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Com’è andata? Come ti va?

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Ripropongo, non a caso oggi  20 luglio 2009, quanto scrissi  dopo il 17  novembre 2007,  dopo  la manifestazione nazionale ” Tornare a Genova“: eravamo nella fase conclusiva della sentenza del processo per le violenze commesse "da noi", da chi c’era stato per il G8 ligure, in quelle infami giornate, non che ce ne siano migliori quest’anno.

Lo faccio volutamente  e provocatoriamente come allora, anche se non sollevai un bel niente, se non il mio corpo in un’andata e ritorno come quella del 2006, miracolosamente rimasta indenne dalla sinistra censura. Ci si indigna per ben Altro e di Alto.
Non fu così nel 2001, in quelle giornate di luglio, calde caldissime, bollenti come le mie guance che solo a ripercorrerle le sento ridiventare  tali e le mani fredde, gelate, contratte, tenendo stretta quella di mia figlia. Allora  andammo là  per esserci, dabbasso e contro. Dopo un anno esatto, mi ritrovai a scrivere (una mia fissazione) era il 13 novembre del 2008, la sentenza per i vertici della polizia a Genova c’era stata e si parlava dell’Onda…e il decreto definitivo per Eluana Englaro. Gridavano tutte tutti, da una parte e dall’altra Vergogna! Che ne è stata di tutta questa indignazione globale?  Si sta fermi, appese ai mutamenti climatici, alle moratorie, in osservazione reciproca globale… Sempre meno si trova qualcuno che  chieda  Com’è andata? Come ti va? A  noi.

Io non dimentico.
Doriana Goracci
20 luglio 2009

Qualcuno già al cellulare, sapendo che ero a Genova, mi chiedeva, come stava andando.

Ieri ho dormito e oggi ripenso a quanti raccontano e hanno raccontato com’è andata: risposte politiche e per niente. Diari, ricordi, speranze, proposte, tutta roba che sarà superata nel giro di pochi giorni, dalla cronaca di un fatto, di una qualsiasi altra “cosa” che sarà la cronaca e l’informazione quasi mai tale, mai “fatto”, che si piega poco alla legge del quanto tira, quanto fa mercato.
E i no global, spesso negli ultimi tempi sono superati da altri reietti, assai più di tendenza.
Nella giornata del 17 novembre mi è mancato l’orinatoio e anche la faccia tosta.
Il corteo davvero grandioso, lungo, pacifico, gioioso insomma con tutti gli aggettivi che avete letto, era aperto da uno striscione “la Storia siamo noi” quasi tutto sorretto da uomini, diciamo pure nessuno noto.
Questa volta non hanno detto ” le donne avanti”, come spesso accade: perchè le donne sono contro la guerra, sono non violente, sono violentate, sono vittime due volte… Ne ho riviste di donne con grande affetto, ho rivisto la madre di Carlo, quella di Federico, quelle che i figli ce l’hanno ancora vivi, come Norma e Paola, quelle che i figli non l’hanno mai avuti come Silvia Baraldini. Di quest’ultima ho messo il cognome, perchè Silvia da sola non la ricorda più nessuno, non so se accompagnata dal cognome….
A me scappava la pipì, me la tenevo dalla mattina, dopo tante tante ore di treno dalla sera prima e mi tornava alla mente mio nonno paterno quando chiedeva nelle escursioni domenicali, di fermarci, che aveva bisogno di fare un goccio d’acqua: si sa, era anziano.
Forse lo sarò diventata anche io, perchè 6 anni fa a Genova andai con il ciclo e riuscii a tenermela per non so quante ore, e corsi pure, sa solo dio quanto, e poi alla fine andai in una strada e mi accovacciai, dicendo a chi era con me di non guardare che non c’era niente di bello, ecco io non ce la facevo più e mi liberai.
Ho trovato una Genova diversa stavolta, come me in menopausa ormai: molti commercianti non sanno cosa hanno perso d’incasso. Tutti hanno mangiato e bevuto, senza badare più di tanto se un caffè lo davano a un euro e una pizza in piedi a sette e quattro di numero pescetti fritti sotto i portici al porto a 4 di euro…
Certo stavolta non potevamo portarci da casa pure il pranzo e la cena: abbiamo voluto viverla da signore, passeggiando per Genova come fosse sabato anche per noi.
Qualcuno con il mio bel giaccone di lana rosso e tutto il resto in pendant, che è una mia fissazione, mi credeva altra dai noglobal, una che sta fuori da quel giro di “zozzoni”.
Questo m’ha salvato, perchè un bagno intorno all’una io l’ho trovato, poi più niente.
Si è camminato finchè è diventato buio e i compagni di tutte le età, si distaccavano veloci, tanto che all’inizio mi facevano paura e mi chiedevo dove vanno ‘che si guardano intorno e altri stanno a fare la guardia? Andavano a pisciare, a fare un goccio d’acqua contro un muro, in un cortile.
E noi donne non più in gonne lunghe come quelle delle donne di paese, che a buon bisogno allargavano le gambe e si liberavano, stavamo lì a stringere i muscoli, certo non i pettorali. Abbiamo trovato, verso la fine del percorso, un bar, di quelli grandi che hanno fatto un bell’incasso e aspettando di fare la pipì, noi tutte donne da ogni parte d’Italia, ci siamo raccontate la vita, come siamo capaci di fare e contente di aver aspettato quaranta minuti per quel goccio d’acqua chiacchierando, abbiamo ripreso a marciare dopo che i compagni chiamavano allarmati sui cellulari a chiedere dove eri finita…Forse avrei dovuto usare un alambicco americano che come dice la pubblicità:”Con …, almeno in questo ambito, la parità dei sessi diventa concreta! La soluzione è semplice, pratica, sicura. La sua innovativa forma anatomica si adatta perfettamente alle parti intime femminili, permettendo di urinare stando in piedi senza nessuna fuoriuscita, ma soprattutto senza la possibilità di ritrovarsi in posizioni scomode e difficili. Collegati al sito e.. essere donna resterà sempre un piacere”.
Quando sono tornata a casa, domenica mattina, altro che magie, il mio bagno mi è sembrato un grand’hotel, mi sono concessa anche la lettura del giornale che mi ha raccontato com’ è andata a Genova, secondo lui, il giornale.
Chissà sabato 24 novembre a Roma, tutte queste donne dove la faranno?
Perchè scusate ma la storia siamo anche noi.

Doriana Goracci

18 novembre 2007

http://www.reset-italia.net/2009/07/20/come-andata-come-ti-va/

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