Privacy Policy politicamentecorretto.com - Trent'anni dalla 180 e l'altro fa ancora più paura. Ripartiamo dai matti per riportare il Paese alla normalità?

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Trent'anni dalla 180 e l'altro fa ancora più paura. Ripartiamo dai matti per riportare il Paese alla normalità?

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Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita'

Era il 13 maggio del 1978 quando il presidente della Repubblica Giovanni Leone firmava la legge 180, più nota come Basaglia. Finiva un'era, si chiudevano i manicomi. La legge manicomiale del 1904 aveva segregato in lager persone con disagi psichici, messe dietro le sbarre, legate nei letti di contenzione e sottoposte all'elettroshock. Dal 1962 Franco Basaglia avviò una rivoluzione. Gli internati vengono così trattati come pazienti, eliminate le contenzioni, aperti i cancelli dei reparti, il dialogo diventa via d'uscita dal disagio psichico. Da quel momento parte una riflessione sociopolitica sul trattamento della follia, sul rispetto della dignità della persona e sui diritti dei malati.

Una legge rivoluzionaria, approvata dal Parlamento con tempi sospetti: il 19 aprile è varata dal Consiglio dei Ministri, le due commissioni Igiene e Sanità approvano il testo in sede deliberante alla Camera il 2 e al Senato il 10 maggio. Una corsa contro il tempo per evitare il referendum convocato dai radicali. E la fretta non è mai una buona consigliera, basti ricordare l'intervento contrario di Marco Pannella nella Commissione della Camera: la mancanza di copertura economica sviliva la legge. Era il primo monito per i problemi che si sarebbero creati in seguito. A disconoscerla in parte fu anche lo stesso Franco Basaglia, che criticò i trattamenti sanitari obbligatori. Il fallimento di qualsiasi terapia è l'imposizione al paziente di una cura con la forza.

La paura di una campagna referendaria fece approvare una norma rivoluzionaria nello spirito ma senza gambe per camminare. La fine dell'istituzionalizzazione dei matti, i folli come malati da curare, il riconoscimento dei loro diritti, come quello di rifiutare trattamenti nel rispetto della Costituzione, non riesce ancora oggi ad essere applicata completamente e in maniera omogenea.

Negli anni Settanta erano i malati al centro del dibattito politico, soggetti a cui restituire dignità e diritti, oggi nelle proposte di legge depositate in Parlamento dalla maggioranza, l'attenzione è rivolta al "normale", a chi deve difendersi dall'altro, dal diverso, dal soggetto presunto malato. Il compromesso dei trattamenti sanitari obbligatori, dall'eccezione che erano diventano, o peggio tornano ad essere, la norma. Rischia perfino di essere comprensibile che il disagio mentale è notizia solo quando è oggetto di cronaca nera.

Difendersi da chi ci fa paura diventa l'imperativo e si traduce in leggi disumane: il clandestino si respinge alla frontiera, non importa se chi ci aiuta dall'altra parte è un regime totalitario, non importa se il respinto aveva diritto all'asilo; il rom è uno stupratore da carcerazione preventiva; il matto, perché non diventi un assassino, occorre segregarlo in casa o in un istituto, ben legato o stordito da farmaci per non turbare o disturbare.

Prima di ripetere l'imposizione di una legge al Parlamento, proviamo a capire come e dove ha funzionato la legge 180. Conoscere dati e riferimenti precisi dal numero delle persone prese in carico ai Trattamenti Sanitari Obbligatori, dai ricoveri alle prescrizioni di psicofarmaci.

Potrebbe sembrare velleitario parlare dell'articolo 32 della Costituzione dopo il dibattito sul testamento biologico: per il legislatore l'individuo nella sua complessità va sempre protetto, anche da se stesso, anche se non vuole; lo Stato lo fa in alcuni casi con il medico, in altri con le forze dell'ordine, in altri con entrambi. E' lo Stato etico. Una scommessa: ripartiamo dai matti per riportare il Paese alla normalità?
Qui il comunicato online
http://blog.donatellaporetti.it/?p=620

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Il Valido Invalido, 14 Maggio, 2009 22:17:29
    Io sono schizzofrenico. Noi matti abbiamo i nostri problemi oltre a quelli che avete voi sani ed oltre a queste due categorie di problematiche da affrontare anche i problemi che ci create voi "sani" (passa il tempo e più mi accorgo che tanto sani non siete perché neanche voi siete equilibrati nè tantomeno sereni). E' più pericoloso un malato di mente o una persona disonesta? Le statistiche dicono che in percentuale i malati di mente commettono gli stessi reati dei "sani" (veramente noi matti ne commettiamo di meno e ne commetteremmo ancora di meno se chi delinque poi non faccia finta di avere problemi) Non ho paura di chi parla da solo.... piuttosto mi guardo bene dalle persone con auto lussuosa, abiti di buona fattura o da bellissime donne in gioielleria. Di fronte ad un matto il problema non è "che male può farmi" ma "che male posso fare io a lui". Io lotto contro le voci spesso.... così come uno zoppo deve faticare per camminare (e magari anche lui ha chi goliardicamente dimostra la sua "simpatia da sano di mente") io mi reputo uno che "barcolla ma non molla". E penso anche che così come chi ha il diabete deve rispettare la legge anche lo psicotico deve rispettare la legge. Per la mia esperienza ritengo che i manicomi non siano utili. A mio avviso per risolvere il problema sarebbe il caso... cioè, insomma... magari.... si potrebbe forse addirittura... sì, lo sò che è un discorso disordinato ed "una pazzia" ma.... e se si applicassero le leggi? (e questo non vale solo per il problema matti). Qui sta arrivando l'estate... seguite il consiglio di un matto.... quella parte di cervello che vi è rimasta sana... usatela per apprezzare questa bella stagione. Cordialmente. Il Valido Invalido.