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Commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise

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Interrogazione a risposta orale

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze -Per sapere –Premesso che:

- il Consiglio dei Ministri, in data 24 luglio 2009,ha decretato il commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise;

- da diversi mesi si è in attesa del commissariamento del sistema sanitario in Calabria, così, come peraltro annunciato dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, nello scorso mese di maggio 2009, durante una manifestazione elettorale;

- la richiesta di commissariamento della sanità in Calabria è stata sottoscritta da tutti i parlamentari del PDL, eletti in quella regione, ed inviata alcuni giorni fa al Presidente del Consiglio dei Ministri;

- l’interrogante da mesi continua a presentare atti ispettivi per denunziare la situazione della sanità in Calabria, che diventa sempre più pesante e grave;

- ad oggi ben due Advisor non sono riusciti a far definire la esatta quantificazione del disavanzo nel settore della sanità calabrese, che comunque si aggirerebbe attorno ad una voragine di 2,2 miliardi di euro, ai quali dovrebbe essere aggiunto un debito di 198 milioni accertato nel 2008, per sopravvenienze passive e insussistenze attive nel 2007;

- la relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio ha evidenziato che la Calabria ha investito in sanità una quota di PIL molto maggiore rispetto ad altre regioni  (8,77% PIL Calabria – 4,66% PIL Lombardia);

- la Corte dei Conti regionale, già nel marzo del 2008,ha bocciato la sanità calabrese, sottolineando, tra l’altro, “la sovraesposizione di finanziamento a fronte di indici di attività e prestazioni sottomedia, che evidenziano l’esigenza di interventi intesi a restituire alla Regione un livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere ad un più elevato indice di appropriatezza”;

 

 

 

 

 

- lo stesso Ministro del Lavoro e della salute, già nel settembre 2008, in Commissione bicamerale per gli Affari Regionali ha dichiarato che “…la situazione della Regione Calabria è molto preoccupante non solo per la dimensione del debito e del disavanzo, ma per il trend di spesa: dai 55 milioni del 2006 ai 127 del 2007…un dato che fa spaventare non poco”;

- lo stesso Sottosegretario di Stato alla salute, Francesca Martini,  in un intervista alla “Padania” ha dichiarato che la Regione Calabria “vanta” una situazione “che grida vendetta”;

- nello scorso mese di giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha persino impugnato la legge della Regione Calabria 30 aprile 2009, n. 11, relativa al “Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale”;

- la Calabria compare in fondo a tutte le classifiche: i posti letto per anziani sono 267 ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 1.270; si moltiplicano i “viaggi della speranza”; dai centri di cura pubblici regionali si scappa; dal gennaio 2007 ad oggi si contano una decina di casi costati la vita di pazienti, alcuni dei quali giovanissimi;

- in primavera si è già riversato l’ulteriore danno sugli incolpevoli cittadini calabresi,con la reintroduzione del ticket sui farmaci e sul Pronto Soccorso e l’aumento dell’Irap e la conferma dell’Irpef nelle misure massime consentite;

- a fronte di quanto sopra l’interrogante ritiene ingiustificata la proroga – diffida di ulteriori settanta giorni concessa alla sola Regione Calabria per l’adozione di un piano di rientro contenente misure di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale, così come previsto al comma 3-bis dell’articolo 22 del Decreto- legge 1° luglio 2009, n. 78;

 

 

 

 

 

 

- tra l’altro l’interrogante ritiene di dover ricordare che l’attuale Governatore della Calabria, Agazio Loiero, detiene immotivatamente la delega del Dipartimento sanità regionale ed è corresponsabile, quale eletto da oltre 4 anni della pesante situazione del settore, evidenziata, solo in minima parte, nella puntata di Report del 26 aprile 2009, andata in onda su RAI Tre;

- non solo ma, ad avviso dell’interrogante, nessun piano di rientro potrà essere definito in modo efficiente senza una preventiva approvazione del piano sanitario regionale,fino ad oggi non avvenuta;

- ancora, così come si evince, sempre dalla relazione della Commissione ministeriale Serra - Riccio, desta perplessità la mancanza dei requisiti previsti dalla legge posseduti da alcuni direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi delle ASP calabresi;

- basterebbe verificare, attraverso un’adeguata indagine ispettiva cosa sta accadendo e quanto è accaduto nell’ASP di Cosenza sotto la Direzione di Franco Petramala: vicenda dell’Istituto di Papa Giovanni XXIII° di Serra d’Aiello, situazione del settore della diagnostica di laboratorio nella provincia, nomine di primari sanitari in periodo elettorale e senza alcuna necessità, stabilizzazione di precari che si sono addirittura firmati le personali delibere, ecc…:

- quali i motivi che a tutt’oggi non hanno portato al commissariamento del Dipartimento della sanità in Calabria;

- se non ritengano, altresì, indispensabile che la nomina del Commissario ricada su persona diversa dall’attuale Presidente della Giunta regionale calabrese;

- quale la motivazione che ha portato il Governo nazionale a dare alla sola Regione Calabria ulteriori settanta giorni per predisporre il Piano di rientro dei debiti pregressi nel settore della sanità regionale.

On. Angela NAPOLI

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