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Le grandi rivoluzioni che Scalfari attribuisce al Papa

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Eugenio Scalfari s’intende di religione come il sottoscritto s’intende d’economia, e così quando parla con Papa Francesco ogni tanto capisce fischi per fiaschi. Qualche anno fa su La Repubblica scrisse che la grande rivoluzione di Papa Francesco era di aver abolito il peccato. Adesso la grande rivoluzione è il Dio unico.

Il Papa, ovviamente con parole sue, avrà espresso a Scalfari il concetto seguente: “La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta” (Nostra Aetate, Concilio Vaticano II). «Termino questo augurio citando le parole di uno dei miei predecessori, il Papa Gregorio VII che, nel 1076, scriveva all’Emiro Musulmano Al-Nacir, che regnava a Bij’ya, nell’attuale Algeria: “Dio Onnipotente, che desidera che tutti gli uomini si salvino e nessuno si perda, apprezza in noi soprattutto il fatto che, dopo avere amato Lui, amiamo nostro fratello, e che quello che non vogliamo sia fatto a noi non lo facciamo agli altri. Voi e noi ci dobbiamo questa carità reciprocamente, soprattutto perché crediamo e confessiamo l’unico Dio, ammesso nei diversi modi, e Lo lodiamo e veneriamo ogni giorno, come Creatore e Governatore di questo mondo” (Discorso di Giovanni Paolo II nell’aprile del 1991).

Nell’introduzione al suo nuovo libro “Il Dio unico e la società moderna” (Einaudi), Scalfari scrive: “Papa Francesco è il primo a sostenere l’unicità di Dio, sia pure con alcune differenze cerimoniali o anche di visione della divinità propria; ma si tratta di differenze che devono essere superate: pensare a un Dio di proprietà di un popolo e non di altri è insensato e il Papa lo sta smentendo giorno per giorno, e non solo con le parole ma con i fatti: abbraccia i musulmani, abbraccia ovviamente gli ebrei...”.

“Il primo a sostenere l’unicità di Dio”. Sicuro? Riguardo alle “differenze che devono essere superate”, sono certo che al più il Papa, essendo cristiano, può avere espresso la speranza che un giorno il mondo sia tutto cristiano, così come i musulmani sperano che un giorno il mondo sia tutto musulmano.

Renato Pierri

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