Sezioni
Bollettino
il piu' popolare
il piu' commentato
Il piu' spedito
- L’amministrazione pubblica, mal gestita, ha prodotto a Napoli la super bomba ecologica
- “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta”. La prima del film documentario a Genova
- REFERENDUM ELETTORALE:” ECCO COME STIAMO VOTANDO A LONDRA”
- Viaggi Todomondo. Verso la chiusura del touroperator? Come recuperare soldi e danni
|
Data ed ora di accesso alla pagina
|
CEFALONIA: a Verona il prossimo 23 settembre si commemora come sempre la div. ‘ Acqui’
CEFALONIA: a Verona il prossimo 23 settembre si commemora come sempre la div. ‘ Acqui’ e sempre attuale risulta la lettera che scrissi lo scorso anno.
La ripropongo con qualche recente aggiornamento.
di Massimo Filippini
AL DIRETTORE DE “L’ARENA” di Verona
e p. c
al SINDACO di Verona Flavio Tosi
Signor Direttore,
ho letto l'articolo odierno (*) di Emma Cervelloni su Cefalonia contenente un’incredibile serie di inesattezze relative al numero delle Vittime dei fatti ed alle modalità della loro morte, alla stessa fornite (come la Cerpelloni mi scrisse tempo fa) dall'Associazione 'Acqui' la quale sembra godere nel riportare dati numerici cinque volte superiori a quelli reali oltre a particolari assolutamente non veri come quello secondo cui i tedeschi avrebbero mitragliato in mare i sopravvissuti all’affondamento delle navi che li trasportavano in Grecia.
Chi ha detto tale panzana ha infatti omesso di dire come avrebbero fatto i tedeschi a sparare ai nostri se essi stessi erano finiti in mare insieme con loro affogando forse prima dato il carico delle armi in loro dotazione.
E' questo un vecchio copione che si trascina da decenni su cui però si sta man mano affermando il vero tanto che Emma Cerpelloni molto onestamente specifica nell'articolo che quelle da lei riportate "sono le cifre ufficiali, anche se, di recente, sono state messe in discussione e ridimensionate da alcuni studiosi".
Mi sarei anche aspettato che aggiungesse che le cifre 'RIDIMENSIONATE' sono frutto delle mie esclusive ricerche presso gli Archivi Militari e le più svariate fonti di conoscenza che ho reso note -nel 2006- nel mio ultimo libro "I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO" di cui l'Associazione Acqui -PUR ESSENDONE CERTAMENTE AL CORRENTE- finge di ignorare l'esistenza con ciò contribuendo ad ingannare l'opinione pubblica sulle vere dimensioni numeriche della triste vicenda.
Se un dato storico si è trascinato fino ad oggi in modo del tutto falso non c'è ragione -di fronte ad una sua documentata smentita- per continuare a ritenerlo l'UNICO VALIDO a priori anche dopo l’ulteriore smentita contenuta nella CTU del orf. . Gentile allegata agli atii del processo Muhlhauser iniziato e subito chiuso per morte del reo. Gentile ha quantificato TUTTE le Vittime a Cefalonia in circa 2300 con ciò dando ragione alle mie documentate ricerche: che altro si vuole per parlare seriamente e non proseguire nella strada delle menzogne ormai più che CONSAPEVOLI ?.
E' un comportamento che mal depone sulla correttezza di chi lo sostiene a spada tratta come detta Ass. ne presieduta tra l’altro da chi non c’entra niente con Cefalonia –essendo la Presidente Bettini Orfana di un Caduto di Corfù e non di Cefalonia- dalla quale io -MALGRADO SIA ORFANO DI UN UFFICIALE FUCILATO DAI TEDESCHI A CEFALONIA- sono stato ‘de facto’ espulso essendo la mia colpa principale quella di aver documentato nei miei libri come andarono i fatti mentre l'Ass.ne Acqui sostiene consapevolmente il contrario vale a dire ciò che va a genio alla Sinistra.
Ricordo per analogia che anche sulla famigerata strage di oltre 15.000 ufficiali polacchi -avvenuta a Katyn nel 1941 ad opera dei Sovietici- si è per decenni detto che ne furono autori i tedeschi e solo con la fine del regime comunista si è potuto apprendere dagli stessi DOCUMENTI RUSSI che essa fu perpetrata dai Sovietici.
