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L’onorevole Laura Garavini (PD) ricorda le vittime di Marcinelle

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“Desidero rendere omaggio alla forza, all’onestà, al coraggio di quegli uomini pronti a lasciare il proprio Paese, a lavorare a quasi mille metri sotto terra in cunicoli non più larghi di cinquanta centimetri senza alcuna protezione,  per cercare, in fondo a quel tunnel, il riscatto di una vita“.

 

Con queste parole l’onorevole Laura Garavini ricorda le vittime della più grave strage dell’emigrazione italiana all’estero, la tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, in cui persero la vita 262 persone, tra queste 136 italiani.

 

 “La loro forza, il loro coraggio è stato quello di tutti gli italiani che scelsero di emigrare per cercare la possibilità di una esistenza migliore da dare ai propri figli, a sé stessi e al proprio Paese“, ha affermato la deputata PD. “Molti ci riuscirono, altri non tornarono, come gli 867 nostri connazionali che morirono nelle miniere del regno belga dal 1946 al 1963“.

 

“La tragedia di Marcinelle svegliò le coscienze“, ha ricordato la Garavini “costrinse a riflettere sui diritti alla sicurezza sul lavoro e gettò le basi per la costruzione di quello stato sociale che ha fatto dell'Europa uno dei luoghi più evoluti nel mondo“.

 

“Ogni vittima è un nome, una testimonianza del lavoro e del sacrificio dell’emigrazione italiana all’estero. Le loro vite sono la nostra storia“, ha detto Laura Garavini “e rendergli omaggio vuol dire impegnarci tutti per la difesa dei diritti di ogni migrante nel mondo“.


 

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