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iIrisvolti giudiziari che hanno portato alla condanna in primo grado dell’imprenditore Raffele Vrenna di Crotone

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Interrogazione a risposta scritta

 

Al Ministro della Giustizia : Per sapere – Premesso che:

- con atto ispettivo n. 4-01174 del 29 settembre 2008, l’interrogante, nel denunziare i risvolti giudiziari che hanno portato alla condanna in primo grado dell’imprenditore Raffele Vrenna di Crotone ( per il quale è in corso il Processo d’appello a Catanzaro), ha posto una richiesta specifica sulla di lui moglie Comito Patrizia, impiegata presso la Procura della Repubblica di Crotone;

- la richiesta è stata ribadita dall’interrogante con atto ispettivo n. 4-02861 del 23 aprile 2009, a tutt’oggi privo di risposta;

- l’imprenditore Vrenna, al momento della condanna di primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, era comproprietario con il fratello Giovanni della Società “Sovreco S.p.A.”, con partecipazione diretta al capitale sociale di ben 6 società miste sparse in tutta la Calabria e con qualche legame anche in Campania, tutto nel settore di gestione dei rifiuti;

- dopo la condanna in primo grado riportata nel processo “Puma”, Raffele Vrenna ha ceduto tutte le quote di partecipazione nelle varie società ai suoi familiari , tra i quali la moglie Comito Patrizia;

- i familiari avrebbero creato una nuova Società che solo nei giorni scorsi e dopo svariati ricorsi sarebbe riuscita ad ottenere dal Consiglio di Stato la certificazione antimafia;

- in questi ultimi giorni sono state pubblicate sul “Quotidiano della Calabria” le deposizioni di tre collaboratori di giustizia, nelle quali vengono rivolte pesanti accuse a Raffaele Vrenna;

- Il collaboratore Luigi Bonaventura tra le varie risposte al PM, afferma: “…..lui (Raffaele Vrenna) diceva che aveva persone nei palazzi potenti, amici nei palazzi potenti e vantava questo….poi da altre voci si parlava del suo….del suo modo di trarre informazioni tramite la moglie che si occupava in reparti del Tribunale….” Ed ancora:”……si diceva chiaramente che la moglie era un componente con la quale Raffaele Vrenna riusciva a mediare con qualcuno per avere le dovute informazioni, questa era una cosa abbastanza assodata…..”;

 

 

 


- La moglie, Comito Patrizia, ha svolto per molti anni il ruolo di segretaria dell’ex Procuratore Capo di Crotone, Franco Tricoli, il quale nell’agosto 2008, subito dopo la richiesta di collocamento in pensione ha assunto l’incarico di presidente del “trust” che il gruppo Vrenna ha inteso realizzare per sottrarsi alle conseguenze insite nella condanna a quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa di Raffaele Vrenna;

- A tutt’oggi la signora Comito Patrizia continua a ricoprire incarichi importanti presso la Procura della Repubblica di Crotone, attendendo alle misure di prevenzione e al protocollo informatico:

- Se non ritenga di dover assumere con la massima urgenza l’iniziativa di competenza per avviare la procedura di trasferimento dalla Procura di Crotone, per incompatibilità ambientale, della signora Comito Patrizia, moglie di Raffaele Vrenna ed azionista delle società delle quali il marito era proprietario prima della condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.

On. Angela NAPOLI

 

Roma, 14 luglio 2009

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