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Intervista allonorevole Giuseppe Angeli (AN)

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«Danieli: mi piace il suo modo di lavorare. E’ presente, ma deve essere così per ricoprire una carica delicata come la sua».

Sembra che lei sia particolarmente accanito a modificare la legge sul voto degli italiani all’estero.

Assolutamente sì.
Non trovo, invece, che sia opportuno, in questo momento, accanirsi al progetto di una nuova legge elettorale in Italia. Forse si perde il contatto con la realtà che è fatta di ben altre impellenze.
Il Italia abbiamo a che fare con una serie di problemi molto più importanti, almeno per il momento, che non una nuova legge elettorale.
Si tratta di strumentalizzazioni politiche che finiscono col perdere di vista le reali necessità del paese.
Vorrei consigliare ai miei colleghi deputati maggior calma e più attenzione. Forse questo mio atteggiamento volto alla riflessione, alla saggezza, è dovuto all’età ed alla esperienza di un uomo che non è politico di professione.
Anche la legge sul voto degli italiani all’estero va riscritta. Le storture e le anomalia che ha mostrato l’intero sistema  vanno corrette.
Neanche in questo caso, però, ci troveremmo al cospetto di una urgenza che non può aspettare.
Pensi che, a causa della legge con la quale siamo andati al voto nelle circoscrizioni estere, è stato dimostrato che il 50% degli elettori aventi diritto non hanno potuto votare. Infatti, il voto per corrispondenza, si è rivelato un colabrodo che ha disperso e non recapitato una stragrande quantità di plichi postali con le schede elettorali.
In Argentina poi, la delusione degli elettori è stata veramente tanta.
Ma come dice il vice ministro Danieli, quella scelta del voto per corrispondenza, è stata infausta secondo quelle modalità di attuazione.
Sarà necessario adoperare le correzioni opportune. Sarebbe stato opportuno sistemare i seggi elettorali presso le ambasciate, presso le sedi diplomatiche per adoperare un maggior controllo sulle operazioni di voto.
Un altro assurdo è stata la scelta infelice di scrutinare le schede elettorali in Italia e questo ha fatto in modo da moltiplicare i rischi di danneggiamento e di smarrimento di una grande percentuale.
Per questi ed altri motivi che tutti conoscono, la legge va modificata. Infatti, in questi giorni, presenterò una proposta di legge proprio in questo senso.

Vanta di essere uno dei parlamentari che ha presentato un numero cospicuo di leggi.

E’ vero, ho presentato otto proposte di legge:
Istituzione della festa dell’amicizia; Norme per favorire il reinserimento dei detenuti ed agevolazioni fiscali per le imprese che li assumono; Disposizioni  sugli  interventi  inerenti  la violenza sessuale sulle donne; Norme in materia di cittadinanza, con modifiche alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, in materia di riacquisto; riforma e ristrutturazione della rete consolare italiana; Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, concernenti il riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali emigrati e ai loro discendenti; Disposizioni per l’erogazione dell’assegno sociale (ex pensione sociale) per gli Italiani residenti all’Estero; Norme in materia di agevolazioni nel settore culturale per cittadini con ascendenti italiani al fine di diffondere la cultura italiana all’estero. Sono venuto a Roma per lavorare. Sento il dovere di produrre cose, adoperarmi in maniera fattiva e non solo per i miei concittadini in Argentina. Deve sapere che, da 30 anni sono a contatto con le comunità di italiani in Argentina, da 56 sono residente in quelle terre. Ho il dovere morale di dover dare conto della mia attività svolta alla Camera a tutti quelli che mi hanno accordatola la loro fiducia. Come si può facilmente notare, una buona parte di proposte sono rivolte per problemi generali che affliggono gli italiani in Italia. Ciò a dimostrazione del fatto che mi sento obbligato a lavorare a tutto tondo e non solo per l’estero.
La politica estera è all’ordine del giorno: base di Vicenza, rifinanziamento della missione in Afganistan, ci sono forti contrasti anche all’interno della maggioranza.
Per conto mio, quando si tratterà di votare, sarò a favore. Non possiamo ritirare in blocco il nostro contingente dall’Afganistan, dobbiamo comunque assicurare la nostra presenza specie in zone di guerra e di fortissimi fermenti in zone della terra martoriate dalla guerra. E poi, una risoluzione dell’ONU, ci impone il rispetto degli accordi. Non è corretto, né serio. E’ in ballo la nostra credibilità in campo internazionale. Noi siamo un grande paese, non possiamo rinunciare al nostro ruolo arbitrariamente. Stessa posizione assumerò per la base USA a Vicenza.

Ha partecipato alla sezione di lavoro su Rai International, condivide la relazione ed il programma del Direttore Badaloni?

Il nuovo direttore Badaloni, mi è piaciuto. Mi ha convinto la sua esposizione. Le intenzioni, almeno sulla carta, sono sembrate positive. Personalmente insisto sul fatto di trasmettere le trasmissioni di Rai International anche in Europa. Sarebbe veramente un buona cosa. Gli italiani, in Italia, ignorano cosa fanno i loro connazionali all’estero. Inutile aggiungere che una informazione di ritorno sia auspicabile a tutti i livelli. Si pensi quanti vantaggi potrebbero derivare per l’economia, il mondo dell’imprenditoria e del turismo per non parlare del prezioso scambio culturale. Tanti dicono storie sul conto degli italiani all’estero. Per esempio, più di uno ha affermato che noi non paghiamo le tasse. Ebbene posso assicurarle che noi non solo le paghiamo ma non si meravigli se le dico che ne paghiamo più di quanto paghi un italiano in Italia. Gli italiani devono sapere di quale pasta sono gli italiani all’estero e di quante cose sono stati protagonisti, nel lavoro e nelle intenzioni. I nostri figli sono cresciuti nella cultura dell’impegno. Abbiamo insegnato loro a lavorare onestamente e con ingegno, li abbiamo instradati sulla via della scuola e dell’Università. Oggi, possiamo dire di essere orgogliosi di loro.

A conti fatti, può azzardare un giudizio sul lavoro del Vice ministro Danieli?

Sinceramente, mi piace il suo modo di lavorare. E’ presente ma deve essere così per ricoprire una carica delicata come la sua.
E’ bravo e trasparente, i miei rapporti con lui sono buonissimi e, nonostante io faccia parte dell’opposizione militando nelle file di AN, del qual fatto sono orgoglioso, rispetto tutti i colori politici.


 

 

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