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Care democratiche e cari democratici

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c’è stata una frase, nel corso dell’estate, che mi ha sconvolto. Umberto Bossi, da anni, con le sue uscite ci ha abituato al peggio. Ma riesce sempre ad inventarsi qualcosa di ancora peggiore. “Noi siamo emigrati per lavorare, non per uccidere”, ha detto il leader leghista, rivolgendosi agli immigrati in Italia, in occasione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera in Belgio in cui morirono 136 emigrati italiani. È una frase che non solo conferma la matrice razzista del suo autore, ma anche la sua completa ignoranza in materia di emigrazione. La verità è che gli emigrati italiani, che negli anni 50 e 60 partivano per l´estero, dovevano affrontare gli stessi brutti pregiudizi che in Italia gli immigrati subiscono adesso da parte della Lega. I connazionali dovevano confrontarsi con cartelli del tipo: “Ingresso vietato a cani ed italiani” e venivano considerati potenziali violentatori e ladri. La politica razzista su cui si innestano i pregiudizi è sempre la stessa: 50 anni fa, contro gli italiani in Germania, in Svizzera, in Belgio o nel nord della Francia; oggi contro gli immigrati in Italia. Era sbagliata allora contro di noi. È sbagliata ora contro gli immigrati nel nostro Paese.


Una “antivelina” che “sgobba”


Mi ha fatto piacere che lo Spiegel, il più importante newsmagazine in Germania, durante l´estate abbia dedicato un lungo articolo all’Italia. Il messaggio trasmesso: l’Italia va giudicata in modo meno arrogante, perché il nostro Paese non è fatto soltanto di Berlusconi, ma anche di esempi positivi. In questo contesto il settimanale tedesco ha messo anche me. Mi dà della “antivelina”, a seguito del mio impegno nel sociale prima di essere eletta e del mio lavoro in Commissione Antimafia. Ringrazio del complimento. Così come pure dell´apprezzamento espresso scrivendo che in Parlamento “sgobbo”. Di tanto in tanto un po` di riconoscimento fa bene. Aiuta a superare i momenti difficili quando i giochi si fanno duri. (leggi tutto l’articolo dello Spiegel).


Bersani è rock


Siamo già in piena fase precongressuale. Finora fra i tre concorrenti è in corso una sfida leale, sui contenuti, senza colpi bassi. Dobbiamo continuare così. Personalmente, come sapete, sosterrò la candidatura di Bersani. Perché, secondo me, lui è per un radicamento migliore sul territorio, per un PD forte nell’economia e nel sociale, per un PD laico, per un PD vincente (vedi newsletter n° 18). “Bersani è rock” ha detto un mio collega deputato e coglie bene a mio parere lo spirito della candidatura di Bersani. Per questo, per noi democratiche e democratici in Europa e non solo, sto preparando un blog. Grazie al prezioso aiuto di Giovanni Baruzzi, sará pronto all’inizio della prossima settimana. Un blog per sostenere Bersani e per discutere in rete su come creare un partito vero e in grado di tornare a vincere. In agosto, sollevata dall’obbligo di studiare i pesissimi faldoni della Camera, mi sono letta il libro “Lost in PD” di Marco Damilano dell’Espresso. Un libro in cui il Partito Democratico viene piuttosto bastonato, ma che comunque merita di essere letto. Dà una definizione colorita e simpatica del PD che vuole Bersani: “Un partito non liquido, ma solido. Un partito carnale, che mangia, beve e fà l’amore”. Io preferirei una versione un po` meno “carnale”, ma che rende lo stesso: un partito espressione della vita vera, fatto di gente vera, di tutte le generazioni.


