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Intervento del Presidente di Confindustria Puglia, Nicola De Bartolomeo, sulla centrale Enipower di Taranto

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Il  parere favorevole espresso dal Ministero dell’Ambiente all’ampliamento e alla riconversione a metano della centrale dell’Enipower all’interno della raffineria di Taranto, chiede un’attenta ed obiettiva valutazione e confronti di merito anche di natura tecnica, evitando giudizi parziali che possono generare equivoci e pericolosi allarmismi.

Il progetto di nuova centrale che si basa su moderne tecnologie, consentirà infatti, di ridurre sensibilmente le polveri, gli ossidi di azoto e il biossido di zolfo, determinando di fatto un notevole miglioramento della qualità dell’aria.

Inoltre sarà evitato l’impatto sull’ecosistema locale che i vecchi impianti alimentati ad olio combustibile generavano con i frequenti black out.

È opportuno chiarire inoltre, che il nuovo impianto, di moderna concezione, con il suo alto rendimento rispetto all’esistente, producendo più energia emette in assoluto una maggiore quantità di CO2, che se rapportata al chilowattora di energia prodotta, il dato di 392 grammi è decisamente inferiore a quello attuale di 634 grammi.

A tal proposito, è necessario sottolineare che pur avendo scommesso la Regione Puglia sulle fonti rinnovabili, registrando il primato in Italia in tale settore, non è pensabile rinunciare al momento alla quantità di energia da fonti tradizionali prodotta dai grandi Gruppi che operano nella nostra regione, a condizione che i suddetti impianti si rinnovino tecnologicamente per ridurre il loro impatto ambientale

E’ opportuno inoltre rilevare che la cantierizzazione della centrale consentirà di occupare un numero elevatissimo di unità lavorative - con punte anche di 3.000 unità - per circa 36 mesi. In un momento di grandi difficoltà per l’apparato industriale ionico, con circa 10.000 addetti al comparto meccanico in cigo, non è assolutamente un dato da sottovalutare.

E’ opportuno inoltre segnalare che l’Enipower, su indicazione della Soprintendenza archeologica pugliese, opererebbe anche un intervento di riqualificazione ambientale di un’area interessata dal sito della raffineria.

Taranto, il suo sistema produttivo, le grandi imprese pubbliche e private che vi sono localizzate, le forze lavorative che vi sono impiegate, le Istituzioni e l’intera cittadinanza attendono ormai da tempo altri interventi e iniziative di risanamento ecologico scientificamente qualificate come quella oggetto del parere del Ministero dell’Ambiente che ora dovrà essere ratificato definitivamente dal Ministero dello sviluppo economico.

Confindustria Puglia pertanto, insieme a Confindustria Taranto, invita tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati all’investimento dell’Enipower ad approfonditi confronti di merito tecnico che potrebbero vedere in campo anche la II Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari localizzata nel capoluogo ionico.

                                                     Nicola De Bartolomeo

                                                     Presidente Confindustria Puglia

 

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