Privacy Policy politicamentecorretto.com - Ecco come i sondaggi politici fotografano (e imbrogliano) gli italiani

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Ecco come i sondaggi politici fotografano (e imbrogliano) gli italiani

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

www.movimentoastensionista.it

Di seguito il comunicato stampa odierno del Movimento Astensionista Politico Italiano sui sondaggi politico-elettorali.

Cordialmente, Antonio Forcillo - Portavoce e Segretario (cell. 338-5867165)

Twitter:  https://twitter.com/?lang=it  @movimastens

Pagina Facebook:   https://www.facebook.com/groups/306509642706158/  (Movimento Astensionista Politico Italiano)

N.B. per cancellazioni dalla mail-list inviare una comunicazione di ritorno con scritto "CANCELLAMI"

 

 

Che cos’è un sondaggio? Secondo Wikipedia “Il sondaggio d'opinione è una ricerca ed elaborazione di dati-statistica con lo scopo di conoscere l'opinione di un gruppo di persone relativo ad un dato argomento.

I sondaggi d'opinione, di solito, vengono svolti rivolgendo ad un campione di riferimento (un piccolo numero di persone) una serie di domande ed estrapolando le risposte di un gruppo più ampio in un intervallo di confidenza secondo tecniche di tipo statistico. Diffusi sono i sondaggi d'opinione all'interno di ricerche di mercato e in ambito politico per conoscere le tendenze politiche dell'elettorato pubblico, specie in vista di elezioni o come feedback sul grado di soddisfazione/apprezzamento politico o di un partito politico. Il sondaggio d'opinione che si occupa di estrapolare i risultati elettorali durante le giornate elettorali è detto invece exit poll”.

Per elaborare i sondaggi esistono diversi istituti, pubblici (il più importante è l’ISTAT) e privati, che li elaborano su commissione.

Mentre i sondaggi di mercato sulle tendenze dei consumi sono in genere commissionati da singole case produttrici o da associazioni di categoria, quelli politici, invece, sono commissionati per lo più da formazioni politiche, gruppi editoriali o singole testate giornalistiche.

Tutti i sondaggi dovrebbero avere, come obiettivo finale, quello di “fotografare” le tendenze della popolazione, rispetto alle proprie aspettative, i gradimenti e gli orientamenti. E mai essere utilizzati, e questo vale soprattutto in ambito politico, per alterare, condizionare o addirittura “manipolare” le libere convinzioni o scelte dell’elettorato.

Uno dei principali obiettivi del movimento astensionista (che non è un partito politico) è quello di preoccuparsi degli aspetti relativi alla realizzazione e diffusione “corretta” dei sondaggi politici, poiché nella loro elaborazione e pubblicazione sicuramente possono annidarsi operazioni “sospette”, finalizzate ad una conquista del potere per lo meno “anomala” da parte di partiti e gruppi di potere.

Senza addentrarci nelle complesse enunciazioni matematiche e sociologiche preliminari alla realizzazione dei sondaggi politico-elettorali, per i quali esiste anche un sito governativo che ne regolamenta la diffusione, www.sondaggipoliticoelettorali.it, cerchiamo ora di capire come essi vengono effettuati e diffusi in Italia. La legge di riferimento che li disciplina, (art. 8, comma 3, legge 22 febbraio 2000, n. 28) stabilisce le modalità che devono essere rispettate nella loro realizzazione e divulgazione, indicando:

a) Il soggetto che ha realizzato il sondaggio;

b) il committente e acquirente;

c) i criteri seguiti per la formazione del campione;

d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;

e) il numero delle persone interpellate e universo di riferimento;

f) le domande rivolte;

g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;

h) la data in cui è stato realizzato il sondaggio.

Relativamente alla lettera “g”, ovvero “la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda”, punto critico della mission strategica del sondaggio, intanto vengono perennemente lasciati fuori dai conteggi percentuali  tutti quegli intervistati che esprimono la convinzione di non rivedersi in alcun partito, e quindi l’intenzione di disertare le urne; ma, analogamente, grazie a questo grossolano stratagemma vengono lasciati fuori dai conteggi anche tutti coloro che esprimeranno scheda bianca/nulla.

Tutti questi intervistati “non utili ai partiti”, che comunque fanno pur parte dell’intero universo elettorale, non possono “sparire nel nulla” nel momento in cui bisogna divulgare la “fotografia”, ovvero le percentuali reali, altrimenti questa non è più democrazia ma qualcosa di terribilmente più inquietante!

Ma dov’è l’inghippo e, secondo noi, anche la violazione della legge 28 del 2000?

Se il sondaggio politico viene diffuso con l’intento di fotografare, come dovrebbe essere, la realtà politica della società alla data del sondaggio, nel calcolo delle percentuali finali che indicano la valenza dei partiti nella popolazione non devono, come invece accade, essere preventivamente esclusi tutti coloro che non si riconoscono o non hanno intenzione di votare per nessun partito, altrimenti il sondaggio assume espressa valenza condizionante e manipolatoria, e tutta a vantaggio dell’insieme dei partiti. Facciamo alcuni esempi.

Se su 1.000 italiani 600 rifiutano di collocarsi o non voteranno alcun partito, escludendo preventivamente questi ultimi dai calcoli percentuali avremo risultati “falsati” se, ai 400 che invece hanno risposto “utilmente”, daremo una valenza politica come se fosse riferita all’intero campione intervistato (cioè 1000).

400, infatti, rispetto a 1000 rappresentano il 40, non il 100%!

E’ come se a 1.000 italiani di un sondaggio si dovesse chiedere: “qual è il tuo tipo di carne preferito”?

Se 100 rispondono il manzo, 100 il vitello, 100 il pollo, 100 il maiale …e poi ci sono tutti quelli ai quali piace solo il pesce, i vegani, i crudisti ecc., l’insieme di chi gradisce la carne sarà il 40% (e non l’intera popolazione italiana..), con un indice di gradimento pari a un misero 10% per ogni tipo di essa.

Se invece dal calcolo percentuale si escludono tutte le risposte che riguardano pesce, vegani e crudisti, il risultato complessivo sarà perennemente 100%, a prescindere dal numero effettivo di quanti gradiscono realmente la carne.

Col risultato, a questo punto artatamente falsato, che l’indice di gradimento per la carne negli italiani sarà del 25% per ogni tipo di essa.

Ammettiamo ora che le risposte positive per la carne siano di n. 50 per ogni tipologia. Se nel conteggio finale si includono le risposte non-carne l’indice di gradimento sarà ancor più basso, vale a dire il 5%, mentre, come invece accade attualmente per i sondaggi politici, essendo chi non dà voto ai partiti matematicamente e preventivamente escluso il sondaggio sarà stato manipolato in senso “trainante”, e come detto prima ad esclusivo vantaggio dei partiti… Poichè attribuirà loro sempre e comunque un 25% di gradimento, ovviamente truccato, per ognuno!

Quindi, cari Salvini, Di Maio, Zingaretti, Renzi, Meloni, Berlusconi ecc. ecc., prima di affermare di agire per il “bene degli italiani” pensate agli imbrogli dei quali godete e dei quali siete i massimi responsabili e beneficiari.

 

Roma, 19 ottobre 2019

Invia commento comment Commenti (0 inviato)