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Rai: violazione di legge sui compensi e i contratti di consulenza, multa miliardaria?

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Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali - Pd

Mentre si discute se la Rai deve essere un po' piu' di destra o un po' piu' di sinistra, come se la perfetta applicazione del manuale Cencelli corrispondesse al compito del servizio pubblico, l'occasione puo' essere quella giusta per portare alla luce e chiarire perche' la Rai non rispetta la legge che la obbliga a rendere pubblici i rapporti di consulenza esterna, nomi e cifre.
Si leggono sui giornali i compensi dei personaggi tv piu' famosi, ma la legge obbliga la Rai a farlo per tutti i contratti. Sapere come funziona il canone, dove finiscono le tasse dei cittadini e' un dovere che la Rai non rispetta, nonostante glielo imponga la legge.
Dopo piu' di due anni dalla sua creazione, sul sito apposito (www.contrattidiconsulenza.rai.it) predisposto dalla Rai per conoscere i nomi e i relativi importi percepiti dai consulenti e professionisti esterni, cosi' come stabilito per legge, l'unica cosa che appare e' la scritta "Lavori in corso". La legge 244/2007 (art. 3, comma 44) e' chiara: "Nessun atto comportante spesa [...] puo' ricevere attuazione, se non sia stato previamente reso noto, con l'indicazione nominativa dei destinatari e dell'ammontare del compenso, attraverso la pubblicazione sul sito web dell'amministrazione o del soggetto interessato, nonche' comunicato al Governo e al Parlamento". In caso di violazione la Rai e gli stessi consulenti sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare della somma illegittimamente erogata.
Di fronte alla palese violazione della legge da parte dell'azienda radiotelevisiva e ad una interrogazione depositata nel giugno dello scorso anno, nessuna risposta (Atto n. 3-00082: http://blog.donatellaporetti.it/?p=108). Come del resto nessuna risposta (se non quella che effettivamente la cosa e' complessa e va chiarita) su chi deve pagare il canone: possessori di pc e di videotelefonini che sono apparecchi atti a ricevere trasmissioni radiotelevisive, ad esempio, evadono le tasse se non pagano il canone Rai?
Questa e' la televisione di Stato? Il problema non si porrebbe se fosse stato rispettato quanto richiesto dagli italiani con un referendum, la privatizzazione. Ma, fintanto che la Rai e' un soggetto pubblico, si deve comportare come tale, rispettando quelle leggi che oggi invece viola con arrogante disinvoltura.

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