il pluralismo politico e territoriale”, l’unica strada è quella di adottare un sistema elettorale proporzionale, che garantisca ai cittadini l’eguaglianza nell’espressione del voto e la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quindi non è accettabile raddoppiare di fatto l’attuale soglia di accesso alla Camera. E’ inaccettabile il rilancio del maggioritario, propugnato da voci, pur autorevoli, del centro sinistra.

L’introduzione in Italia di sistemi maggioritari, a partire dal 1994 è stata fondata sulla previsione dell’avvento di un sistema politico fondato sul bipolarismo. Le elezioni del 2013 hanno squarciato la camicia di forza del bipolarismo imposta al popolo italiano, dimostrando che il pluralismo politico non può essere soffocato con artifici elettorali. Insistere nella pretesa di ottenere attraverso le elezioni l’investitura di un governo, comporterebbe una inaccettabile mortificazione delle garanzie della rappresentanza e, in questa fase politica, agevolerebbe l’avvento al governo di soggetti politici che si trovano al di fuori del perimetro della Costituzione.

Non è questa la democrazia che i padri costituenti avevano promesso al popolo italiano quando scrivevano che la sovranità spetta al popolo e che tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale…"

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