Solo per Cefalonia si continua –per i dati dei Caduti e non solo- sullo stesso falso metro di 65 anni fa perchè ciò vogliono i comunisti e i loro coscienti o incoscienti sostenitori che comandano nell' Ass. ne Acqui impedendo alle voci contrarie di manifestarsi ed anzi mettendole al bando.
Il prossimo 21 settembre mi auguro che a Verona dove mi è preclusa la partecipazione e dove i vertici dell'Ass.ne Acqui celebreranno alla presenza ANCHE del Sindaco -cui la presente è diretta - in modo del tutto DISTORTO i fatti di Cefalonia, qualcuno arrossisca dalla vergogna.
Ci spero ma non ne sono sicuro. La coscienza non è affare che riguardi i comunisti e, purtroppo, i loro soci diretti o indiretti.
Distinti saluti
avv. Massimo Filippini
ten. col. AM (ca)
Orfano del magg. Federico Filippini fucilato il 25 sett. 1943 a Cefalonia
Autore de:
La vera storia dell’eccidio di Cefalonia (1998 e 2001);
La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda (2004);
I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito (2006).
Responsabile del sito
www.cefalonia.it
e del gruppo FB
http://www.facebook.com/group.php?gid=41647786913
LATINA 13 agosto 2008 e 5 settembre 2009
(*) TESTO DELL’ARTICOLO di cui sarebbe interessante sapere i nomi dei 1.200 –-milleduecento!! - Caduti veronesi che l’autrice afferma -in base a notizie assunte presso l’Ass. ne ‘Acqui- esserci stati. Se fosse vera tale ‘panzana’ si dovrebbe dire che il 70% del totale dei caduti erano veronesi !
____
LA VERONA NASCOSTA: IL MONUMENTO ALLA DIVISIONE ACQUI. Si trova nell’omonimo parco in circonvallazione Oriani e ricorda una tra le più tragiche pagine di storia
L’arte onora i Caduti di Cefalonia
Opera di Mario Salazzari, uno dei più grandi artisti del Novecento, ricorda i 9.000 militari trucidati dopo l’8 settembre 1943
È un angolo nascosto per problemi di degrado sociale: in passato frequentato da prostitute e tossicodipendenti ed ora anche da clandestini, il parco della Divisione Acqui, in circonvallazione Oriani, a pochi passi da Porta Nuova, sui bastioni, mostra uno dei capolavori della scultura veronese del Novecento: il monumento nazionale dedicato alla Divisione Acqui. È stato inaugurato il 23 ottobre 1966 dall'allora presidente del Consiglio, Aldo Moro ed è opera di Mario Salazzari, uno dei grandi artisti veronesi del Novecento.
MONUMENTO. Al di là del significato storico, questo monumento si può ritenere la più bella opera scultorea contemporanea della città. Merita descriverlo. È composto da figure maschili intere in movimento, unite da funi che sembrano serpenti. In primo piano c'è una figura giacente, mentre altre tre sono dietro e sono raffigurate per presentare sofferenza e disperazione. Una curiosità: questi personaggi sono modellati secondo le forme anatomiche con la più completa accuratezza scultorea, ma sono asessuati. Si tratta di un’opera di una notevole imponenza, alta sette metri e mezzo.
LA STORIA. Venne commissionato dal governo italiano a un artista veronese, sensibile ai valori della libertà e della Resistenza, realizzato grazie all’impegno dell’onorevole Alessandro Canestrari. È un’opera in bronzo che sulla fronte mostra una targa in marmo che recita L’Italia ai martiri della divisione Acqui, Cefalonia, Corfù. Settembre 1943. È anche scritto 9000 uomini della Divisione Acqui nelle isole di Cefalonia e Corfù vollero il sacrificio cruento per dare alla patria lontana onore e pegno di resistenza. Ma come mai un monumento così importante è a Verona? Due le ragioni. Dei 9.000 soldati italiani uccisi, 1.200 erano veronesi e, inoltre, la nostra città è sede nazionale dall’Associazione Divisione Acqui, fondata nel 1945, che rappresenta tutti i superstiti dell’eccidio di Cefalonia e Corfù del settembre 1943 ed ha lo scopo di onorare e ricordare le vittime di quegli eventi terribili.
