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Cordone Ombelicale: il ritorno dei divieti, la campagna di mistificazione e di colpevolizzazione delle mamme

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Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicale - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita', membro della direzione Associazione Luca Coscioni

 

 

Dopo essere passato alle cronache per le ordinanze dei divieti, l'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia e' tornato all'attacco sul cordone ombelicale accusando le mamme che optano per la conservazione autologa e a proprie spese del cordone ombelicale. La sua campagna mistificatoria e di colpevolizzazione delle donne si basa su dei falsi: accusa di atto egoistico le mamme che conservano a proprie spese le staminali del cordone, mentre le biobanche private farebbero messaggi illusori e truffaldini e, nel contempo, elogia l'atto di donazione pubblica invocando reati penali.
Ma, di fatto, la donazione pubblica e solidaristica e' impedita alla quasi totalita' delle mamme italiane. Il Parlamento l'anno scorso aveva approvato una legge (31/2008) per la conservazione autologa solidale che privilegiava l'aspetto solidaristico mettendo a disposizione della donazione anche i cordoni conservati per uso autologo.  Il Governo attuale, pero', ha appena cancellato per decreto e con fiducia nel milleproroghe l'uso autologo solidale. Mi domando se compito dello Stato sia quello di privilegiare i diritti dei cittadini o di imporre le scelte etiche?
La domanda non retorica alla vigilia dell'approvazione di una legge sul testamento biologico che recita nel suo primo articolo il principio dell'indisponibilita' della vita umana, e al secondo l'obbligo per il medico di curare i pazienti sempre e comunque, mentre solo dopo affronta il tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento e per dire esclusivamente che il medico puo' non rispettarle.
Non stupirebbe percio' se il sottosegretario all'Etica, Eugenia Roccella, imponesse  anche l'obbligo della donazione del cordone ombelicale, senza tra l'altro mettere in condizioni i punti nascita di raccogliere i cordoni, ingolfando le banche pubbliche di materiale che non sempre puo' risultare utile per coprire la necessita' della donazione.
Infine l'assurdo divieto antimercato nei confronti dell'ingresso delle biobanche private: credevamo fossero finiti i tempi in cui per intervenire a favore del pubblico la soluzione fosse quella del monopolio statale, ma se lo Stato ha il monopolio della vita umana, perche' stupirsi se ha anche quello del mercato.

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