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SANTA BARBARA, DICEMBRE 2019. CELEBRAZIONI A FRATTA DI CANEVA DI SACILE (PN)

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Puntuale come sempre l’A.I.E.M., Associazione Italiana Minatori ex-Minatori Emigranti, Fratta di Caneva di Sacile, presieduta dall’ avv. Barbara Martinuzzo, ha voluto ricordare il mondo della miniera. Al di là della coreografia sempre toccante costituita dalla processione, del trasporto  a spalle della statua di Santa Barbara da parte degli Alpini, dalla banda musicale e dalla visita al museo del minatore,  voluto e creato quest’ultimo da Arduino Martinuzzo, padre della Presidente Barbara, ogni anno le sensazioni, le emozioni, ma anche le lacrime, sembrano rinnovarsi con la stessa intensità partecipativa, anche perché, purtroppo, si è costretti a constatare che, giocoforza, la presenza fisica degli artefici di questo mondo che, per tanti giovani potrebbe apparire quasi surreale, si è ridotta al lumicino per via degli acciacchi riconducibili all’età degli attuali superstiti, ma anche purtroppo per il passaggio ad altra vita di alcuni di essi, come anche quest’anno abbiamo dovuto  dolorosamente constatare.

Presenti alla cerimonia le autorità civili e militari che, con la loro presenza, hanno voluto testimoniare il senso e l’importanza di questo incontro insieme con tutti noi. “Dobbiamo impegnarci affinché la storia della miniera non vada dimenticata non solo, ma dobbiamo anche attivarci attraverso la scuola affinché le nuove leve capiscano che il sacrificio e l’insegnamento dei nostri  amici minatori non sono stati vani e che essi dovranno essere sempre presenti, davanti ai nostri occhi, anche per imparare…”, è stato detto da alcuni rappresentanti dei vari comuni presenti.  Anche per questo, il Museo del Minatore, non va lasciato solo…, anzi va “alimentato” con incontri come quello  al quale stiamo partecipando oggi tutti uniti.”

Poi è venuto il momento della cerimonia religiosa nella bellissima Chiesa di Fratte ove, mons. Piergiorgio Sanson, ha tenuto un’omelia improntata sul significato della festa di Santa Barbara, sul tempo dell’ avvento. “se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa..”  facendo un accostamento da estendere ovviamente alla condizione umana.

Anche lo scrivente, come fa da anni, ha voluto esprimere e ribadire un pensiero già espresso più volte sulla figura del minatore :

Mi piacerebbe che queste poche parole non fossero considerate un semplice passaggio da inserire laicamente all’interno della liturgia di questa Santa Messa, vale a dire   come una formalità  da espletare ogni qualvolta si celebra la festa annuale di Santa Barbara, ma avessero un senso ben preciso: la gratitudine verso tutti i nostri amici che hanno lavorato in miniera e che, non va dimenticato, con il loro lavoro difficile, pesante e, spesso mortale, hanno fatto sì che anche il nostro Paese risorgesse dalle macerie della guerra,realtà che i nostri giovani fanno fatica ad immaginare. 

Sarebbe superfluo dire che, se oggi godiamo di tante comodità, se le nostre case ci permettono di vivere bene, magari attorniati dall’affetto dei nostri cari, tutto ciò lo si deve in gran parte a coloro che hanno  promosso le condizioni affinché ciò avvenisse, realtà questa che -  ahimè - non  è stata uguale per coloro che hanno promosso dette condizioni, alias i nostri minatori, i quali,  ricordiamocelo,  prima di iniziare il lavoro nelle viscere della terra, pregavano e si auguravano di…ritornar a giorno.

In miniera, purtroppo, si muore ancora e tante notizie di lutto non vengono rese pubbliche da certi stati che non possono fruire di quella libertà di cui noi,  pur avendola, non sappiamo approfittarne in maniera intelligente e sensata allo scopo di amalgamare questa nostra società malata, determinando peraltro un ulteriore dolore a chi, come il minatore,  con il suo massacrante lavoro di allora, avrebbe sicuramente immaginato un ritorno diverso dalle sue fatiche, e ciò, in termini di pace e serenità sociale, oltre che di benessere. Ma non voglio andare oltre per non uscire dal seminato… salvo ricordare che anche mons. Visentin (allora in assenza di don Fulvio), durante l’omelia di qualche anno fa in questa Chiesa, si era lasciato andare con queste parole:  questa società disprezza e condanna ciò che produce.. omissis, essa deve cambiare a piccoli passi, … non è accettabile che una famiglia moderna di cinque persone venga a chiedere l’elemosina in Chiesa  e che ciascun componente di questa famiglia si presenti in canonica con uno smartphone, ultima generazione in mano..,omissis,   questo non ci è stato insegnato dai nostri cari…che oggi ricordiamo

In ogni caso va detto senza alcuna riserva, fatto già molto positivo,  che noi siamo tutti qui a ricordare, a pregare, a dire grazie a questa brava gente che ci ha spianato un cammino: essere qui, in questa Chiesa, significa infatti che non  abbiamo dimenticato il mondo della miniera e che cercheremo di fare tutto il possibile, con l’intercessione di Santa Barbara,  perché i sacrifici dei nostri fratelli minatori, abbiano ad essere un “Memento Homo” anche per la nostra vita.

Ormai sono in molti ad aver fatto un excursus  “verticale” passando dall’inferno della miniera alla vita eterna, lassù nel Cielo, ma non per questo essi sono lontani da noi, anzi ribadiamo e promettiamo loro di non dimenticarli mai.

Ed in questo, anche l’AIEM presieduta da Barbara Martinuzzo, va riconosciuto il grande merito di aver ascritto e di ascrivere ancor oggi alla storia la figura del Minatore, anche a memoria di Papà Arduino, insieme con tutti gli altri minatori, che ha voluto e creato detta  importante Istituzione.

Un plauso pertanto a Barbara, a tutti noi qui presenti a ricordare, a quei pochissimi che ci sono ancora e a chi, purtroppo, non c’è più.

Giornata splendida, quella oggi vissuta, accompagnata dai vari canti della miniera e dall’Inno nazionale, evento  che dobbiamo portare nel cuore.

 

( Arnaldo De Porti, Belluno-Feltre )

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