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Il degrado della liberta di critica e di informazione in Italia

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di Lucio Manisco, Giuseppe Di Lello e Alessandro Cisilin su altre testate del 21/04/2009

 

 

Una lettera appello al Consiglio d'Europa, al Parlamento europeo, alla Corte
europea dei Diritti dell'Uomo e al Commissario per i diritti umani

All'attenzione:
Del Segretario Generale del Consiglio d'Europa
Dell'Assemblea Parlamentare
Della Corte europea dei Diritti dell'Uomo
Del Commissario per i diritti umani

Da:
Lucio Manisco,
Deputato al Parlamento italiano 1992-1994, 1996
Deputato al Parlamento Europeo 1994-1999, 1999-2004

Giuseppe Di Lello
Deputato al Parlamento Europeo 1999-2004
Senatore della Repubblica Italiana 2006-2008

Alessandro Cisilin
Giornalista


Roma, 18 aprile 2009

Con riferimento alla risoluzione del Consiglio d'Europa 1387 (2004):
Monopolio dei media e possibile abuso di potere in Italia; e alla risoluzione
del Parlamento Europeo P5TA (2004) 0373: Liberta di espressione e di
informazione. Rischi di violazione nell'Ue e particolarmente in Italia della
liberta di espressione e di informazione (articolo 11, paragrafo 2 della
Carta dei Diritti Fondamentali, 2003/2237 INI), i sottoscritti sottopongono
all'attenzione del Consiglio d'Europa e dei suoi organi competenti quanto
segue:
1.I rilievi avanzati dalla risoluzione del Consiglio d'Europa sono stati
ignorati o disattesi negli ultimi cinque anni dai governi Prodi e Berlusconi
e da due legislature parlamentari italiane per quanto riguarda il conflitto
d'interesse tra proprieta e controllo delle aziende e carica di ufficio
pubblico (presidente del Consiglio), gli emendamenti alla legge Gasparri, il
duopolio, divenuto ora monopolio, Rai-Mediaset, l'indipendenza del servizio
pubblico radiotelevisivo.
2.La situazione della liberta di critica, di informazione e di pluralismo
mediatico ha registrato soprattutto nel settore televisivo un ulteriore
devastante degrado negli ultimi cinque anni.
3.A riprova di quanto sopra richiamiamo all'attenzione del Consiglio d'Europa
tre ultimi gravissimi episodi che attestano interferenze dirette del potere
esecutivo con la liberta di informazione e di critica degli operatori di due
programmi del servizio pubblico televisivo e il dominio autocratico del capo
del governo su tutti i programmi dello stesso:
a)Il programma di giornalismo investigativo "Report" di Milena Gabanelli
sulla "social card", una direttiva del governo a favore dei meno abbienti, e
stato fatto oggetto di aspre critiche dal ministro dell'Economia Giulio
Tremonti, e il nuovo direttore generale della Rai Mauro Masi ha
immediatamente provveduto a sottoporre ad azione disciplinare il programma
stesso da parte del Comitato Etico della Rai. L'onorevole Giuseppe Giulietti
(Associazione Art.21) ha stigmatizzato tale misura nei seguenti termini:
"L'attacco a Report dimostra che c'e un disegno preciso: la progressiva
espulsione dalla Rai dei temi e degli autori sgraditi al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi".
b)Un secondo programma di giornalismo investigativo della Rai, "Annozero",
diretto da Michele Santoro (gia sospeso nel 2001 per `editto' del presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi e poi riattivato con nuova denominazione su
sentenze della magistratura italiana), nella puntata del 9 aprile c.a.
dedicata alla carenze di misure preventive della Protezione Civile sul
terremoto nell'Abruzzo, e stato attaccato tre giorni dopo, domenica 12 alle
16.30, dal presidente del Consiglio in questi termini: "La tv pubblica non
puo comportarsi in questo modo". Alle 18 dello stesso giorno il nuovo
presidente della Rai Paolo Garimberti e il direttore generale Masi in una
nota ufficiale disponevano un esame di "approfondimento" su Annozero. Il
direttore generale ordinava quindi al conduttore di Annozero Michele Santoro
di programmare una puntata "riequilibratrice" e gli ingiungeva di sospendere
la collaborazione di Vauro Senesi, il piu noto vignettista politico italiano.
c)Secondo quanto riferito dalla stampa italiana, il 17 aprile 2009 il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una riunione indetta con i suoi
alleati di governo (Popolo della Liberta e Lega) nella sua residenza romana
ha deciso il nuovo organigramma della Rai assegnando a giornalisti e
funzionari a lui fedeli le direzioni dei telegiornali e delle reti, compito
questo che dovrebbe essere invece espletato per statuto dal consiglio di
amministrazione della Rai.

Si appalesa cosi, con inconfutabile evidenza, un controllo diretto,
arbitrario e autocratico del capo del governo sul servizio pubblico
televisivo, controllo la cui immediata efficacia censoria viene favorita
dalla subordinazione degli organi direttivi della Rai ai poteri del capo del
governo, che gia controlla le emittenti private Mediaset.

I sottoscritti chiedono pertanto al Consiglio d'Europa di predisporre sui
suddetti eventi un'indagine conoscitiva dell'Assemblea parlamentare, di
monitorare questi e prevedibili nuovi attacchi alla liberta di informazione
in Italia, di rinnovare al governo e al Parlamento della Repubblica Italiana,
aggiornandoli,i rilievi gia avanzati nella risoluzione 1387 del 2004.

Allegati:

articolo di fondo del Guardian, 30 marzo 2009: "Fascism's shadow".
articolo dell'Indipendent, 20 marzo 2009: "The march of Mussolini into
Italy's mainstream".
pubblicazione GUE/NGL aprile 2004 a cura di A.Cisilin, G. Di Lello, G.
Manisco: "EU:Liberty under attack. Italian Anomaly and the Berlusconi media
control".

Lucio Manisco
www.luciomanisco.com
luciomanisco@mclink.it

Giuseppe Di Lello
giuseppe.dilello@tin.it

Alessandro Cisilin
acisilin@yahoo.it

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