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Eccezionale scoperta di un’antica tomba del III millennio a.C.
Presso la caserma La Marmora (Roma, Via Anicia 24), si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale sono state illustrate, con immagini e fotografie, le fasi di una delicata attività condotta dal personale del Reparto Operativo, che ha consentito l’eccezionale scoperta di un’antica tomba, risalente al III millennio a.C., appartenuta ad un guerriero di epoca preistorica, e l’individuazione di un sito dove sorgeva una necropoli inedita al mondo scientifico.
Il rinvenimento è stato effettuato durante uno dei controlli periodici delle aree archeologiche e del paesaggio, unitamente al Reparto Elicotteri di Pratica di Mare ed in collaborazione con i funzionari della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio.
Sono intervenuti in Conferenza Stampa: l’ On. Francesco Maria Giro, Sottosegretario ai Beni e le Attività Culturali, il Gen. B. Giovanni Nistri, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e la Dr.ssa Marina Sapelli Ragni, Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio.
E' stato chiamato 'Nello' lo scheletro individuato lo scorso mese di maggio dal Reparto Operativo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nel tratto di una spiaggia del litorale del basso Lazio, precisamente nell'area di Nettuno. "Il comando TPC e i funzionari della soprintendenza hanno rinvenuto lo scheletro, a circa 10 metri dalla riva, nel corso di un attivita' di controllo in questa zona archeologica. C'era una fenditura nel terreno, abbiamo scavato e trovato questo guerriero con una punta di freccia nel costato e circondato da vasellame di varia natura, probabilmente il corredo funerario deposto nel feretro all'atto della sepoltura. - ha spiegato il colonello Raffaele Mancino, comandante del Reparto Operativo TPC, durante una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Roma - Pensavamo che si trattasse di un soldato romano - ha proseguito -, poi la soprintendenza ha accertato che lo scheletro e' databile al terzo millennio a.C.. Si tratta quindi di una scoperta scientifica importantissima e saranno effettuati degli scavi nei dintorni per verificare se esiste una necropoli eneolitica'. Marina Sapelli Ragni, sovrintendente per i Beni archeologici del Lazio, ha poi aggiunto: 'Il corredo e' composto da sei vasetti in ceramica, molto ben conservati e attribuibili all'eneolitico, ovvero l'eta' del rame, che copre il terzo millennio a.C. Nei prossiimi mesi analizzeremo questi reperti nel nostro laboratorio di antropologia di Tivoli, e li confronteremo con gli altri rinvenimenti del periodo eneolitico'. La Sapelli Ragni ha anche sottolineato il 'grande interesse del territorio di Nettuno'. Infine, Francesco Di Mario, responsabile della sovrintendenza per il litorale laziale, ha dichiarato: 'Abbiamo salvato una sepoltura che si sarebbe sicuramente persa. Lo stato di conservazione eccezionale dello scheletro e del corredo consentira' di avere numerosi chiarimenti sull'eneolitico, e' una scoperta unica per il territorio'
Comunicato Stampa
IL GUERRIERO DI TORRE ASTURA
Il personale del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge sistematicamente controlli delle aree archeologiche paesaggistiche in collaborazione con il Reparto Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare. In particolare, durante il periodo a ridosso della stagione estiva, il servizio viene svolto anche nelle zone costiere del Lazio, al fine di prevenire eventuali abusi. Lo scorso mese di maggio, nel corso di preordinato sorvolo sui siti archeologici terrestri e marini presenti nel litorale del basso Lazio, esattamente nel tratto di spiaggia interno al poligono militare di Nettuno, all’altezza della località denominata Osservatorio Cortese, è stata fatta una scoperta eccezionale. A 10 metri dalla riva, il personale della Sezione Archeologia, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri presso l’ufficio Tecnico Territoriale degli Armamenti Terrestri di Nettuno e l’equipaggio di un elicottero di Pratica di Mare, coadiuvati da funzionari della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, hanno individuato e rinvenuto lo scheletro di un antico guerriero, databile al terzo millennio a.C., che presentava nel costato una punta di freccia ed era circondato da vasellame di varia natura, probabilmente il corredo funerario deposto nel feretro all’atto della sepoltura. L’eccezionalità della scoperta sta nel fatto che la sagoma dello scheletro è stata localizzata durante il pattugliamento della zona, a causa dell’azione insistita delle mareggiate che hanno eroso, nel tempo, la spiaggia nella zona antistante al poligono. I resti, riportati completamente alla luce dopo diverse ore di scavo, condotte d’urgenza sotto l’attenta vigilanza del funzionario della Soprintendenza competente della zona, rivestono eccezionale interesse storico-archeologico. Infatti lo scheletro, sepolto per molti secoli sotto un banco naturale di argilla, presenta integre quasi tutte le ossa. Il corredo funerario, peraltro, rappresenta un unicum sotto l’aspetto scientifico, poiché erano inedite, sino ad ora, sepolture a ridosso della zona litoranea di Torre Astura, ascrivibili al periodo preistorico dell’eneolitico (età del rame}, già note in altre aree del Lazio meridionale, a sud del Tevere. La scoperta ha, quindi, un notevole valore in quanto attesta, per la prima volta, la presenza di una probabile necropoli eneolitica lungo la costa di Nettuno. L’intervento è stato eseguito con la massima urgenza per consentire il recupero dei rari materiali archeologici prima della loro definitiva perdita. Infatti, la sepoltura, situata sulla battigia, poteva essere danneggiata o perduta a causa della marea. Il corredo funerario è composto da sei vasi, una punta di freccia e due lame di pugnale in selce.
Roma, 31 luglio 2009.
PdC Sezione Archeologia
tel. 06.585631




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