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PRESIDENTE, COSA PENSA DI FARE PER GLI ITALIANI DEL VENEZUELA?

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E’ consuetudine del Quirinale che a fine anno il Presidente della Repubblica faccia un discorso rivolto a tutti gli italiani nel mondo. E quasi tutti i Presidenti, tra cui anche l’attuale Presidente Giorgio Napolitano, hanno sempre dedicato uno spazio agli italiani residenti all’estero ricordando (a volte anche enfaticamente) che l’Italia li considera tutti come i suoi figli. Ebbene, una brava madre quando i figli si trovano  in difficoltà corre subito in loro aiuto. Attualmente a trovarsi in difficoltà sono molti dei nostri ‘fratelli’ che risiedono in Venezuela. Ma andiamo per ordine.
Il 7 maggio 2009 il Governo di Ugo Chavez ha fatto pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale una Legge Organica che lascia allo Stato i beni e i servizi connessi alle attività primarie degli Idrocarburi. In pratica ha espropriato 76 imprese private molte delle quali di cittadini italiani residenti da molti anni in Venezuela. Motivazione ufficiale: Si tratta di un settore strategico che deve rimanere integralmente in mano dello Stato.
Ma il Governo non si è fermato qui: ha confiscato anche 2,5 milioni di ettari di terreni con la motivazione che Non c'è terra privata, ci può essere gente che la occupa, ma se la occupa senza produrre allora perde il diritto d'occuparla e quindi la legge dev'essere implacabile; la terra è per sua natura di tutti, come i fiumi e l'aria.
Benissimo. Conosciamo il pensiero politico di Chavez e su molte questioni probabilmente ha anche ragione. Però credevamo anche che la politica delle nazionalizzazione ‘tout court’ fosse ormai un retaggio del passato e che un legittimo Governo democratico avrebbe in ogni caso previsto un adeguato indennizzo (e non una cifra quasi simbolica) a quei piccoli imprenditori titolari di ditte di trasporto su acqua o piccoli cantieri navali (qualcuno teme che questo provvedimento possa estendersi presto anche ai titolari di cliniche, di distributori di benzina, ecc.).
Su questa vicenda ci sono state diverse interrogazioni Parlamentari sia del Partito di maggioranza PDL (Adriana Poli Bortone e il Presidente del Comitato per gli italiani all'estero della Camera e viceresponsabile del PDL Marco Zacchera) che della minoranza PD (i Senatori  Micheloni, Finocchiaro, Zanda, Bertuzzi, Morri, Pegorer, Randazzo e Cabras). L’Italia, che ha sempre avuto ottime relazioni con il Venezuela, ha tutto il diritto di chiedere al Presidente Chavez un trattamento equo per i suoi cittadini, che certamente  non hanno mai pensato di colonizzare o sfruttare le risorse del Venezuela ma hanno per  mezzo secolo contribuito lealmente alla crescita del Paese reinvestendo quasi sempre i profitti sul territorio venezuelano.   
A nostro avviso, della questa questione si dovrebbe occupare anche il Presidente della Repubblica non lasciando che la vicenda caschi nell’oblio ma stimolando il Governo a premere sulle autorità venezuelane affinché si riesca a trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Altrimenti c’è il rischio che nel prossimo discorso di fine anno qualche figlio lontano resterà giustamente un po’ deluso.

 

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