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L’interrogazione di Laura Garavini sulla possibile chiusura dell’ENIT di Berlino

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“Significherebbe sprecare una chance per rilanciare il turismo verso l’Italia”


 
“Gli uffici esteri dell’ENIT danno un grande contributo nel promuovere l’immagine turistica dell’Italia nel mondo” riconosce Laura Garavini (PD), che oggi ha presentato una interrogazione parlamentare sulla possibile chiusura dell’ufficio berlinese dell’ENIT. Per la deputata eletta nella circoscrizione estero, “la chiusura di una sede come Berlino, di altissimo valore strategico per rilanciare il turismo italiano, sarebbe un segnale sbagliato: colpirebbe la nostra rappresentanza nel Paese più importante per il nostro mercato turistico e significherebbe ignorare il grande potenziale della capitale tedesca, nuovo caposaldo nella geografia europea”.

Alcune agenzie di stampa tedesche hanno recentemente rivelato che la struttura verrà chiusa nell’estate. Secondo voci non confermate, il consiglio di amministrazione dell’ENIT avrebbe deciso di non rinnovare il contratto di affitto dei locali, che decade il 31 luglio 2009. Per ridurre le spese, la sede di Berlino, uno di tre uffici dell’ENIT in Germania, dovrebbe chiudere le porte a partire da agosto.
 
“Operatori turistici, agenzie di viaggio, giornalisti, ma anche singoli viaggiatori nella zona di Berlino e dei nuovi Länder – un territorio che conta quasi 20 milioni abitanti – perderebbero un punto di riferimento insostituibile”, ammonisce la Garavini. La deputata PD non nasconde le sue perplessità: “Si pensa forse di poter scaricare le complesse funzioni dell’ENIT sulla rete consolare, già alla presa con notevoli riduzioni di spese? Ritirarsi da Berlino – sede del Governo, di numerose ambasciate, associazioni turistiche e portale verso l’Est Europa e i Paesi baltici – significherebbe sprecare una chance per rilanciare il turismo verso l’Italia in un periodo di seria crisi”.

Nella sua interrogazione, Laura Garavini chiede al Ministero degli esteri di fornire chiarimenti sul futuro della sede berlinese e di intervenire per evitare la chiusura.


Roma, 1° aprile 2009

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