LA DIVISIONE ACQUI. Il monumento racconta uno dei più tragici fatti della seconda guerra mondiale. La Divisione Acqui, una delle più gloriose divisioni dell’esercito italiano, con 525 ufficiali e 11.500 soldati, presidiava le isole di Cefalonia e Corfù agli ordini del generale Gandin, quando l’8 settembre 1943, all’annuncio dell’armistizio, decise di non arrendersi e cedere le armi ai Tedeschi, ma di affrontare la resistenza armata. Il 15 settembre cominciò la battaglia che si protrasse fino al 22. I nostri soldati si difesero con coraggio, ma non ci fu scampo: la città di Argostoli fu distrutta, 65 ufficiali e 1.250 i soldati caddero in combattimento. L’Acqui allora si arrese, ma la vendetta tedesca, senza giustificazione, fu spietata. Il 24 settembre Gandin venne fucilato alla schiena e 600 soldati italiani con i loro ufficiali furono falciati dal tiro delle mitragliatrici; 360 ufficiali furono uccisi a gruppetti. Altre fucilazioni vennero eseguite in mare, al largo, con l’ordine di affondare i corpi in punti diversi dopo averli zavorrati. Inoltre, tremila superstiti furono caricati su tre piroscafi per essere portati nei lager tedeschi, ma, appena preso il largo, finirono su un’area minata. I piroscafi saltarono in aria ed i soldati che riuscirono a trovare scampo in mare furono uccisi, colpiti dal tiro al bersaglio dei tedeschi. Le cifre dell'eccidio restano impressionanti: in tutto 9.640 furono i caduti. Di essi, 446 gli ufficiali.
Queste che noi riportiamo sono le cifre ufficiali, anche se, di recente, sono state messe in discussione e ridimensionate da alcuni studiosi.
L’OPERA. L’orrore della vicenda, simboleggiato dal biscione di bronzo che trapassa i corpi, è stato espresso con grande arte da Mario Salazzari. L’artista nacque a Lugagnano il 16 novembre 1904 e morì a Verona il 6 giugno 1993. Nessuno meglio di Salazzari era in grado di mostrare quell'orrore, visto che lo scultore subì torture da aguzzini nazisti, quando venne arrestato e imprigionato, con una condanna di 30 anni, come partigiano nel carcere di Padova, da dove, qualche giorno prima del 25 aprile ’45, riuscì a fuggire.
LE ALTRE OPERE. Prima del capolavoro del monumento alla Divisione Acqui, Salazzari, che si occupò anche di poesia, pittura e musica, realizzò il Monumento ai Caduti di Borgo Roma e nel 1924 fu scelto per un’opera di grande prestigio: il grande monumento al Pontiere d’Italia, a Piacenza, inaugurato nel 1928 dal re Vittorio Emanuele III. A Verona ha lasciato le sue sculture più celebri: i gruppi equestri del ponte della Vittoria del 1934 che, nel dopoguerra, quando vennero installati, suscitarono polemiche con il sindaco Uberti, che riteneva sconvenienti i particolari anatomici dei cavalli; il monumento al partigiano in piazza Bra del 1946; la Targa commemorativa della divisione Pasubio del 1960. Giusto per non dimenticare.
Emma Cervelloni
Invia commento
Commenti (1 inviato)
-
Inviato in data Massimo Filippini, 16 Settembre, 2009 11:15:49Chi volesse approfondire un altro aspetto della vicenda cioè quello dei c. d. \'viaggi\' della memoria a Cefalonia organizzati a spese della Provincia di Cremona ed ora aboliti dalla nuova Giunta Prov. le può leggere l\'articolo di cui al link http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=15630




Politica
Interviste
Cultura e Società
Comunicati stampa
Voci dal Mondo
Partito degli Italiani dall'Estero
On. Giuseppe ANGELI
On. Amato L. BERARDI
On. Gino BUCCHINO
On. Aldo DI BIAGIO
On. Gianni FARINA
On. Marco FEDI
On. Laura GARAVINI
On. Ricardo MERLO
On. Franco NARDUCCI
On. Gugliemo PICCHI
On. Fabio PORTA
On. Antonio RAZZI
Sen. Esteban Juan CASELLI
Sen. Raffaele FANTETTI
Sen. Mirella GIAI
Sen. Basilio GIORDANO
Sen. Claudio MICHELONI
Sen. Nino RANDAZZO