Caso Fondi, il Governo Berlusconi copre le mafie


Il congresso ha il suo peso, ma è importante, anche in queste settimane, continuare a fare una forte opposizione al Governo Berlusconi. Questo weekend ho tenuto una manifestazione a Fondi insieme a Walter Veltroni, a sostegno della richiesta di scioglimento della locale amministrazione per infiltrazioni mafiose. È da mesi che noi del PD spingiamo in questo senso, con interventi in Parlamento e con interrogazioni. Prima delle ferie ho partecipato, insieme a cittadini di Fondi, ad un sit in davanti a Montecitorio per costringere il Governo a prendere finalmente una decisione. Ma Berlusconi si rifiuta, non vuole sciogliere l’amministrazione della cittadina laziale, nonostante ci sia la richiesta urgente del Prefetto a seguito di un rapporto di 500 pagine che denuncia le infiltrazioni mafiose. È un’ulteriore prova del fatto che questo Governo non combatte le mafie, bensí le favorisce. Lo fa a Fondi, lo fa con la legge sulle intercettazioni, lo fa con il suo No alle squadre investigative transnazionali. Mi fa tantissimo piacere che Veltroni sia tornato nella vita politica attiva anche in Parlamento e che per il suo ritorno abbia scelto proprio la Commissione Antimafia. Da un paio di settimane fa parte del nostro gruppo, con grande soddisfazione di tutti noi.


Consolati: grazie al vostro impegno il Governo comincia a far marcia indietro


La decisione di chiudere diversi Consolati in Europa ha suscitato un’ondata di protesta in tutti i paesi toccati. Noi deputati del PD eletti all’estero, e questa volta anche con il sostegno dei parlamentari del Pdl della circoscrizione estero, abbiamo partecipato a diverse manifestazioni e abbiamo portato queste proteste in Parlamento. I primi risultati si sono visti prima dell’estate. La commissione Affari Esteri della Camera ha approvato una nostra risoluzione con la quale chiedevamo di bloccare le chiusure in programma. È la prova che con la mobilitazione sul territorio si può mettere in difficoltà anche questa maggioranza, numericamente così forte in Parlamento. Un ringraziamento va a tutti, ma proprio a tutti coloro che hanno partecipato nelle proprie città alle proteste contro questo ulteriore piano scellerato del Governo. L´impegno comune ha dato i primi frutti!


Nuovi-vecchi scatti fotografici


Mi sono state girate delle belle foto “storiche” che ho inserito nella galleria fotografica del sito. Era il lontano 2002. Gli Istituti Italiani di Cultura erano nel mirino di Berlusconi. E in coordinamento con gli allora Ds di Bruxelles e Londra, in tanti mi appoggiarono nella protesta, in versione bomboletta spray, giacca di pelle e scarponi…

 

Laura Garavini

Invia commento comment Commenti (2 inviato)

  • Inviato in data Carmine , 29 Agosto, 2009 19:13:00
    Guardi Onorevola che Bersani non e' rock ma..frost
  • Inviato in data rosario cambiano, 29 Agosto, 2009 14:09:58
    Se sarebbe corretta, dovrebbe dire-é ANCHE OGGI, anche se esistono delle leggi contro il razzismo. Tuttavia , Bossi odia in genere il Sud e gli emigrati( che sono in maggior parte del Sud). A riguardo la sua intervista, un articolo a Lei dedicato. Come detto é stata un intervista. Come tutti sanno: uno/a fa domande e l´altra/o risponde. Chi capisce il Tedesco, puo rileggersi l´intervista. In proposito mi consenta di chiedergli:gli articoli sull´operato degli eletti al´estero, qualcuno di questi ,Lei lo ha letto? Dopo ,li spedisca al giornalista che la ha intervistato. Le "veline" che Lei intende molto probabilmente sono le ballerine di una nota trasmissione televisiva italiana molto seguita. In passato durante il regime fascista le "veline" erano dei comandi che venivano dall'alto ed erano dette così perchè erano scritte su una carta molto sottile detta carta velina .In gergo del Sud, le ballerine sono quelle persone che saltano da un palco/posto ad un altro ,facendosi forza solo della loro bellezza.Ovviamente vale anche per la forma maschile-ballerino. Non mi rifersco ha chi balla per mestiere, che a mio avviso é un arte. Sul tema Consolati. Lei lo sa benissimo che l´idea per chiuderli non é stata dal Governo Berlusconi, ma bensi´ dall´ex Governo Prodi, per risparmiare Non é certamente come afferma Lei "abiamo messo il Governo in difficoltá" con la nostra mobilitazione.L´unica cosa che state riuscendobene é L´abolizione dei candidati dell´estero ". Continuando: purtroppo ci dobbiamo adeguare in base anche alle varie convenzioni stipulati dagli Stati dell´EU. Cordialmente Rosario Cambiano