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IRAN: CANCELLARE L’INVITO A ROMA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI DEL REGIME, MENTRE È IN CORSO UNA SANGUINOSA REPRESSIONE

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FIDU: COMUNICATO STAMPA

Roma, 1° dicembre 2019 – La FIDU – Federazione Italiana Diritti Umani ha appreso con sconcerto e indignazione dell’invito a Roma da parte del governo italiano, dal 5 al 7 dicembre, del ministro degli Esteri del regime iraniano Mohammad Javad Zarif.

Il ministro, che secondo numerose organizzazioni per i diritti umani dovrebbe essere accusato di crimini contro l’umanità come corresponsabile dei massacri perpetrati dal suo regime nei confronti della popolazione iraniana oltre che di terrorismo internazionale, è stato invitato a partecipare alla conferenza "Rome MED - Mediterranean Dialogues".

“È paradossale che, proprio mentre la sanguinosa repressione in atto in Iran ha ucciso più di 450 manifestanti pacifici nel corso delle proteste in atto nelle ultime due settimane, un alto rappresentante di quel regime possa partecipare ipocritamente a un dialogo, per di più nel Mediterraneo, anziché sedere sul banco degli imputati davanti a una corte internazionale” – ha dichiarato Antonio Stango, presidente della FIDU. Stango ha ricordato come Zarif sia anche, dall’aprile scorso, nella lista dei terroristi del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Secondo la FIDU, sulla base di numerose fonti d’informazione anche all’interno dell’Iran, la repressione sistematica con armi da fuoco delle manifestazioni di protesta ha provocato anche oltre 4.000 feriti, mentre più di 10.000 persone sono state arrestate e si trovano in pesanti condizioni di detenzione, sottoposti a torture e a rischio di esecuzione. Diverse autorità del regime – in un Paese dove la magistratura è un organo del potere dei mullah e ne esegue le direttive – hanno infatti dichiarato che i manifestanti dovrebbero essere impiccati.

La FIDU chiede quindi che la conferenza “Rome MED” cancelli l’invito per l’esponente del regime iraniano e condanni con fermezza i tragici avvenimenti in corso in Iran, esprimendo solidarietà con la popolazione soffocata dalla violenta spirale repressiva.

 

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